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Berlusconi taglia la fronda: "Basta politici mestieranti, se vanno via siamo felici"

Il leader di Forza Italia contro l'ala ribelle: "Sono soltanto un peso, a loro non frega niente della gente". E su Ncd: fatto da ciellini e cooperativisti

Berlusconi taglia la fronda: "Basta politici mestieranti, se vanno via siamo felici"

Si chiama Palazzo delle paure e non per l'inquisizione né per memorie manzoniane, come si potrebbe pensare in questo ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno. A Lecco, nella piazza principale della città dove Silvio Berlusconi fa la sua prima apparizione pubblica tra la gente al Nord, l'edificio evoca un terrore più che mai attuale. «Si chiama così perché qui si pagavano le tasse» ricorda una signora arrivata in questo salotto all'aperto grazie al passaparola che si è scatenato appena Berlusconi è arrivato con Francesca Pascale tra queste strade e stradette da dove, alzando lo sguardo, si scoprono un pezzo di cielo e qualche vetta di monte. «Viviamo in questo momento una situazione drammatica, le imprese falliscono, i giovani non trovano lavoro» ripete. «Oppressione fiscale e giudiziaria» insiste dal palco. Le pensioni da restituire sono un tema che scalda i cuori, in strada.

È qui per la politica, Silvio Berlusconi, per sostenere Alberto Negrini, commerciante cinquantunenne, un negozio di pelletteria nella centralissima via Cavour. Ma anche per un'immersione dai toni un po' nostalgici nei luoghi della sua vita, in questa Lecco che è la casa dei suoi nonni. «Arrivando, ho guardato il panorama, le montagne, il Resegone: un ritorno alle origini». Oggi toccherà a Saronno: in visita alla casa natale del papà, Luigi Berlusconi, tra le pareti in cui anche lui è cresciuto nei primi anni della vita, in un quartiere popolare della città.

A Lecco è giornata di selfie. I ragazzi lo aspettano al gazebo, portano in laico pellegrinaggio tra la folla il banchetto con le bandiere di Forza Italia, che si fa largo come fosse un carro delle processioni antiche. Un po' lo è ma questi giovani, a dispetto dei sondaggi, ci sono perché credono in un futuro che può arrivare. E per loro nel partito sembra davvero così, a sentire Berlusconi, che dopo aver liquidato l'addio di Raffaele Fitto con un laconico «ci tolgono un peso», torna alla carica: «Via i mestieranti della politica. Di noi, della gente che lavora, non gliene frega niente». Ringrazia Michela Vittoria Brambilla: «Vorrei che Forza Italia fosse capace di fare quel che ha fatto a Lecco: via i marpioni, trentadue candidati e nessuno che prima avesse un posto nell'amministrazione pubblica. C'è bisogno di gente completamente nuova: manager, candidati che arrivano dalle aziende, persone che arrivano dal volontariato». La città lo ascolta con una sorpresa che anima il sonnacchioso pomeriggio dello struscio in mezzo alle viuzze. A sostenere il candidato sindaco, la lista civica Viva Lecco, Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia. Contro il sindaco uscente, Pd, lo sfidante per il ballottaggio è del partito di Alfano e questo spiega i toni di Berlusconi, addirittura più duri del solito: «Mi sta qui Ncd, fatto da ciellini e cooperativisti. E poiché sono in piazza non posso dire di più».

Domani a Saronno, con Lara Comi, incontrerà i pensionati, particolarmente feriti dalla politica del governo. E farà tappa nell'azienda che produce il mitico amaretto di Saronno. Poi incontrerà il Milan Club Femminile Stella, primo fan club rosa del mondo. Anche ieri ha toccato le corde dello sport di popolo: foto ricordo con i ragazzi della pallacanestro di Lecco. Subito dopo cena, a raccogliere fondi per il partito.

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