Dalle aule di giustizia con le condanne per interessi usurai di diverse concessionarie da parte di Tribunale e Corte di Appello di Torino fino alle pronunce Agcom e alle nuove linee guida di Bankitalia, il nodo della trasparenza dei finanziamenti per comprare un’auto nuova è sempre più sotto la lente. Se da un lato le concessionarie spingono per i prestiti e sembrano quasi «boicottare» il saldo in contanti, dall’altro i consumatori rischiano di dover pagare un conto troppo salato, come dimostra il caso raccontato da un lettore al Giornale.
Tutto inizia con una Hyundai Tucson acquistata nel 2023 presso Autoingros Torino, anche intermediario del credito, con finanziamento concesso da Crédit Agricole Auto Bank. Il prezzo era di poco superiore ai 39mila euro, a cui toglierne 8.860 euro dopo la permuta di una vecchia macchina. Restavano dunque da coprire circa 30.400 euro, ma il finanziamento è salito a oltre 41 mila: dentro ci sono finiti polizze, servizi e altri costi. Tan al 14,45%, Taeg al 15,99%. Costo finale: oltre 87mila euro da restituire, più del doppio, con oltre 45mila euro di interessi. Tra i servizi finanziati compaiono quasi 5mila euro per i «Danni accessori», oltre 2.100 euro per «Intergea Plus» e circa 2.100 euro di Rc auto. Per i primi cinque anni rata intorno ai 516 euro al mese, poi su a 931. A luglio il lettore ha deciso di chiudere il finanziamento in anticipo: Crédit Agricole Auto Bank ha chiesto quasi 39mila euro, di cui poco più di 30mila di capitale residuo per l’auto (appena 290 euro in meno rispetto alla cifra necessaria inizialmente) e oltre 8mila euro legati ai servizi finanziati.
Per evitare di trovarsi in situazioni simili, quali sono quindi le clausole a cui stare attenti? L’avvocato Antonio Tanza, presidente di Adusbef, propone un vademecum: «I concessionari spingono i finanziamenti per incassare royalty e allettano i clienti con ribassi e tempi di consegna più rapidi per chi sottoscrive il prestito, ma gli interessi spesso finiscono per superare lo sconto. Innanzitutto, per capire il tasso effettivo è fondamentale non fermarsi al Tan ma guardare il Taeg, il costo totale del credito. Prima di firmare bisogna farsi consegnare il Secci, un documento obbligatorio che riunisce tutte le condizioni economiche e contrattuali del finanziamento, poi chiedere un preventivo per sapere quanto costerebbe l’auto cash e infine confrontare le due cifre finali».
Fra gli altri aspetti ai quali prestare attenzione, la maxi rata finale, le clausole del Valore Futuro Garantito (che potrebbe essere legato a parametri come il chilometraggio), l’obbligo di fare costose manutenzioni con officine convenzionate e le polizze abbinate al finanziamento. «Il consumatore non è tenuto a sottoscrivere le assicurazioni proposte dalla concessionaria, spesso più care rispetto a quelle disponibili sul mercato», spiega Tanza. Per finire, il presidente Adusbef ricorda: «Di norma il contratto di acquisto dell’auto e quello di finanziamento sono separati: entro 14 giorni si può recedere dal prestito e pagare la macchina in un altro modo».
Daniele Pistolesi, presidente di Afue, associazione dedicata alle vittime di truffe finanziarie, mette sotto accusa soprattutto tassi, polizze e aumento delle rate. «La fretta di guidare un’auto nuova è la prima trappola per chi acquista», sostiene, spiegando che l’entusiasmo può rendere il consumatore più vulnerabile. Secondo Pistolesi, è proprio in quel momento che possono essere proposti finanziamenti molto costosi e polizze assicurative dal valore di migliaia di euro, talvolta percepite dal cliente come obbligatorie.
Dall’Unione Nazionale Consumatori arrivano poi i consigli per non cadere nella trappola del sovraindebitamento allettati dalle piccole rate iniziali, come sottolinea Mauro Antonelli, a capo dell’ufficio studi: «Bisogna determinare a priori qual è la cifra massima sostenibile: la rata non deve superare il 30% del reddito. Nel caso dei mutui sono le banche stesse a bocciare richieste eccessive, mentre nel credito al consumo purtroppo questo non sempre avviene».
