Faib Confesercenti e Fegica presenteranno oggi la «Proposta di intervento straordinario sui prezzi dei carburanti - price cap». Per le due sigle dei distributori di carburante, si legge in una nota, «la strada maestra è un vero price cap introdotto per via legislativa, con una struttura temporanea, proporzionata, trasparente, fondata su parametri oggettivi e idonea a preservare sia l’approvvigionamento sia il funzionamento concorrenziale del mercato». Le sigle affermano che la moral suasion e l’iniziativa delle compagnie ha dimostrato che i prezzi si potevano e dovevano abbassare, ma «ha reso evidenti i limiti dell’impostazione volontaristica»: file agli impianti con lo sconto, distributori con il prezzo «buono» ma spesso senza prodotto per i limiti della logistica, altri rimasti con il prezzo «cattivo» e il prodotto invenduto. Ieri i prezzi alla pompa di benzina (in modalità self service) sono rimasti sostanzialmente stabili a 2,036 euro al litro per la benzina e a quota 2,253 euro per il gasolio. Il governo quindi per il momento non dovrebbe utilizzare il tesoretto da 170 milioni di euro accantonato con l’extragettito Iva sui carburanti.
Ieri, intanto, l’Agenzia internazionale dell’Energia in vista della riunione del 15 ottobre ha chiesto ai governi dei Paesi membri dell’Aie di accelerare i rilasci di scorte, a partire dal diesel, per far fronte alla stretta sul mercato globale. Il direttore Fatih Birol ha sottolineato che «la situazione richiede attenzione immediata e che la strada migliore è la cooperazione tra i membri». La scorsa settimana, la Francia ha annunciato il rilascio di 10 milioni di barili di diesel dalle sue riserve.
