Alessandro Morelli, sottosegretario della Lega a Palazzo Chigi con delega alla programmazione economica, è andato a toccare con mano l’esplosiva situazione di Ceuta. Senatore e giornalista ha postato video denunce sui social con un taglio politico netto. Prima di rientrare in Italia risponde alle domande del Giornale.
Un mese dopo l’invasione qual è la situazione a Ceuta?
«Di altissima tensione, ma latente. I cittadini spagnoli sono esasperati da un mese di invasione e dalla domanda per quanto ancora la città sarà militarizzata. Gli irregolari sono lasciati a se stessi 24 ore su 24. L’unico loro appuntamento è quello con la Croce Rossa per ricevere il pacchetto alimentare quotidiano, altrimenti non avrebbero neanche i minimi livelli di sostentamento per sopravvivere. Ad ogni angolo delle strade c’è un poliziotto oppure un militare che presidiano in maniera fortissima tutto il territorio».
Lunedì la polizia ha dovuto sparare in aria per fronteggiare i migranti. La situazione potrebbe precipitare?
«Ceuta vive sul filo del rasoio perché sia la comunità spagnola che gli irregolari si pongono delle domande alle quali non c’è risposta: quanto durerà? e abbiamo una speranza di essere regolarizzati?».
Esiste un pericolo jihadista?
«L’intelligence riporta che questo pericolo è reale. Però il dato preoccupante è che migliaia e migliaia di persone possano semplicemente immaginare di varcare il confine europeo pensando di venire in seguito regolarizzate. A Ceuta l’invasione di 72mila irregolari è avvenuta in poche ore creando uno shock fortissimo. In Italia siamo stati vittime dell’invasione di centinaia di migliaia di clandestini tra il 2015 e il 2018 ai tempi di Renzi, Letta, Gentiloni e Lamorgese nel 2021 con la sola parentesi di Salvini all’Interno, che ha chiuso i porti».
Sanchez ha accusato una campagna di disinformazione russa, di Israele e dell’estrema destra europea, ma non il Marocco. Cosa ne pensa?
«Certe accuse vanno circostanziate e provate. L’unica cosa certa è che tutti abbiamo potuto vedere le immagini di migliaia di marocchini che salivano sui camion e venivano persino indirizzati dalla polizia verso il confine. Non credo che io e lei, semplicemente attraverso i social media, riusciremmo a organizzare l’invasione di 70.000 persone».
La proroga italiana della sospensione di Schengen serve veramente?
«Certamente, fino a quando la situazione non sarà tornata alla normalità».
L’invasione a Ceuta e Melilla rischia di ripetersi?
«Potrebbe sempre accadere sia per ragioni geopolitiche che per nuovi ingressi illegali. Per questo è ancora più fondamentale il ruolo dell’Europa nella difesa dei propri confini».
Oggi gli spagnoli scenderanno in piazza per Ceuta. Si temono incidenti. Cosa si aspetta da questa manifestazione?
«Tutte le manifestazioni a cui ho partecipato sono state popolari e pacifiche. Non mi aspetto nulla di diverso. Certo è che il popolo di Ceuta non ne può più e lo ho dimostrato anche con due grandi proteste al giorno».
