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Milano è tra le città più care al mondo. Così sta perdendo il suo vero spirito

È nella top ten planetaria per il costo dei taxi, tra le 16 città più costose per una serata galante e anche per il McDonald’s. Ma è tra le ultime in classifica per il "netto in busta"

Milano è tra le città più care al mondo. Così sta perdendo il suo vero spirito
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Non ci resta che il cappuccino. A colazione e pure per l'aperitivo, magari corretto, se serve a digerire il conto. Che sia con latte scremato o soia, resta una delle rarissime cose che a Milano costano (ancora) meno che nel resto del mondo. Due euro e spiccioli contro gli oltre 7 di Zurigo. Eccola lì, la metropoli meneghina con il suo cappuccino al terzultimo posto della classifica (dopo di lei solo Giacarta e Cairo) dell'edizione 2026 del report "Mapping the World's Prices" realizzato da Jim Reid e Galina Pozdnyakova della Deutsche Bank Research Institute. Dal 2012 analizza il costo delle vita in 69 città di sei continenti.

E passa anche da Milano che, cappuccino a parte, ha costi da top ten modiale ma stipendi da medio/bassa classifica. Potremmo dire meno enfaticamente quasi "da fame" nonostante sia la locomotiva d'Italia e vanti le retribuzioni più alte del Paese. Con il netto-in-busta, resta ferma al 43° posto della classifica globale, con una media di stipendio di 2.216 dollari. Una città che s'atteggia a New York per poi farsi superare da Lisbona, Varsavia, Praga e Budapest che in 10 anni hanno raddoppiato i loro stipendi. Ma il dato che fotografa meglio l'esclusività di Milano - nel senso che esclude proprio chi non ce la fa - è il reddito disponibile dopo aver pagato l'affitto/mutuo. Quel che resta sono briciole che fanno scivolare la città al 53° posto (ricordiamo, sempre su 69) nella classifica planetaria. Diciottesima per il caro-affitti aumentati del 40% dal 2016, più di Parigi, Francoforte, Londra e Roma. Insomma il problema non è quanto si guadagna, ma quanto resta il giorno dopo il bonifico al proprietario di casa.

Poco, molto poco. Per non parlare dell'acquisto. Per un appartamento in centro servono 10.900 dollari al metro quadro: 21ª città più cara al mondo. Prima gli affitti, poi le case e a seguire ristoranti, spesa e tempo libero. Ogni rincaro pare invisibile ma rende impossibile a volte uscire senza controllare il saldo in banca. Milano è cambiata un euro alla volta, un piano alla volta, un altro rooftop sempre più in alto, sempre più cara, sempre più inaccessibile al ceto medio. A che costo? Prendiamo il taxi. Anzi meglio non farlo. Il capoluogo lombardo si piazza al 10° posto nella top ten mondiale per il costo di una tariffa "normale" che di normale ormai ha poco. Più cara di Parigi ma anche di Vienna e Francoforte. E soprattutto prezzi aumentati del 46,8% rispetto al 2019 (oltre che del 34% in 10 anni). Per l'appuntamento galante, prima di uscire, meglio controllare il saldo in banca.

Che poi, nulla di che... cinema, cena fast-food, birretta e taxi, oggi costa il 25% in più rispetto al pre-covid. Se l'amore è cieco, il bancomat ci vede benissimo a tal punto che Milano sale rapida tra le sedici città più care al mondo. Sempre più una sorta di centrifuga sociale attira capitale umano da tutta Italia per poi espellere famiglie, giovani, insegnanti, infermieri, gente normale che fa cose normali ma che sono la base della sua sopravvivenza. E qui serve un altro dato: il "McMeal Index" tradizionalmente usato dagli economisti per calcolare il potere d'acquisto reale sui beni di consumo di massa, registra un aumento di circa il 50% rispetto al 2019.

Risultato? Milano si colloca al 12° posto mondiale

per il costo del menu combo di McDonald (circa 13,7 dollari). Un po' indigesto, indigeribile anche in palestra. I club milanesi sono fra i più cari al mondo, 6° posto mondiale per il costo medio di un abbonamento mensile.

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