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Il caso Vigevano e la prova d'appello per Legnini a Chieti

I ballottaggi in sei capoluoghi, da Agrigento a Lecco e Arezzo

Il caso Vigevano e la prova d'appello per Legnini a Chieti
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Sei capoluoghi di provincia, 42 comuni in totale per circa 1,1 milioni di votanti. Da questi numeri parte il secondo capitolo delle amministrative con i ballottaggi di oggi e domani.

Al netto dei risultati del primo turno restano da assegnare ancora 41 Comuni sopra i 15mila abitanti sei dei quali capoluogo di provincia. Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani. A questi si aggiunge anche il comune di Mandatoriccio in provincia di Cosenza. I ballottaggi valgono solo per i comuni con più di quindicimila abitanti ma si fa una sola eccezione. Ed è appunto il caso occorso nel paese calabrese: la perfetta parità tra i due candidati alla carica di primo cittadino: Cataldo Iozzi (Uniti per Mandatoriccio) e Maria Teresa Villella (Nuova Alba). Entrambi hanno incassato il placet di 852 elettori.

Come sempre avviene, i ballottaggi servono per misurare la capacità delle forze in campo di allargare il consenso oltre i confini delle coalizioni. In questo senso il caso più significativo è rappresentato dal comune di Vigevano. Qui si torna alle urne dopo che ai primi due posti al primo turno sono arrivate la coalizione progressista e quella formata da Forza Italia e una lista civica. Nel comune lombardo, infatti, tutto il centrodestra si presentava in ordine sparso. Sempre a Vigevano, poi, la lista Futuro Nazionale ha raggiunto al primo turno il 14% dei consensi. Il suo leader Roberto Vannacci ha lasciato libertà di voto invece di capitalizzare il congruo bottino del primo turno nella speranza di un posto in giunta.

Ad Arezzo, dopo una consiliatura di centrodestra, la contesa sarà tra Marcello Comanducci (centrodestra) e Vincenzo Ceccarelli (centrosinistra). Quest'ultimo è indietro di 11,45 punti. I centristi faranno la differenza visto che al primo turno il civico Marco Donati sostenuto da Azione aveva preso oltre il 20% dei voti (anche se non ha dato indicazioni di voto). A Lecco il ballottaggio sarà tra il sindaco di centrosinistra uscente Mauro Gattinoni (42,53%) e il candidato del centrodestra Filippo Boscagli che è avanti con il 48,65%. A Chieti, dopo una consiliatura di centrosinistra, vanno al ballottaggio l'ex vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, candidato del centrosinistra in vantaggio con il 47,2% e Cristiano Sicari, sostenuto da tutte le forze di maggioranza tranne la Lega (27,47%) che però si è accordata con Sicari per il secondo turno. Ad Agrigento si sfideranno Michele Sodano (centrosinistra) e Dino Alonge (Fi-Fdi-Udc e autonomisti). Il primo si è fermato al 39,1%, il secondo ha incassato il 34,7%. A fare la differenza potrebbero essere gli elettori di Luigi Gentile, appoggiato da Lega (14%) che però ha escluso ogni apparentamento. A Macerata il ballottaggio è scattato per un soffio: il sindaco uscente Sandro Parcaroli, espressione del centrodestra, è in testa con il 49,96% delle preferenze. A Trani, dopo due mandati targati Pd, si sfideranno Marco Galiano (40,69%), sostenuto al primo turno dal Pd ma non dal M5S, e Angelo Guarriello (30,32%) per il centrodestra. Anche in questo caso nessun apparentamento fatto.

La giornata elettorale

propone un capitolo a parte in Sardegna dove sono chiamati al voto per il primo turno gli elettori di 149 comuni. Più di 400mila votanti per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali, tra cui Porto Torres e Tempo Pausania.

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