Trionfo del neonazismo, vittoria della paura e «nube nera». Il centrosinistra italiano si mostra perlopiù spaventato davanti alla vittoria dell’Afd in Sassonia-Anhalt, mentre Giuseppe Conte punta il dito contro Ursula Von Der Leyen.
«Rischiamo una disoccupazione record e di non finanziare sanità e scuole per tutti, però approviamo un piano di riarmo da 800 miliardi. Come si fa a buttare 100 miliardi l’anno sulle armi anziché lavorare su un progetto comune europeo per puntare alle nuove sfide?», si chiede il leader del M5S secondo cui proprio questo contesto «porta ad una situazione in cui l’estrema destra in Sassonia diventa primo partito». Anche secondo Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, «non si può continuare con una logica di guerra e riarmo che alimenta paura e insicurezza nelle persone invece di rispondere ai loro bisogni reali». Il rischio, per Bonelli, è che l’Europa sia «travolta da nazionalismi e suprematismi razziali». Per l’eurodeputata di Avs, Ilaria Salis non ci sono dubbi che il trionfo «dell’estrema destra neonazista sia il frutto avvelenato» del capitalismo. Forte preoccupazione arriva anche dal Pd con Laura Boldrini che lancia l’allarme: «Per il futuro della democrazia tedesca e di tutta l’Ue è assolutamente urgente che a livello nazionale le forze politiche democratiche si uniscano per ergere una barriera contro il pericolo dell’estrema destra neonazista e siano in grado di dare risposte ai bisogni sociali e al desiderio di pace della popolazione. Questo deve accadere in ogni paese dell’Ue se non vogliamo che l’intera Unione scivoli nel baratro». Anche il segretario di +Europa si dice preoccupato per la «nube nera che si addensa sull’Europa» e «anche in Italia sta diventando sempre più nera e che abbiamo il dovere di fermare».
Nel centrodestra, invece, si segnalano letture diverse del voto. Matteo Salvini, su X, non esita a complimentarsi con «l’amica Alice Weidel» e a definire quello dell’Afd «un successo clamoroso, che evidenzia la forte richiesta di cambiamento, sicurezza e lavoro. Alla faccia di chi, a sinistra, alimentava paure e scenari catastrofici». Il vicepremier, poi, conclude: «Paura? Terrore? Pericolo?
No, si chiama democrazia. Un’altra Europa è possibile». Più cauto il commento di FdI. Il deputato Emanuele Loperfido, membro della delegazione italiana presso l’assemblea parlamentare dell’Osce, pone l’accento sulla crescita dell’affluenza e si limita a dire: «Si rispetta ogni esito elettorale. Quando vi è un risultato simile evidentemente la maggioranza dei residenti della Sassonia-Anhalt chiede un cambio di passo».
Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale: «L’Europa cambia, nessun dorma». Antonio Tajani, invece, descrive l’Afd come «una forza politica che è antitetica rispetto ai valori liberali e occidentali nei quali si riconosce Forza Italia» e la sua vittoria «è una pessima notizia che speriamo sia un’eccezione locale».
Per il ministro degli Esteri, dunque, occorre «mettere in campo tutte le contromisure e iniziative politiche necessarie per evitare che qualsiasi deriva populista e fanatica dilaghi in Europa».
