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Politica internazionale

Schengen, migranti, crisi internazionali e Marcinelle. L’incontro tra Meloni e il premier belga

La presidente della Repubblica ha sottolineato che con De Wever c’è “un lavoro comune e una bella amicizia”. E su Schengen: “Preservare spazio Schengen solo se si difendono i confini Ue”

Tra i primi impegni istituzionali al rientro dall’estate per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni c’è stato l’incontro a Palazzo Chigi con il primo ministro belga Bart De Wever: è la prima volta in 10 anni che un primo ministro belga fa visita a Palazzo Chigi. “Tra Italia e Belgio c’è un lavoro comune e una bella amicizia”, ha dichiarato la premier. I temi affrontati sono stati numerosi, a partire dal trattato di Schengen, che da anni subisce delle contrazioni per tutelare i Paesi membri, l’identità e la sicurezza. “Rimango fermamente convinta che sia possibile preservare lo spazio Schengen solo se si difendono gli spazi esterni dell’Unione e se tutti fanno la loro parte nella lotta ai trafficanti”, ha ribadito Meloni.

Un concetto che ha trovato terreno fertile in tutta Europa, dove ormai tutti i Paesi hanno applicato delle restrizioni. “Con Bart, che condivide con noi tanto il gruppo di lavoro sulla migrazione, del quale è membro, quanto quello in seno al Consiglio d’Europa, siamo d’accordo anche sul fatto che è fondamentale da questo punto di vista portare avanti il lavoro che abbiamo avviato per rendere più efficaci le interpretazioni e le attuazioni delle convenzioni internazionali, a partire dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Insieme abbiamo sottoscritto la dichiarazione di Chisinau, è un buon punto di partenza, dimostra quanto siamo riusciti in questi mesi, in questi anni, a collaborare”, ha aggiunto sul tema dei migranti.

Roma - Palazzo Chigi, Giorgia Meloni incontra il Primo Ministro belga, Bart De Wever Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni incontra il Primo Ministro belga, Bart De Wever a Palazzo Chigi, sede del Governo italiano a Roma, Lunedì 07 Settembre 2026 (Foto Mauro Scrobogna / LaPresse) Prime Minister Giorgia Meloni meets Belgian Prime Minister Bart De Wever at Palazzo Chigi, the seat of the Italian Government in Rome, Monday September 07 2026 (Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse) (Mauro Scrobogna/LaPresse /LAPRESSE)

Ovviamente, sul tavolo ci sono stati anche i temi di sicurezza e difesa, immancabili in un contesto di forte crisi internazionale come quello che sta affrontando il mondo. L’Europa ha la guerra alle porte orientali e il conflitto in Medioriente non ha meno implicazioni a livello economico. “Ci siamo confrontati sulle principali crisi, in atto a partire dall’Iran e dell’Ucraina anche alla luce degli sviluppi di queste ore con gli inviati americani a Mosca e Kiev. L’Italia, come sempre, continua a fare la propria parte insieme ai partner europei per favorire il percorso negoziale verso una pace che deve essere giusta e duratura”, ha spiegato la premier.

Sono tanti i temi di contatto tra i due leader che, ovviamente, non hanno potuto ignorare un passaggio sulla tragedia di Marcinelle, che lega indissolubilmente i due Paesi: “Lo scorso 8 agosto abbiamo celebrato il settantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle, il simbolo più tragico della grande storia dell’emigrazione italiana: una storia fatta di lavoro, fatta di sacrificio, fatta di rispetto delle regole, fatta di integrazione, fatta di dignità. Una storia che anche le istituzioni europee, come si sa, hanno deciso di onorare scegliendo proprio la data dell’8 agosto come data per celebrare la Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro, per la tutela della dignità dei lavoratori”. Quella tragedia, ha aggiunto Meloni, “è un monito per tutti, per riaffermare che il lavoro deve sempre essere sinonimo di dignità, di diritti, di sicurezza e che in Europa non può esserci spazio per chi calpesta i diritti dei lavoratori”.

De Wever, nel suo intervento, si è complimentato con Meloni per il record di durata, sottolineando che si tratta di “un risultato importante e segno di stabilità politica, non solo per l’Italia ma anche per l’Europa”. La migrazione, ha aggiunto, “è un problema importante e mi rendo perfettamente conto della posizione italiana e credo che dovremmo sforzarci di realizzare un pacchetto sulle migrazioni a livello europeo. Solo con una politica di rimpatri credibile noi possiamo trasformare la politica migratoria europea in un successo e mi rendo conto che dobbiamo rafforzare la frontiera meridionale, l’Europa deve assumersi le proprie responsabilità per proteggere questa frontiera”.

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