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Politica internazionale

I russi nelle urne: i piani dell’Italia nella cyberguerra

Sul web già circolano video falsi per denigrare Meloni. Modello tedesco per respingere gli attacchi partiti da Mosca

A voter leaves a voting booth during the parliamentary election in St. Petersburg, Russia, Sunday, Sept. 20, 2026, with a painting depicting the Russian Tsarina Catherine II and her contemporaries on the wall. (AP Photo/Dmitri Lovetsky)

Due «storie» di Giorgia Meloni ottenute con l’intelligenza artificiale: la prima che si bacia con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky e il titolo «tra coco nani ci si intende». E la seconda sempre con i due leader davanti ad una montagna bianca di cocaina storpiata in «cokraine». Le assurde immagini sono state postate dall’account Robertus-Vannaccius, che ha pure esaltato il generale ai tempi dei romani, in pose imperiali grazie all’intelligenza artificiale.

Una narrativa estrema che si era già vista con un video reale della premier, montato e manipolato ad arte dai canali russi all’uscita di una riunione della Nato dello scorso anno. Anche allora si voleva far passare l’idea di una cocainomane, amichetta di Zelensky. Tutto falso, ma è solo la punta dell’iceberg della guerra ibrida che i russi scateneranno contro l’Italia in vista delle elezioni del prossimo anno.

A Palazzo Chigi c’è «forte preoccupazione» per gli «attacchi» che cercheranno di influenzare il voto. Anche il campo largo teme le ombre russe sulle primarie con Giuseppe Conte, sempre più duro sul «niet» alle armi all’Ucraina, nonostante sia stato il primo presidente del Consiglio ad inviare aiuti bellici a Kiev. La premier teme che i russi possano tentare «una mistificazione massiccia» durante la campagna elettorale con un’ultima spallata fatale nelle 48 ore di silenzio prima del voto. Lo strumento sarebbero le «deepfake news» create con l’intelligenza artificiale, che non si farebbe in tempo a smentire prima delle urne. Un piccolo assaggio si è visto lo scorso agosto ai danni della segretaria del Pd, Elly Schlein, che ha dovuto smentire il video fake di un cordiale incontro a cena con Vannacci. Una fonte del Giornale spiega che «le attività russe di interferenze elettorali si sono già sviluppate nella Ue. È in corso una riflessione sulle operazioni di disinformazione e manipolazione negli altri paesi per capire cosa ci aspetta».

Nelle elezioni federali dello scorso anno in Germania una nota informativa rivela che i russi hanno lanciato «la campagna di disinformazione Doppelgänger», ovvero la creazione «di siti web speculari che imitavano testate autorevoli (come Der Spiegel) per diffondere articoli falsi». L’operazione «Overload o Matryoshka» ha puntato ad «una saturazione di media, Ong e mondo accademico con video e report inautentici relativi al contesto tedesco». L’attacco «Storm.1516» è stata una campagna «di contenuti sintetici e video diffusi ad arte per diffondere accuse infamanti contro i candidati, come il presunto crollo mentale di Friedrich Merz» oggi Cancelliere in grande difficoltà. Fin dal voto in Spagna del 2023 la «disinformazia» russa ha usato l’intelligenza artificiale generativa in maniera massiva creando «audio e video deepfake, oltre a testi generati da IA, per mimare il linguaggio locale e aumentare la scala delle campagne». Oltre al «dominio dell’informazione» la guerra ibrida si sviluppa con gli «attacchi cyber quasi quotidiani», osserva la fonte del Giornale e «sabotaggi, veri e propri, che sono il nuovo fronte di escalation».

L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha reso noto l’allarme del 13 luglio lanciato dall’omologa struttura Usa, dalla Nsa e dall’Fbi «sull’attività del Centro 16 del Servizio federale per la sicurezza (FSB)» l’erede russo del Kgb. «I settori di infrastrutture critiche nel mirino includono: comunicazioni, base industriale della difesa, energia, servizi finanziari, servizi e strutture governative, sanità e salute pubblica». I russi usano i gruppi di spionaggio informatici «Berserk Bear, Energetic Bear, Crouching Yeti, Dragonfly, Ghost Blizzard, Static Tundra». Ieri pomeriggio a Palazzo Chigi si sono riuniti con il ministro della Difesa, Guido Crosetto, il sottosegretario con delega alla Sicurezza, Alfredo Mantovano, i vertici di Forze armate e intelligence per un aggiornamento sulle principali aree di crisi nel mondo.

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