Che siano o meno favorevoli al riarmo europeo e a un esercito più potente, gli italiani restano ancora attratti dal fascino della divisa e dei mezzi militari. L'altro, ieri, tra tante celebrazioni programmate per tutto il giorno dedicate agli 80 anni della Repubblica, infatti, il maggior ascolto lo ha ottenuto la parata militare in onda su Raiuno dalle 9 alle 12, con ben il 44 per cento di share, pari a 3.253.000 spettatori: praticamente un italiano su due che guardava la tv la mattina il 2 giugno. Tra gli imponenti bersaglieri a cavallo, i mezzi blindati, i droni, i corpi delle forze armate e delle forze di polizia, i vigili del fuoco, la Croce Rossa, i volontari del servizio civile, i sindaci, che sfilavano sui Fori Imperiali davanti a Mattarella, Meloni, le autorità e tante famiglie, il pubblico è rimasto incollato sul primo canale in attesa del sorvolo finale delle Frecce Tricolori. Certamente i festeggiamenti della cifra tonda per il compleanno della Repubblica hanno richiamato l'interesse del pubblico ancora più degli anni passati, comunque anche un chiaro segnale di rispetto (e speranza) per chi è deputato a proteggerci in una situazione di crisi internazionale alle nostre porte che incute grande paura in tutti quanti.
Invece, la serata in piazza del Quirinale, promossa dalla Presidenza della Repubblica, è stata vista da un po' meno pubblico: 2.480.000 spettatori pari al 16,2 per cento. Di fatto uno spettacolo molto interessante, sofisticato, per nulla noioso, realizzato con la massima attenzione, amplificato dalla bellezza della piazza, senza un conduttore a fare da collegamento, con tanti artisti a creare il racconto, anzi un riassunto (con l'aiuto dei testi dello scrittore Maurizio De Giovanni), di otto decenni di democrazia. Un viaggio, tra musica, parole, filmati, ricordi, testimonianze, con decine di protagonisti.
A partire dal commovente ricordo del primo voto alle donne affidato a Paola Cortellesi fino al ballo finale di Bolle attraverso drammi, gioie e glorie italiane che hanno costruito l'identità del nostro Paese: un ottimo lavoro di questa tanta bistrattata Rai.