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Adesso governo e sinistra litigano sul seggio di Gentiloni

Una volta che il deputato Paolo Gentiloni sarà ufficialmente nominato commissario Ue agli Affari economici, il suo seggio alla Camera sarà riassegnato con nuove elezioni. Gazzarra nel Pd su chi candidare in un collegio blindato

Adesso governo e sinistra litigano sul seggio di Gentiloni

Non solo la manovra, con un nuovo carico fiscale di oltre 6 miliardi di euro per imprese e famiglie. In questi giorni, governo e Pd sono alle prese con un problema "elettorale". Al centro delle polemiche - suo malgrado - l'ex premier Paolo Gentiloni, già scelto dalla presidente in pectore della Commissione europea, Ursula von der Leyen, come prossimo commissario Ue agli Affari economici. La scelta di Gentiloni per uno dei portafogli più delicati dell'organo decisionale dell'Ue risale a diversi mesi fa, ma l'insediamento ufficiale della Commissione tarda ad arrivare. Probabile, a questo punto, che si voti a gennaio. Quando Gentiloni dovrà lasciare il suo seggio da deputato per volare a Bruxelles. Ed è qui che casca l'asino.

Non nella capitale belga, ma in quella italiana. Infatti, nel 2020 i 160mila residenti del collegio uninominale di Roma centro saranno chiamati alle urne per scegliere il successore di Gentiloni, eletto nel 2018 con il 42% grazie ai voti di Pd, +Europa, Insieme e la lista civica di Beatrice Lorenzin. Come riporta il quotidiano romano Il Tempo, tra i dem e nel governo si è già cominciato a litigare. E non solo per la scelta del candidato. Nel senso che il collegio in esame è praticamente sicuro. Blindato, direbbero gli addetti ai lavori. Rendendolo un bocconcino prelibato per coloro che aspirano a prendere il posto di Gentiloni.

Fra i papabili, ci sarebbero l' attuale presidente del I municipio Sabrina Alfonsi e l' exminisindaco del centro, ora consigliere comunale Orlando Corsetti. Ma attenzione al nome "nazionale" di Gianni Cuperlo. Bersaniano della prima ora e candidato alle primarie Pd del 2013 in cui arrivò dietro al suo arci-nemico Matteo Renzi, Cuperlo potrebbe essere risarcito per essersi "immolato" alle ultime Politiche quando, in polemica con l'attuale leader di Italia Viva che lo voleva candidare nel collegio di Sassuolo, decise di farsi da parte, rinunciando a un seggio sicuro. Un sacrificio che a distanza di quasi due anni potrebbe essere ricompensato con la candidatura in un collegio "rosso".

Ma non tutti, ovviamente, sono d'accordo. Corsetti, in corsa per Montecitorio, ha chiesto le primarie di coalizione aperte a tutto il centrosinistra. Richiesta appoggiata anche dall'eurodeputato Massimiliano Smeriglio e dal deputato Paolo Cento (Leu). Oltre ad Alfonsi, Corsetti e Cuperlo, tra i profili vagliati dal segretario Nicola Zingaretti ci sarebbe anche quello di Roberto Gualtieri. Prima di entrare nel governo giallorosso come ministro dell'Economia, Gualtieri si è dovuto dimettere da parlamentare Ue.

Certo che se i dem convergessero su di lui, sarebbe un notevole segnale di pericolo per il futuro del Conte-bis. E il Movimento 5 Stelle? Alle Politiche 2018 aveva candidato Angiolino Cirulli, fermatosi al 16 per cento. Quasi doppiato dal candidato di centrodestra Luciano Ciocchetti. In primavera, periodo più probabile per le nuove elezioni del collegio Roma Centro, i grillini potrebbero non presentare nessuno. Una desistenza, insomma, con l'invito implicito ai propri elettori a votare il candidato del Pd. O di fare di testa propria.

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