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Aggredito per la pizza gratis. Gestore ucciso a coltellate

La vendetta per non pagare tre margherite: i fendenti alla gola, ferita la sorella

Aggredito per la pizza gratis. Gestore ucciso a coltellate
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Voleva tre margherite, ma, come al solito, non intendeva pagarle. Verso mezzogiorno di lunedì ha mandato un amico a ritirare l'ordine. Quando si è visto negare l'ennesimo favore, è tornato nel locale di persona. Con l'intenzione di uccidere. E lo ha fatto.

Così Andrea Pellati, 43enne, già noto alle forze dell'ordine di Reggio Emilia, ha ammazzato con una coltellata alla gola Raffaele Stipa, 68 anni, ferendo gravemente anche la sorella Antonella, 52 anni, che ha cercato di fermarlo. Quartiere residenziale Buco del Signore, via Gran Sasso d'Italia: condomini, negozi e villette con campagna che punteggia la via Emilia. È qui che gli Stipa sono arrivati, oltre 30 anni fa, da Capo D'Orlando, in Sicilia. "Brava gente, lavoratori, e quella passione per la ristorazione" che aveva portato Raffaele ad aprire Yoghi, la sua "creatura" da 28 anni. Sulla panchina bianca davanti al loro take away ora c'è chi lascia un fiore, un pupazzo. Stipa aveva da poco inaugurato l'impasto integrale e faceva anche le piadine con l'erbazzone: si era "emilianizzato". Soprattutto era rimasto umano: una margherita a 3,50 euro e, quando poteva, lo sconto agli amici. Andrea, però, era diverso. Era uno sbandato. Non tossicodipendente, ma vendeva roba nella zona. Da Yoghi aveva il conto aperto: un debito pare di 20 euro, ma soprattutto modi sempre più brutti. Per questo il pizzaiolo, due giorni fa, ha detto basta e si è rifiutato di fare ancora credito. Erano le 22, quasi l'ora di chiusura: è allora che Pellati ha fatto irruzione armato, ha superato il bacone e colpito a morte Raffaele.

Per un soffio non ha avuto stessa sorte anche la sorella che ha difeso il fratello con un bastone: tagli ai fianchi e alle braccia, dimessa dall'ospedale con una prognosi di 20 giorni, resta sotto choc. Al vaglio della pm Maria Rita Pantani, titolare del fascicolo d'inchiesta a Reggio Emilia ci sono anche i filmati delle telecamere, fondamentali per documentare le fasi dell'aggressione. Per il procuratore capo Calogero Gaetano Paci sono pochi i dubbi sulla premeditazione del gesto: "Pellati è entrato per uccidere", tagliano corto gli inquirenti. Dopo aver accoltellato i due pizzaioli, Andrea è fuggito. Non si è nascosto a casa sua, ma dai genitori, all'altro capo della città, dove è stato rintracciato verso le 2,30 della notte. Si era cambiato, ma abiti insanguinati ed anche l'arma del delitto erano ancora li.

Ora dovrà rispondere di omicidio aggravato, probabilmente anche da futili motivi e premeditazione, oltre a lesioni personali aggravate. Ma soprattutto dovrà rispondere di un'amicizia tradita nel più cruento dei modi. In serata dal centro sociale Rosta Nuova ha preso avvio una fiaccolata Contro la violenza, organizzata dal Comune.

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