Berlusconi: "Regionali come nel 2000, mandiamo Renzi a casa"

Il leader di Forza Italia in Campania per la campagna elettorale: "Senza i moderati solo governi non eletti"

Berlusconi: "Regionali come nel 2000, mandiamo Renzi a casa"

Silvio Berlusconi è in campo per le Regionali ma tutto quello che dice rimanda a Roma e al progetto dei moderati di tornare al governo. Anche nel secondo giorno di campagna elettorale in Campania a sostegno di Stefano Caldoro, prima a Caserta e poi a Salerno, il leader di Forza Italia punta al bersaglio grosso, Renzi, che dice di voler mandare a casa come fece nel 2000 con D’Alema. E detta l’agenda agli azzurri per i prossimi due anni partendo da un presupposto. "Sono sicuro - dice - che non si
andrà a votare prima del 2018: ora abbiamo davanti a noi due anni e mezzo per un’opera missionaria di convincimento su quei moderati che non vanno a votare".
Berlusconi parla a Caserta, dove lo attendono i lavoratori della Whirlpool di Carinaro alle prese con la decisione della multinazionale americana di chiudere lo stabilimento. Ottocento posti di lavoro a rischio. Berlusconi riceve sei lavoratori.
Promette loro di prendere la questione a cuore e lascia intravedere, con quella che forse è qualcosa di più di una semplice battuta, piste cinesi cui proporre di rilevare il sito industriale. Alla fine dell’incontro lo spot dei lavoratori vale più di un manifesto "È l’unico che ci ha convinto, di lui ci fidiamo - dicono i lavoratori - Renzi invece ci ha deluso, ci ha svenduto agli americani. È colpa sua se stiamo a questo punto".

Ma Caserta il leader di Forza Italia si concede un piccolo bagno di folla degno dei bei tempi salendo sul predellino della sua auto al momento dei saluti dopo aver arringato nell’aula strapiena della Provincia un centinaio di amministratori locali. Il tutto
mentre l’inseparabile Francesca Pascale si concede con pazienza infinita alle richieste di selfie. A salutare Berlusconi c’è anche Nunzia De Girolamo (oggi Ncd), una che con l’ex premier non ha mai rotto del tutto.

Berlusconi chiama a raccolta i moderati per quella che definisce "una crociata". "Credo - spiega - che il momento di democrazia sospesa sia un momento pericoloso perchè se i moderati non riescono a trovare l’intelligenza di stare assieme ci dovremo tenere questo governo chissà quanti anni. Da qui la necessità di mettere in campo una crociata da lanciare in tutte le province italiane per convincere i moderati che non vanno a votare, che sono più del 50%, ad andare a votare per. Ho detto che stavo a bordocampo, ma sarò ancora in campo per far sì che gli italiani veri, i moderati, possano capire questa situazione che incombe su di noi". Successivamente a Salerno, in casa del rivale di Caldoro, Vincenzo De Luca, rincara la dose così: "Se ripetiamo il miracolo del 2000, quando ci davano perdenti e vincemmo, mandiamo a
casa il governo Renzi, come allora facemmo con D’Alema".

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