Garantire il transito in sicurezza delle navi italiane. Ripristinare il traffico marittimo. Con questi obiettivi, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato di aver deciso, insieme al Capo di Stato Maggiore della Difesa, di attivare la Marina Militare per assicurare il passaggio delle nostre imbarcazioni dallo Stretto di Bab el-Mandeb, imbocco meridionale del Mar Rosso e passaggio cruciale tra l’Asia e l’Europa attraverso il Canale di Suez. Il governo si muove dunque «di fronte alla difficile situazione che si aggiunge alla crisi di Hormuz». «Abbiamo le capacità per proteggerne il passaggio - ha spiegato il ministro al Forum Risorsa Mare della Spezia - Non possiamo permettere che ritardi decisionali burocratici aggravino una situazione già complessa, con conseguenze dirette sulla nostra economia e sulla vita dei cittadini». Sul numero di navi da inviare, Crosetto precisa: «Non decido adesso». Il ministro valuterà con Governo e Parlamento cosa sarà necessario fare: «L’importante è ripristinare i traffici».
Se Hormuz è ormai sostanzialmente inattivo da settimane, a causa del doppio blocco imposto da Iran e Stati Uniti, tanto che mercoledì solamente tre navi mercantili lo hanno attraversato, lo Stretto di Bab el-Mandeb è al centro dei nuovi timori internazionali, dopo che gli Houthi, i miliziani yemeniti foraggiati dall’Iran, hanno preso il controllo della costa e delle isole yemenite che si affacciano sul Mar Rosso, con l’obiettivo dichiarato di bloccare le navi dell’Arabia saudita, che sostiene le forze governative dello Yemen. La preoccupazione cresce anche tra i Paesi alleati di Teheran, soprattutto la Cina. Secondo fonti Reuters, Pechino ha contattato segretamente i vertici della Repubblica islamica, chiedendo aiuto per contenere proprio gli Houthi, che in patria hanno rialzato la cresta contro i sauditi. Non è un caso che dagli Usa sia anche arrivato il via libera alla vendita di 48 caccia F-35 all’Arabia Saudita, un accordoda 24,3 miliardi di dollari.
Gli scontri tra i «Partigiani di Allah» e le forze governative yemenite sostenute da Riad proseguono in Yemen e si sono intensificati proprio vicino a Bab al-Mandeb, così come gli attacchi al Regno saudita. Un drone degli estremisti sciiti è stato intercettato in Arabia e ha provocato una vittima nella provincia di Taif, dove è di stanza il contingente italiano della Task Force Air Arabia. Il ministro degli esteri del Pakistan si dice convinto che sia «giunto il momento di attivare il Patto della Mecca», di mobilitare cioè la «Nato islamica» con Arabia saudita e Turchia. Ma secondo altre fonti, Riad starebbe tentando negoziare una tregua di due settimane con gli Houthi.
Nonostante il caos, Donald Trump pensa al dopoguerra in Iran, origine delle tensioni. Il presidente è pronto a incontrare i leader del Golfo Persico a margine dell’Assemblea Onu martedì prossimo. In quel contesto, secondo Axios, gli Stati Uniti sfodereranno la strategia post-bellica, mentre lavorano a un piano da realizzare dopo il voto di midterm. La strategia potrebbe essere anticipata da una massiccia offensiva, come ha spiegato il tycoon, dicendo di prepararsi a una scelta importante: «Voglio entrare e annientarli. Oppure no? È una grande decisione. Con me può succedere di tutto».
