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Addio alla creatrice di Persepolis. "Distrutta dalla morte del marito"

L'artista franco-iraniana era diventata famosa in tutto il mondo per il fumetto sulla stretta del regime di Teheran. "Combatto per la libertà"

Addio alla creatrice di Persepolis. "Distrutta dalla morte del marito"
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Lo sguardo fiero e diretto. I capelli neri e liberi. Arguta e spensierata. È lei, Marjane Satrapi, in un celebre scatto che la ritrae mentre fuma una sigaretta. La scrittrice, artista e regista franco-iraniana divenuta famosa in tutto il mondo grazie alla graphic novel e al film Persepolis, è morta all'età di 56 anni. "Marjane Satrapi è morta di tristezza poco più di un anno dopo la scomparsa di Mattias Ripa, suo marito e l'amore della sua vita", si legge in una dichiarazione. Secondo il settimanale francese Le Point, era ricoverata in una clinica di Monaco di Baviera da circa due mesi. Satrapi, schietta critica del governo teocratico iraniano, è conosciuta per la sua opera Persepolis che racconta la storia della sua giovinezza a Teheran, segnata dalle restrizioni imposte dalla leadership islamica iraniana dopo la rivoluzione del 1979, prima di essere mandata in Europa dai genitori. Dopo la morte del marito, Satrapi ha creato una fondazione per sostenere gli studenti stranieri che desiderano venire a Parigi per studiare cinema. La sua pagina Instagram era composta da una serie di immagini che formavano la frase "Perché ho perso l'amore della mia vita", insieme a una foto del marito e all'annuncio della fondazione.

Marjane Satrapi è nata il 22 novembre 1969 a Rasht, ed è cresciuta a Teheran. Aveva antenati aristocratici, il padre era un ingegnere e la madre una stilista, erano cosmopoliti. Milioni di lettori hanno acquistato i suoi libri. In Persepolis esplora la vita interiore degli iraniani moderni. La graphic novel è stata adattata per un film del 2007, candidato all'Oscar e vincitore del Premio della Giuria al Festival di Cannes. I suoi disegni in bianco e nero, intensi, si ispirano sia ai fumetti contemporanei che alle miniature persiane. "Quando ero studentessa, avevo una cosa chiara: sarei stata povera. Avrei vissuto in una soffitta, mangiato pasta tutto il tempo e non avrei mai viaggiato, ma avrei lavorato a qualcosa che amavo. Con Persepolis, non pensavo nemmeno che avrei trovato un editore", aveva raccontato. L'opera è diventata una pietra miliare del fumetto, paragonabile solo a Maus di Art Spiegelman. Dalla forte personalità, Satrapi diceva sempre quello che pensava. "Poiché considero i diritti umani superiori al mio punto di vista personale, combatto per la libertà. E voglio che le donne possano indossare il velo, anche se lo detesto", aveva dichiarato. Si vestiva sempre con colori scuri, come nel suo celebre fumetto, pubblicato in bianco e nero.

L'anno scorso, ha rifiutato la Legion d'Onore francese. "Trovo molto difficile comprendere la politica francese verso l'Iran", ha affermato, criticando il diniego dei visti ai giovani iraniani "che amano la libertà, mentre i figli degli oligarchi iraniani passeggiano per Parigi come se fosse Saint-Tropez senza alcun problema". Satrapi si è dedicata a documentare pure i disordini del 2022 seguiti alla morte, in custodia della polizia, di Mahsa Amini. "Ci negano persino i diritti umani fondamentali. Non hai il diritto di ballare, non hai il diritto di cantare". Professò spesso il suo amore per Parigi.

"Mi piace vivere lì perché posso fumare ovunque, ma le cose cambieranno". Scriveva spesso del suo vivere lontana dall'Iran. "Teheran, con tutta la sua bruttezza, sarà per sempre ai miei occhi la sposa di tutte le città del mondo".

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