«Vi uccido tutti». Quella frase, riportata da uno dei quattro feriti, è «rivelatrice» secondo il tribunale di Ivrea. Lo scorso 8 agosto, a Lanzo Torinese, Giuseppe Campagna voleva uccidere, o almeno ferire in modo grave. Il doppio investimento dei ciclisti dopo un diverbio stradale non è stata una semplice manovra imprudente.
Per la gip Lucrezia Natta, l’ex artigiano edile di 73 anni, indagato per tentato omicidio, ha difficoltà ad autocontrollarsi nelle situazioni di conflittualità di ogni giorno. Il fatto che dica di non ricordare bene quanto successo - secondo la giudice - rende peggiore il rischio di recidiva, dato che pare non avere piena consapevolezza delle proprie azioni. Così ha convalidato l’arresto, eseguito dai carabinieri, e disposto che rimanga ai domiciliari, con braccialetto elettronico, nella sua casa di Coassolo Torinese. Lì dove è confinato da domenica scorsa, su ordine della procura di Ivrea, che aveva chiesto la misura cautelare. Intanto la strategia difensiva sembra delinearsi. «Faremo fare una consulenza psichiatrica per capire cosa è successo, perché il mio assistito continua a sostenere che è un gesto assolutamente inconsapevole» anticipa l’avvocato Tommaso Servetto, che insieme al collega Paolo Pavarini assiste l’arrestato. Campagna - riferisce il legale - dice che «è come se l’auto andasse da sola, che non era in grado di far nulla». Secondo l’avvocato «non c’era nessuna volontà di investire».
Questa la scena ricostruita: a terra c’è un ciclista, ha un occhio tumefatto e l’altro sbarrato: Gianfranco B. giace immobile, sembra morto. Campagna lo ha appena travolto per la seconda volta. Denis C., anche lui tra i quattro feriti, riesce invece a rialzarsi. La Polo scura è lì accanto, ma la porta è bloccata: dal finestrino prova senza successo a disinserire la marcia. «L’hai ammazzato», gli urla. «Vi ammazzo tutti» la risposta dell’investitore, che poi riparte in retromarcia e colpisce un trattore. Quindi - ricostruisce la procura in base alle testimonianze - l’automobilista inverte ancora la marcia, per colpire una terza volta senza riuscirci. Infine, si costituisce dai carabinieri. Campagna è incensurato. Ma la giudice riporta due episodi. Nel 2013 avrebbe picchiato un muratore che svolgeva lavori in casa sua. Nove anni dopo, nel 2022, le percosse sarebbero state a danno di un automobilista con cui avrebbe avuto un diverbio (il 73enne ha negato il contatto fisico, ammettendo solo la lite).
