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Allarme maranza a Roma: una baby gang scatenata va all'assalto degli agenti

Calci e pugni alle auto di servizio. Vigili feriti, scattano fermi e un arresto

Allarme maranza a Roma: una baby gang scatenata va all'assalto degli agenti
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Da Bologna a Taranto, passando per la Sardegna il tema caldo delle procure è quello dell'immigrazione illegale. In meno di una settimana sono state eseguite decine di misure cautelari in tre diverse operazioni. L'ultima, in ordine temporale, è stata effettuata ieri dai carabinieri di Nuoro, che hanno smantellato un sofisticato sistema di contratti fittizi e false ospitalità che avrebbe garantito l'immigrazione e la permanenza illegali in Italia agli extracomunitari con la complicità per la prima volta di dipendenti statali.

Per questo ieri all'alba, con il supporto di un elicottero, gli uomini del Comando provinciale hanno arrestato quattro persone che avrebbero tratto profitti illeciti fino a 5.200 euro per ogni pratica. Sono infatti accusati di aver messo in piedi un complesso e redditizio meccanismo finalizzato ad aggirare le leggi sull'immigrazione, la cui regia e il procacciamento dei clienti (ma non solo) erano in mano a un marocchino classe 1997. Uno schema già visto nella maxi operazione di Taranto, che ha portato alle misure cautelari per 30 persone (tra carcere e domiciliari) e in quella di Bologna, dove altri 8 individui sono gravemente indiziati. Nel caso di Nuoro, i reati comprendono il concorso in favoreggiamento aggravato e continuato dell'immigrazione e della permanenza illegali di immigrati e l'uso di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. Un'indagine, condotta dai Carabinieri del NOR di Siniscola, che nasce nell'aprile 2025 e che ha svelato un vero e proprio mercato che ruota attorno alle pratiche anagrafiche e per l'immigrazione: gli indagati avrebbero in modo sistematico predisposto finti contratti di affitto e di comodato d'uso, accompagnati da false dichiarazioni di ospitalità. Si tratta di una serie di passaggi propedeutici necessari per consentire a molti extracomunitari di ottenere un'iscrizione fittizia all'anagrafe del Comune.

Il motivo? Ottenere il rilascio o il rinnovo dei permessi di soggiorno e accedere alle pratiche per il ricongiungimento di familiari extracomunitari ancora all'estero. Una doppia irregolarità se si pensa che ciò ha consentito anche ai parenti di un irregolare di raggiungere l'Italia attraverso un iter burocratico illecito.

Un modus operandi che il gip ha suddiviso in macro fasi: la prima consiste nel procacciamento e nell'ingaggio degli stranieri, la seconda nell'intermediazione con gli "italiani" e l'individuazione delle case da far figurare nelle pratiche amministrative, mentre la terza riguarda la gestione successiva delle pratiche amministrative e all'ottenimento del permesso di soggiorno o all'accoglimento della pratica di ricongiungimento.

Le indagini hanno accertato l'ingresso illegale nel comune di Orosei (provincia di Nuoro) di almeno 26 cittadini provenienti da Marocco, Tunisia ed Egitto, anche se il numero appare agli inquirenti estremamente riduttivo rispetto alla realtà dei fatti, essendo le indagini tuttora in pieno corso. Si tratta di un sodalizio criminale che, stando a quanto emerge dalle carte, si sarebbe avvalso della connivenza di due proprietari di immobili, di un dipendente di un Caf e, elemento ancor più grave, del concorso di impiegati pubblici, attualmente indagati ma non oggetti di misure cautelari. Il compenso richiesto agli extracomunitari (variabile tra i 500 ed i 5.200 euro) veniva spostato in un flusso continuo usando due conti bancari e uno di gioco su Sisal per farne perdere le tracce. Ma forse l'aspetto più inquietante risiede sul movente di un atto intimidatorio (i cui autori materiali sono ancora ignoti) collegato alla rete: il 7 aprile 2025 è stata collocato un ordigno rudimentale, poi deflagrato, sotto la porta di casa del responsabile dell'area pianificazione urbanistica del Comune di Orosei perché ritenuto colpevole di aver segnalato un abuso edilizio in uno degli stabili usati dagli indagati. Accertamento che avrebbe comportato la perdita dell'agibilità dell'appartamento, compromettendo la possibilità di usarlo per le loro attività illecite.

Le parole del Gip in merito sono tanto chiare quanto preoccupanti: "Uno spaccato criminale inedito della città di Orosei, luogo in cui si sono

consumati tutti i fatti di cui è procedimento, che non può che preoccupare dal punto di vista del pericolo per l'ordine sociale e la pubblica incolumità, chiaramente messe a repentaglio dall'agire degli odierni indagati".

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