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Politica internazionale

Cremlino contro Roma. “Fedorov consulente, una fiaba di Rodari”. Crosetto: affari nostri

Zakharova provoca citando lo scrittore, il ministro: “Se l’ha letto, non l’ha capito. Non decidono per noi”

"Mi sono innamorata di Renzi": la portavoce del ministro russo si dichiara

Nuova puntura di spillo da Mosca sul nostro Paese. Dopo le parole al vetriolo rivolte al presidente Mattarella, il nuovo bersaglio è il ministro della Difesa. E stavolta entra pure la letteratura scolastica, nella polemica per l’ingaggio da parte di Crosetto dell’ex omologo ucraino Fedorov. «Se Gianni Rodari fosse vivo penso che scriverebbe una favola satirica su questo, ma non sono sicura che sarebbe più divertente della storia vera», è l’attacco della portavoce della diplomazia russa, Zakharova, secondo cui è indicativo «che l’innovazione in Italia sarà gestita da un uomo che in un’intervista ha riconosciuto l’inefficacia del suo dipartimento, dichiarando che l’efficienza del sistema statale ucraino sia all’incirca del 5%».

Nominato a titolo gratuito advisor per il ministero della Difesa italiano, dopo esser stato nel governo di Zelensky punta di diamante della rivoluzione tecnologica della resistenza ucraina, Fedorov non è mai stato digerito a Mosca. Perché ha trasformato la difesa digitalizzando la gestione delle forze armate gialloblù e accelerando la produzione e l’impiego di droni tattici e a lungo raggio. E proprio per ricevere consigli sull’industria dei droni Crosetto lo ha chiamato a Roma, perché ha stravolto le regole del gioco consentendo a Kiev di resistere e passare all’iniziativa. «Preferirebbero - la replica di Crosetto alla portavoce del ministero degli Esteri russo - che le scelte per l’Italia potesse farle qualcuno che senta Mosca, per adesso non è così e si ragiona pensando solo a Roma e non Mosca, Kiev o Washington. Ma qualcosa di positivo c’è: se (Zakharova, ndr) ha letto Rodari, cosa che dubito, avrà capito che non vogliamo fare la fine del topo che mangiava i gatti (che erano di carta, ndr) quindi serve anche l’esperienza sul campo».

Secondo il ministro, che a sua volta cita Rodari, la Russia ci vorrebbe «deboli e indifesi». Stesso spartito dall’Ue: «La Russia vuole spaventarci e dissuaderci dal sostenere l’Ucraina, non ci riuscirà - dice l’Alto rappresentante Kallas dal vertice dei capi-diplomazia Ue in Irlanda - Aumenteremo invece il sostegno all’Ucraina e investiremo nella difesa, è il modo migliore per fermare Putin». Ma non c’è solo l’aspetto militare. L’Ue sta pianificando «le sanzioni più severe che mai contro la Russia», spiega Kallas, «per colpire la sua industria militare e indebolire la loro produzione militare». Prove di tenuta continentale e l’idea di un muro di droni per proteggere l’Europa, per cui ha chiesto un’accelerazione. C’è da imparare da Kiev, la linea dei 27. Per Kallas, i loro droni «stanno colpendo nel cuore del territorio russo causando la più grande crisi di carburante in Russia degli ultimi decenni». Il bilancio per il Cremlino è di «oltre 30mila soldati al mese» persi. La linea del Consiglio Esteri Ue è d’insistere per portare Putin al tavolo. Il ministro Tajani annuncia che l’Italia sta preparando, dopo i 12 pacchetti di aiuti militari inviati, «un altro pacchetto» per l’Ucraina. Fedorov ha intrapreso una via che al momento si sposa con la linea Bruxelles. Non solo Roma. Punta infatti a dar vita, per sua ammissione, a una nuova forma di salvaguardia dei cieli occidentali legati all’industria dei droni. Con vari governi e soggetti privati. Ieri ha dichiarato con chi lavora: dopo Musk in Ucraina per i satelliti, ecco Alex Karp, ceo di Palantir, multinazionale di software e big data. Sarà il primo investitore di rilievo nella nuova società di tecnologia per la difesa di Fedorov, impegnato in incontri a Washington. Su X, elogia il progetto: «Contribuirà a costruire un futuro più sicuro per il mondo».

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