Il governo di Giorgia Meloni è pronto a una stretta nelle classi delle scuole italiane per riequilibrare le regole sulla base di quanto stabilito dalle leggi. Dal palco di Fenix, la premier ha annunciato che è in cantiere un decreto legge con il quale verrà imposto il limite massimo del 30% di studenti stranieri per ogni classe, oltre al divieto di indossare burqa e niqab all’interno della scuola. Una stretta necessaria e doverosa, che guarda anche agli altri Paesi europei che si stanno muovendo in questa direzione, talvolta con misure ancora più stringenti. L’annuncio della premier ha rapidamente fatto il giro d’Europa, attirando l’attenzione della stampa internazionale.
“Meloni vieta le coperture per il viso e limita il numero di alunni stranieri nelle scuole italiane”, scrive l’inglese The Telegraph, riprendendo le parole di Meloni: “Se c’è solo un bambino in una classe che non capisce l’italiano, è probabile che quel bambino riesca a imparare la lingua e a integrarsi rapidamente con l’aiuto dei compagni di classe e degli insegnanti. Tuttavia, se il numero di bambini che non capiscono la lingua diventa grande, o persino la maggioranza, questa non è più integrazione; è abbandono”. E ancora: “Bisogna andare a scuola a viso scoperto, e in Italia nessuno, in nome di una reale o presunta tradizione, può decidere che una giovane donna debba nascondersi”.
Anche la Cnn ha riportato l’annuncio della premier, sottolineando che “gli studenti che non sono cittadini italiani rappresentano l’11,6% di quelli iscritti alle scuole italiane - quasi 12 su 100 studenti - secondo la Fondazione ISMU, un istituto di ricerca”. Le Figaro, giornale francese, titola: “L’Italia vieterà il velo integrale a scuola, annuncia Giorgia Meloni”. Se nel Regno Unito non esistono norme di questo tipo, la Francia ha già vietato il velo integrale negli uffici pubblici per pubblico e lavoratori. L’austriaco Orf ha sottolineato nel suo articolo che “secondo la regolamentazione prevista, i genitori degli studenti stranieri con notevoli problemi di integrazione saranno inoltre obbligati a imparare l’italiano. Meloni ha motivato la sua richiesta di una limitazione spiegando che i bambini italiani non devono sentirsi una minoranza nelle loro classi”
