Altro che accoglienza: Lampedusa è un inferno

Migranti trattati come bestie: 4.000 arrivi ma l'hotspot può contenere solo 250 persone

Altro che accoglienza: Lampedusa è un inferno

L'hotspot di Lampedusa è pieno. Dopo i quasi 4mila migranti arrivati sull'isola nel giro di pochi giorni la situazione è sempre più drammatica. A Contrada Imbriacola ci sono circa 1.700 persone chiuse in attesa del trasferimento sulle navi quarantena o nei centri di accoglienza. Tra loro anche donne e bambini, lasciati in condizioni penose, su materassi all'aperto, in totale promiscuità. Disumano vedere come funzioni un sistema dell'accoglienza che toglie dignità a chi arriva. Il sindaco dell'isola, Totò Martello, non drammatizza e in un'intervista chiarisce: «Subito dopo i primi sbarchi dell'anno avevamo capito che il numero di migranti che arrivano era decisamente superiore a quello dell'anno scorso, infatti abbiamo raddoppiato il numero degli sbarchi e delle persone che sono arrivate a Lampedusa. È normale - continua - che in Italia ci sia questa emergenza di sbarchi, perché vorrei distinguere i due fenomeni dell'emigrazione. Noi italiani e anche l'Europa si è sempre interessata al fenomeno dell'accoglienza dei migranti, l'emergenza riguardava solo gli arrivi e successivamente la redistribuzione nei territori».

E prosegue: «Non è invece mai stato affrontato il problema dell'emigrazione, né dal governo italiano e nemmeno dal governo europeo. Quindi adesso c'è questa sorta di campagna spietata nei confronti del fenomeno dell'emigrazione, non c'è nessun programma, nessun progetto, nessuna idea su come risolverlo. Stanno sbagliando tutti, sia il governo italiano che tutta la Ue».

Almeno ammette che i migranti presenti oggi a Lampedusa sono troppi, «soprattutto perché ci sono le navi quarantena che non possono attraccare in porto perché c'è vento, brutto tempo e mare agitato. Ci sono tante difficoltà, se le navi non possono prendere i migranti in quarantena diventa tutto più difficile, anche perché il nostro hotspot non può accogliere più di 250 persone e invece ce ne sono almeno mille». L'altra sera il rimorchiatore Asso Trenta, che aveva recuperato 14 clandestini, ne ha caricati 200 con l'intento di portarli sulla nave quarantena, ma il vento ha impedito l'avvicinamento e qualcuno ha rischiato di cadere in mare. Così, dopo oltre 24 ore sul molto Favaloro, i migranti sono stati riportati indietro. Ma non ci sono mezzi adeguati. A uno dei pulmini che li trasportava verso l'hotspot è scoppiata una gomma.

«La situazione - spiega il coordinatore di Forza Italia Rosario Costanza - è sempre più drammatica. L'isola è piena di migranti. Tutto nel silenzio del sindaco Martello e dell'eurodeputato Pd Pietro Bartolo, che lo appoggia. Sua figlia è stata assunta in Comune dopo che è arrivato il primo cittadino, con incarichi importanti. Ma degli immigrati non si occupano come dovrebbero». Il coordinatore della Lega Attilio Lucia sottolinea: «La chiamano accoglienza, ma li inviterei ad andare a vedere come è trattata questa gente nell'hotspot. Come le bestie. Sono buttati per terra, sui materassi. È questa l'ospitalità di cui parlano?». Il tutto mentre l'Europa continua a fare orecchie da mercante, a dire che l'Italia va aiutata, ma solo a parole.

Da oggi le condizioni climatiche peggioreranno e almeno per i prossimi dieci giorni non dovrebbero esserci sbarchi. Poi ci si avvierà verso il caldo e la stagione estiva e il rischio è che, se non si correrà ai ripari, a breve una nuova ondata di migranti potrebbe arrivare e si tornerà punto e a capo.