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Politica internazionale

“Italia modello del G7″. Adesso è la Francia “l’anello debole” per gli investitori

Il Financial Times dedica un articolo sullo storico sorpasso sui costi del debito. Stabilità e disciplina di bilancio premiano Roma sui mercati

Le incognite della Meloni verso le urne

Mentre il giudizio sull’operato politico di un governo è soggettivo, i numeri del mercato non nutrono simpatie partitiche. E così l’Italia, che certo storicamente non ha goduto di buona stampa internazionale, da qualche anno a questa parte si è ritagliata un suo posto al Sole. In particolare, il Financial Times ha riportato in auge un derby Italia-Francia che stavolta vede primeggiare il nostro Paese. L’articolo ricorda che l’Italia era uno dei famigerati Pigs - Portogallo Italia, Grecia e Spagna, i Paesi carichi di debito ai tempi della crisi del debito sovrano - e per lungo tempo è stata considerata l’anello debole d’Europa. Oggi però in questo ruolo poco lusinghiero è stata scalzata dalla Francia: il rendimento dei titoli di Stato italiani a 10 anni (i Btp), è rimasto inferiore a quelli francesi (Oat) per gran parte di quest’estate. Significa che per prestare i soldi a Parigi, gli investitori chiedono un extra compenso rispetto a quando chiederebbero per darli all’Italia. Negli ultimi anni, la percezione dei due Paesi si è ribaltata: all’inizio del governo Meloni lo spread - il differenziale di rendimento con i Bund tedeschi - era a 251 punti base e ora è a 83. E a Parigi? Ieri era a 86.

«Se chiedi a chiunque nei mercati, qual è l’anello debole dell’Europa? Punteranno per lo più alla Francia», ha detto al Ft Rohan Khanna, responsabile della strategia dei tassi europei di Barclays. Mentre Adam Posen, presidente del think-tank Peterson Institute a Washington DC, interpellato dal prestigioso quotidiano finanziario ha addirittura definito l’Italia il «poster child», ovvero il modello da seguire tra i Paesi del G7. Sono giudizi dettati sempre dai numeri: dal 2020 a oggi il rapporto debito/Pil dell’Italia è sceso dal 154% al 139%, mentre quello francese è salito dal 114% al 117 per cento. L’Italia è in surplus di bilancio primario - le entrate superano le spese, al netto degli interessi. Il deficit è sceso a circa il 3%, mentre Parigi è oltre il 5%. Insomma, il sorpasso è arrivato dopo che in Italia si è assistito a «un periodo di moderazione fiscale e una lunga stagione di stabilità politica», scrive l’FT. Mentre la Francia di Emmanuel Macron, alle prese con governi ballerini, si avvicina a una difficilissima manovra di bilancio (prima delle elezioni) dopo che l’anno scorso il premier Sebastien Lecornu è riuscito a farla passare solo facendo una clamorosa battuta in ritirata sulla riforma delle pensioni.

Certo anche l’Italia quest’anno dovrà fare i conti con una manovra non semplice, soprattutto perché arriva in un anno pre-elettorale.

In tal senso, i partiti della maggioranza spingono sulle richieste per presentarsi nel modo migliore possibile davanti agli elettori. Il cantiere è solo all’inizio, ma si può fare già un conteggio parziale. Il pacchetto lavoro, per esempio, con gli incentivi per assunzioni di giovani e donne, nella Zona economica speciale per il mezzogiorno, rinnovi contrattuali e sostegni ai premi di produttività vale circa 3 miliardi di euro. L’ipotesi minima di una detassazione delle tredicesime per i redditi fino a 15mila euro vale mezzo miliardo, poi c’è una delle misure principe: portare l’aliquota Irpef al 33% fino a 60mila euro costa circa 3 miliardi. Il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha parlato di 6-7 miliardi per i cantieri. Mentre per la Sanità si prevede un fabbisogno di 5 miliardi. Un conto parziale, che si avvicina già a 20 miliardi. La sfida per il governo sarà trovare le risorse, senza dilapidare il credito sui mercati faticosamente costruito negli ultimi anni.

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