Si scalda la Serenissima, e non parliamo solo di temperature atmosferiche. La Commissione europea ha raccomandato ufficialmente a EACEA (l'Agenzia esecutiva europea per l'istruzione e la cultura) di annullare il finanziamento di due milioni di euro alla Biennale di Venezia: la notizia è arrivata sabato, in serata, in un annuncio lapidario sul social X da parte della vicepresidente della Commissione Ue Henna Virkkunen. Da Ca' Giustinian, quartier generale dell'istituzione veneta presieduta da Pietrangelo Buffafuoco, una nota recita: "Apprendiamo su X da autorità politiche, e non dalle autorità tecniche preposte, di decisioni assunte in merito al contributo alla Biennale di Venezia dell'EACEA". Cui si aggiunge la specifica "di aver risposto nei termini stabiliti a tutti i punti della terza lettera ricevuta dall'EACEA sul tema, e di attendere da essa una nota tecnica formale per valutare ogni eventuale passo successivo e far valere le proprie ragioni in tutte le sedi competenti. In ogni caso proseguono i programmi interessati, che sono solo in maniera marginale co-finanziati dal contributo sopracitato".
Ieri non sono mancate le reazioni dal mondo politico. "Una decisione francamente inaccettabile ha detto il presidente del Consiglio regionale veneto, Luca Zaia -. Un atto di arroganza istituzionale e di ostilità senza precedenti nei confronti di una delle più prestigiose istituzioni culturali del mondo. Rivolgo un appello al governo affinché metta in campo una vera controffensiva istituzionale e politica a tutela della Biennale. Qui non si tratta soltanto di salvare un finanziamento destinato al più noto e prestigioso operatore culturale italiano. Qui si tratta di salvare un principio: quello della libertà, che deve essere garantita senza se e senza ma". Nessun commento ufficiale per ora dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, mentre il sottosegretario Lucia Borgonzoni, della Lega, ha dichiarato: "Quanto sta accadendo è semplicemente inaccettabile. Un organismo politico, l'Unione Europea, raccomanda a un ente tecnico, l'agenzia Eacea, di interrompere i contributi. Prima ancora che venga trovato, nell'eventualità ci fosse, un elemento concreto per giustificare questa decisione. Questa è la fine del diritto, una sentenza prettamente politica che danneggia chi da anni porta avanti un lavoro straordinario a Venezia. L'Italia e i suoi luoghi d'arte sono liberi e democratici, non c'è spazio per i ricatti economici di Bruxelles".
Di vero e proprio "ricatto di Bruxelles" parla anche il M5S, per bocca del capogruppo al Senato Luca Pirondini: "Lo stop ai finanziamenti è un'intimidazione politica che un Paese come l'Italia non può e non deve accettare. Questa decisione forse piacerà ai Calenda di turno, ma umilia una delle istituzioni culturali più prestigiose del nostro Paese e del mondo". Proprio il leader di Azione aveva replicato su X alle dichiarazioni di Zaia sul caso Biennale in modo diretto: "Luca, fammi capire, l'Ue deve contribuire a finanziare eventi che ospitano padiglioni di propaganda russa mentre aiuta l'Ucraina a difendersi dai russi?". E sempre alla piattaforma di Elon Musk calda, in queste ore, sulla questione - Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, ha ribadito di ritenere quella della Commissione europea "una decisione giusta e una figuraccia internazionale che il nostro Paese avrebbe potuto evitare e evitarci".
Intanto, ai Giardini e all'Arsenale, l'edizione 2026 della Biennale Arte sta registrando numeri record: a poco più di due mesi dall'inaugurazione, gli ingressi segnano un incremento di circa il 20% rispetto all'ultima edizione, due anni fa, facendo di questa 61ª Esposizione internazionale In Minor Keys di Koyo Kouoh la
più visitata di sempre, in questa fase della manifestazione. Un segnale importante, specie in vista del 2 settembre, quando gli occhi di tutti saranno puntati sulla Mostra del Cinema che come ogni anni si aprirà al Lido.