Agente accerchiato da 50 rom: spara colpo in aria

Momenti di tensione in un accampamento dove un poliziotto voleva identificare un giovane

Momenti di tensione vicino a un campo rom alla periferia di Torino: un agente ha sparato un colpo di pistola in aria per tenere lontano una cinquantina di residenti che si avvicinavano minacciosi alla sua auto durante un controllo.

È accaduto di notte nella zona dell'aeroporto, dopo che la volante, impegnata in servizio di controllo del territorio nel quartiere Madonna di Campagna, ha notato uscire da un parcheggio una Fiat Punto che procedeva a fari spenti e a velocità sostenuta in direzione fuori città.

Insospettiti dalla guida del conducente, gli agenti hanno intimato l'alt per procedere a un controllo ma, incurante dell'ordine impartito, il giovane ha aumentato l'andatura e proseguito in strada dell'Aeroporto, giungendo in prossimità del campo nomadi. Raggiuntolo, ha tentato un'ultima manovra pur di sottrarsi al fermo, sterzando di colpo e speronando la volante, ma finendo così la propria corsa.

Gli agenti sono quindi riusciti a bloccarlo e quando è sceso dalla macchina hanno scoperto che si trattava di un diciassettenne, residente in quel campo rom. Con lui, in auto, c'erano due ragazze, di 17 ed 11 anni, anch'esse residenti nel medesimo accampamento. Durante le fasi del fermo il ragazzo, intenzionato a non mollare, ha chiesto aiuto, urlando, ai suoi connazionali. Un folto gruppo di persone, circa 50 soggetti, è uscito dalle baracche ed è accorso con fare minaccioso chiedendo la liberazione dei fermati. In considerazione del momento, un agente di polizia ha esploso a scopo precauzionale un colpo in aria con la pistola d'ordinanza, riuscendo a far arretrare la folla. Una volta accompagnato in questura il giovane, si è scoperto che egli0 aveva appena commesso un furto all'interno di un cantiere nell'area di parcheggio di corso Grosseto. All'interno dell'auto è stata infatti ritrovata la refurtiva, una grande quantità di legno. Il diciassettenne è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e furto aggravato.

Il segretario generale provinciale del Siap, Pietro Di Lorenzo, commentando l'accaduto evidenzia «l'ennesimo grave campanello di allarme che non deve essere ignorato». «La fuga dei ragazzini poteva finire in tragedia e stupirsi che un agente abbia dovuto sparare in aria per difendere la pattuglia dall'assalto delle decine di rom intervenute sarebbe ipocrita e ingiustificato - ha aggiunto -. Da anni denunciamo la necessità di ristabilire le condizioni di sicurezza nella zona, sia per gli occupanti sia per il quartiere. Siamo lieti che anche questa volta sia andata bene grazie all'indiscutibile professionalità e sangue freddo degli agenti». Di «gravità inaudita» parla anche Stefano Paoloni, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap): «Non è la prima volta che la folla accerchia una pattuglia per ribellarsi ai controlli. Queste gravi condotte sono alimentate dal senso di impunità che caratterizza queste persone, soprattutto i minori». Tpa

Commenti