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Politica internazionale

Spagna, il caso Plus Ultra si allarga: la deposizione che complica la posizione di Zapatero

L’ex presidente della compagnia aerea racconta al giudice di una commissione dell’1 per cento e di un contratto da 5mila euro al mese per favorire il salvataggio da 53 milioni. L’ex premier socialista nega ogni coinvolgimento

Zapatero

Un pagamento pari all’1 per cento dell’operazione per assicurarsi il “successo” del salvataggio di Plus Ultra. E, sullo sfondo, il nome dell’ex premier socialista José Luis Rodriguez Zapatero. È quanto avrebbe raccontato l’ex presidente della compagnia aerea Julio Martínez Sola - anche lui indagato nell’inchiesta - davanti al giudice istruttore dell’Audiencia Nacional Josè Luis Calama.

Secondo quanto riferito da El Pais, che cita fonti presenti all’interrogatorio, Martinez Sola avrebbe ammesso di aver pagato una commissione all’imprenditore Julio Martinez Martínez, amico di Zapatero, nell’ambito delle operazioni che portarono Plus Ultra a ottenere 53 milioni di euro di aiuti pubblici dal governo guidato da Pedro Sanchez.

Nel suo racconto agli inquirenti compare anche una telefonata che sarebbe avvenuta il 30 aprile 2020. Martinez Sola avrebbe ricevuto una chiamata da un numero anonimo e dall’altra parte ci sarebbe stato proprio Zapatero. L’ex presidente di Plus Ultra avrebbe spiegato all’ex capo del governo la “difficile situazione finanziaria” della società e la necessità di trovare finanziamenti. Zapatero gli avrebbe risposto che “i suoi collaboratori” lo avrebbero contattato. Poco dopo, sempre secondo la ricostruzione fornita al giudice, Martinez Sola sarebbe stato chiamato da Julio Martinez Martinez, amministratore della società Analisis Relevante, che da quel momento sarebbe diventato il referente dell’operazione.

Tra Plus Ultra e Analisis Relevante venne quindi stipulato un contratto di consulenza da 5mila euro al mese. Martinez Sola avrebbe però riconosciuto che dietro quel contratto non sarebbe stata svolta una vera attività di consulenza. Il pagamento, ha spiegato, sarebbe servito piuttosto a garantire il “successo” dell’operazione. A questo si sarebbe aggiunta una commissione dell’1 per cento.

L’ex presidente della compagnia ha comunque sostenuto davanti al magistrato che Plus Ultra rispettasse tutti i requisiti previsti dalla legge per ottenere i 53 milioni di euro concessi dall’esecutivo Sanchez. E ha precisato di non sapere concretamente in che modo Zapatero o persone a lui vicine avrebbero potuto intervenire nel procedimento.

Martinez Sola ha infatti dichiarato che i vertici della compagnia non avrebbero seguito direttamente le eventuali mosse dell’ex premier o del suo “gruppo”, né sarebbero stati a conoscenza dei canali attraverso i quali avrebbe potuto essere esercitata un’influenza. I soldi, ha aggiunto, sarebbero stati versati “per precauzione”.

La testimonianza dell’ex presidente di Plus Ultra segna però un cambio di versione rispetto a quanto lui stesso aveva dichiarato davanti al Senato spagnolo all’inizio dell’anno. In quell’occasione Martinez Sola aveva assicurato che non vi era stato “alcun trattamento preferenziale o interferenza” nel salvataggio della compagnia.

Zapatero, dal canto suo, ha sempre respinto ogni coinvolgimento nella vicenda e ha negato anche che la telefonata raccontata ora da Martinez Sola abbia mai avuto luogo. L’inchiesta dell’Audiencia Nacional dovrà quindi chiarire la natura dei pagamenti e verificare le dichiarazioni rese dall’ex presidente della compagnia aerea.

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