Lo scontro tra Donald Trump e una parte della stampa americana si sposta nelle aule di tribunale. CNN, Politico e MS NOW hanno annunciato una causa contro il presidente degli Stati Uniti e alcuni membri della sua amministrazione per ottenere la revoca del divieto di accesso alla Casa Bianca imposto alle tre testate. L’iniziativa è stata presentata davanti alla Corte distrettuale federale di Washington.
La decisione arriva dopo quanto accaduto sabato, quando i giornalisti Betsy Klein della CNN, Akayla Gardner di MS NOW e Cheyenne Haslett di Politico sono stati respinti all’ingresso della Casa Bianca e le loro credenziali sono state disattivate o ritirate. Il provvedimento era stato annunciato il giorno precedente dallo stesso Trump, che aveva accusato le tre testate di diffondere “fake news” e aveva lasciato intendere che altri media avrebbero potuto subire lo stesso trattamento.
Secondo quanto riportato dalla Cnbc, nella causa le tre organizzazioni sostengono che il bando violi il Primo Emendamento e le garanzie costituzionali sul giusto procedimento, contestando in particolare l’assenza di un preavviso e della possibilità di opporsi alla revoca delle credenziali. CNN, Politico e MS NOW chiedono inoltre al giudice un provvedimento urgente per ripristinare immediatamente gli “hard pass” che consentono ai rispettivi cronisti di lavorare alla Casa Bianca.
“Questa mattina abbiamo informato il governo che presenteremo una causa per proteggere i nostri diritti sanciti dal Primo Emendamento”, hanno spiegato con una dichiarazione congiunta le tre testate. La Casa Bianca, secondo Reuters e Associated Press, non ha ancora commentato nel merito l’azione giudiziaria.
Il caso si inserisce in un contenzioso più ampio tra l’amministrazione Trump e alcuni organi di informazione. Davanti allo stesso tribunale è ancora aperta la causa promossa dall’Associated Press, dopo le restrizioni decise dalla Casa Bianca nel 2025 in seguito alla scelta dell’agenzia di continuare a utilizzare la denominazione “Golfo del Messico” pur dando conto del nuovo nome scelto da Trump, “Golfo d’America”. Nell’aprile 2025 il giudice federale Trevor McFadden aveva ordinato il ripristino dell’accesso dell’AP agli eventi aperti agli altri membri della stampa, ma l’amministrazione aveva presentato ricorso.
Trump, del resto, aveva già messo in conto una battaglia legale. Venerdì aveva spiegato ai giornalisti di ritenere comunque utile il provvedimento, anche nell’eventualità di una successiva bocciatura da parte di un giudice. Ora la parola passa alla magistratura federale.
