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Anche in Texas vince l'uomo del presidente (che nessun altro nel Gop voleva candidare)

I guai giudiziari potevano costare la candidatura a Paxton ma l'endorsement (costoso) del tycoon ha fatto la differenza

Anche in Texas vince l'uomo del presidente (che nessun altro nel Gop voleva candidare)
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Donald Trump mette a segno un'altra vittoria alle primarie repubblicane confermando la sua enorme influenza nel partito. Il suo candidato in Texas, Ken Paxton, ha travolto il senatore in carica, John Cornyn, ribaltando l'esito del primo turno, e dimostrando come l'endorsement del presidente americano sia stata la chiave vincente in una corsa che sembrava già decisa. Il procuratore generale dello stato ha ottenuto oltre il 62% dei voti, secondo le proiezioni della Cnn, sconfiggendo il senatore che siede Congresso dal 2002. Il sostegno last minute di Trump ha spostato gli equilibri rimescolando le carte, e Paxton dal palco ha ringraziato il comandante in capo, sottolineando che "quando tutti a Washington gli dicevano di abbandonarmi, lui non li ha ascoltati. L'endorsement del presidente è la forza più potente della politica". The Donald ha definito Paxton "un vero guerriero Maga", elogiandolo per il suo supporto al Save America Act, il disegno di legge che apporterebbe modifiche al modo di votare nel Paese, e ieri si è congratulato per la sua "straordinaria vittoria". Ma ha ringraziato pure il senatore uscente "per aver condotto una campagna elettorale forte e incisiva ma, cosa ancora più importante, per aver avuto una carriera davvero grandiosa. John rimarrà mio amico per molto tempo".

La sconfitta di Cornyn è solo l'ultimo caso questo mese in cui i candidati sostenuti da Trump hanno sconfitto i repubblicani sgraditi all'inquilino della Casa Bianca anche in Louisiana, Kentucky e Indiana. Paxton, che affronterà a novembre il democratico James Talarico alle elezioni di Midterm, è stato eletto per la prima volta procuratore generale del Texas nel 2014, e in seguito è stato uno stretto alleato di Trump, arrivando a intentare una causa contro la vittoria del 2020 dell'ex presidente Joe Biden in Pennsylvania, Michigan, Georgia e Wisconsin, respinta dalla Corte Suprema. Il Grand Old Party non lo vede di buon occhio per il passato di problemi legali legati al suo ruolo, in particolare dopo che nel 2023 è stato messo sotto accusa per corruzione, negligenza e inadempienza di doveri d'ufficio dalla Camera del Texas (a maggioranza repubblicana), ma il Senato statale lo ha assolto. Secondo il board editoriale del Wall Street Journal, la sua vittoria alle primarie più costose della storia mette a rischio il controllo del Senato da parte del Gop, che si trovano ora a dover spendere molti soldi per cercare di farlo vincere a novembre privando di fondi importanti candidati migliori in altri stati.

Sebbene il Texas non elegga un democratico al Senato dal 1988, gli strateghi repubblicani hanno espresso privatamente la preoccupazione che la lunga scia di guai giudiziari

di Paxton possa renderlo un candidato più rischioso rispetto al senatore uscente, ma Trump ha scelto di sostenerlo nonostante le perplessità per estromettere un altro dei legislatori che ritiene non sufficientemente leali.

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