Berlusconi, summit con Toti E nei sondaggi il No è in volo

L'incontro chiarificatore, sul tavolo l'asse con la Lega L'ex premier: «Vinciamo il referendum, poi l'alleanza»

Berlusconi, summit con Toti E nei sondaggi il No è in volo

Roma Un faccia a faccia, quello tra Berlusconi e Toti, dal sapore del tutto inedito. Un tempo il colloquio non avrebbe nemmeno fatto notizia ma oggi la cena ad Arcore tra il Cavaliere e il governatore della Liguria, pare un incontro determinante. A fare da testimoni al summit anche Niccolò Ghedini, Valentino Valentini e Gianni Letta. Nel centrodestra c'è fibrillazione, l'asse con la Lega traballa e c'è da fare chiarezza proprio su questo.

Toti, agli occhi del Cavaliere, s'è spinto su posizioni troppo filo-Lega. Una Lega, quella a guida salviniana, che spesso ha usato toni ruvidi e irriverenti nei confronti dell'ex premier. Ma che, soprattutto, ha lanciato l'Opa su Forza Italia con il solo obiettivo di svuotarla per dare le carte all'interno della coalizione. In più, al Cavaliere non sono piaciute le uscite di Toti che s'è spesso unito al coro di Salvini e Meloni nel chiedere le primarie per individuare il prossimo leader del centrodestra. Per Berlusconi, invece, non soltanto lui stesso è ancor in campo; ma Forza Italia sarà in grado di risalire la china e guidare la coalizione. Il Cavaliere ripete che la maggioranza del Paese è moderata e non seguirà l'estremismo salviniano. Toti, dal canto suo, ha ribadito che l'unità del centrodestra è imprescindibile per battere la sinistra e Grillo. Berlusconi è d'accordo su questo punto ma ribadisce che gli azzurri sono il centro e non la destra. Anche al governatore della Liguria il Cavaliere è poi costretto a confermare che non c'è e non ci sarà alcuna nostalgia Nazarenica. «Nessun inciucio con Renzi, tranquillo».

A dimostrazione di ciò il Cavaliere mostra gli ultimi sondaggi commissionati alla fidata Alessandra Ghisleri che dimostrano come il No sia nettamente in vantaggio rispetto al Sì. Ecco perché Berlusconi, già nei prossimi giorni, ha intenzione di far sentire la propria voce ed entrare nel vivo della campagna elettorale con interventi in radio, in tv e sul web. E quando il Cavaliere entra in campo fa sempre goal. Poi, caduto Renzi, Berlusconi non gli farà da stampella: bisognerà mettere mano alla legge elettorale e tornare al voto e vincere. Tutti insieme. L'ex premier però predica calma: «Un passo alla volta. Prima vinciamo il referendum poi troveremo la quadra anche con la Lega e Fratelli d'Italia». Naturalmente con l'apporto di Parisi che sta dando una mano a portare gente nuova.

Berlusconi, per ora, non sembra quindi seguire le sirene di Alfano che, in un'intervista al Messaggero, gli ha consigliato di divorziare definitivamente dalla Lega per stringere un patto con lui: «Facciamo insieme una grande aggregazione di centrodestra liberale, popolare e moderata, in competizione con la Lega estremista», è l'offerta del ministro degli Interni. Ma il Cavaliere resta tiepido e mostra insofferenza nei confronti di chi lo tira per la giacchetta. Prima o poi occorrerà fare la sintesi ma ora Berlusconi vuole concentrarsi sul referendum.

Al leader dell'Ncd rispondono invece i colonnelli azzurri. Per Paolo Romani «Alfano deve decidere da che parte stare in maniera definitiva. E lui ha un punto di debolezza: è protagonista della campagna per il Sì». Più tranchant Maurizio Gasparri: «Noi dobbiamo tenere uniti Forza Italia, la Lega, Fratelli d'Italia, i civici e altri. Alfano e alcuni altri si sono accucciati da tempo alla corte del Pd, dove Fi non li seguirà». Ma il più duro di tutti è Renato Brunetta: «Alfano esca dal governo, lo faccia cadere, voti No al referendum e poi parliamo. Ogni altra ipotesi appare ridicola e grottesca. Anzi, da disperati».

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