Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 16:20
Politica internazionale

Midterm Usa, le elezioni più costose di sempre

Stando ai resoconti già pubblicati dalla FEC, la Commissione Elettorale Federale, la spesa dichiarata dai due partiti una settimana dal voto è di 3.9 miliardi di dollari

Former NBA center Enes Kanter Freedom speaks during a midterm campaign rally for Republican candidate for US Senate Ken Paxton at Cullen Yards in Fort Worth, Texas on October 31, 2026. Paxton is locked in a tight race with Democratic candidate James Talarico for a US Senate seat, as Democrats seek to flip four seats nationwide to gain control of the chamber. (Photo by Ricardo ARDUENGO / AFP)

Le elezioni americane di medio termine di martedì 3 novembre, che stando gli ultimi sondaggi ridisegneranno gli equilibri a favore dei Democratici sia al Senato che alla Camera, sono già passate alla storia per aver battuto ogni precedente record sulla spesa pubblicitaria. Stando ai resoconti già pubblicati dalla FEC, la Commissione Elettorale Federale, la spesa dichiarata dai due partiti una settimana dal voto è di 3.9 miliardi di dollari. L’incremento rispetto alle elezioni di mid-term del 2024 è di oltre 872,2 milioni di dollari, ma oltre alla spesa record c’è un altro elemento interessante sul quale porre l’attenzione: la spesa dei candidati repubblicani stanno investendo in media molto più dei loro rivali democratici.

In particolare, le risorse spese negli annunci pubblicitari dagli staff repubblicani è più alta in sette delle otto competizioni senatoriali più combattute e in venticinque delle quarantadue per la Camera che sono state classificate dal Cook Political Report come Toss Up, cioè con i due maggior candidati che sono sostanzialmente dati alla pari nei sondaggi, o Lean, cioè con uno dei due candidati in leggero vantaggio rispetto agli altri del collegio. Dai resoconti già trasmessi dagli staff dei candidati repubblicani alla Commissione Federale la spesa record di 1.3 miliardi di dollari di pubblicità per le elezioni del Senato è già superiore al totale finale speso sia nel 2022 che nel 2024, una differenza rispetto anche alla competizione per la Camera dei Rappresentanti dove i Democratici sembrano nettamente più favoriti per la conquista della maggioranza dei seggi.

Altro dato interessante sul quale vale la pena soffermarsi è quello dell’allocazione delle risorse: oltre un quarto dei fondi è stato già speso in solo tre elezioni per eleggere i nuovi senatori in tre Stati chiave: il Michigan, l’Ohio e il Texas, tre stati “rossi” che nel 2024 hanno votato in maggioranza per il presidente Donald J. Trump, mentre dopo due anni sono considerati in bilico per i repubblicani. Anche per questa ragione, i Repubblicani hanno scelto di ridurre gli investimenti negli Stati, come la Georgia e la il North Carolina, dati ormai per persi, per dirottare le risorse verso quelle competizioni più serrate o dove nelle ultime settimane è emersa una tendenza favorevole che deve essere sostenuta. Infatti, di tutta la spesa repubblicana pari a 2,1 miliardi di dollari, circa l’87% è concentrata in zone che hanno votato per Trump nel 2024 e tendenzialmente il GOP sta investendo più dei Democratici, che in totale hanno raggiunto una spesa di 1.8 miliardi di dollari, in cinque delle sette elezioni per il Senato considerate dagli esperti incerte. Infine, c’è ancora un ultimo della spesa pubblicitaria per le elezioni di Mid-Term sul quale vale pena soffermarsi: ben 137 milioni di dollari sono stati spesi per spot pubblicitari generati in tutto o in parte con l’intelligenza artificiale. Una marea di 220 video, almeno tanti sono quelli etichettati da uno studio realizzato dalla Wesleyan University, utilizzati sia sui social media che negli spot televisivi e a farne maggiormente uso sono stati i candidati repubblicani.

Commenti