Bindi ha nostalgia del passato: "Il Pd torni a essere il partito dell'Ulivo"

La democratica avverte Renzi: "Se il Pd torna a essere il partito dell’Ulivo, non ci sarà bisogno di alternative. Ma se il Pd è quello di questi ultimi mesi, è chiaro che ci sarà bisogno di una forza politica nuova"

Bindi ha nostalgia del passato: "Il Pd torni a essere il partito dell'Ulivo"

"Oltre a non condividere il merito, io ho voluto prendere le distanze dal messaggio che il premier ha costruito in questi mesi. Le sue parole hanno scavato un solco tra il governo, il segretario del Pd e il mondo del lavoro, la parte più sofferente dell’Italia". Rosy Bindi, in una intervista al Corriere della Sera, tuona contro il premier. E ha nostalgia del passato. Infatti, a una domanda sull’eventuale scissione, l’esponente democratica risponde che "se il Pd torna a essere il partito dell’Ulivo, che unisce e accompagna il Paese, non ci sarà bisogno di alternative. Ma se il Pd è quello di questi ultimi mesi, è chiaro che ci sarà bisogno di una forza politica nuova".

La presidente della commissione Antimafia nega che una tale forza sarebbe minoritaria: "Tutt’altro che minoritaria, una forza di sinistra, competitiva con il partito della nazione. E allora servirà, oltre alle idee, la classe dirigente. Renzi sbaglia quando si paragona al partito a vocazione maggioritaria di Veltroni, che prese il 33% e ridusse la sinistra radicale a prefisso telefonico. Quello era collocato nel centrosinistra e non ambiva a fare il partito pigliatutto. Se il Pd è quello di questi mesi una nuova forza a sinistra non sarà residuale, ma competitiva. E sarà un bene per il Paese, se non vogliamo che il confronto si riduca ai due Matteo. Sarà una sinistra riformista e plurale, ma sarà una sinistra. Sarà il Pd".

Per l'ex ministro, "l’astensionismo è un problema per la democrazia di un Paese, per il Pd e anche per il governo" e "se alle Regionali avessero votato gli stessi elettori delle Europee dovremmo dire che oggi il Pd è tornato al 30%, un numero più vicino al 25 di Bersani che non al 41 di Renzi. Quindi, il voto di domenica dimostra che è iniziata la parabola discendente, anche di Renzi", che Bindi paragona a Grillo, Salvini, e al "Berlusconi dei primi anni".

Le dichiarazioni della Bindi hanno fatto storcere il naso a Deborah Serracchiani: "L’esperienza dell’Ulivo è nata 20 anni fa. Sicuramente un’esperienza vincente, che ancora ci inorgoglisce, ma credo che ora non risponda più alle domande del paese".

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