Che tristezza, la solitudine del paese è figlia del web

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Nemmeno lo sanno ma Orroli, 2 224 abitanti del Sarcidano sardo e il liceo scientifico Galileo Galilei di Potenza Potenza, 1.026 (ne aveva 14 quando apri le porte 68 anni fa) sono gemellate. O meglio sono gemelli ma diversi. Nella prima da quasi un mese è scomparsa internet. Niente linea telefonica quindi niente social, uozzap, mail. Come ai tempi del telefono a gettone, aspettando fuori dalla cabina quello che non finiva mai, degli amici chiamati al citofono o a voce davanti al balcone e delle ragazze corteggiate con i bigliettini scritti a penna. Hanno segnalato il problema per giorni, spostandosi nei paesini vicini, ma campo zero. La Telecom ha promesso un intervento immediato che però tanto immediato non è stato. A Sant'Alberto di Budrio per esempio è da un anno e mezzo che sono muti. Pare che il panico sia stato generale: gente costretta a guardarsi negli occhi, a parlarsi a voce, a cercarsi di persona. Un senso di smarrimento paragonabile al panorama post atomico di ai Confini della realtà, la sensazione di essere soli nell'universo. La colpa di questo sbarco nell'iperspazio sembra sia dell'allagamento di una cabina che ha bloccato tutto. Disconnessi e quindi fuori dal mondo. Dicono, non è solo l'isolamento: senza più amici social e il salotto in chat è la solitudine che abita a Orroli.

Al Galilei invece, una mattina di queste, hanno presentato uno studio, «Adolescenti e stili di vita» che li riguarda, realizzato su un campione di 2654 studenti delle medie superiori. Tra le tante cose dice che i ragazzi fanno quasi niente sport, sono poco preoccupati di cosa vogliono fare da grandi, e che vivono soprattutto nei social. Ne frequentano almeno quattro, primo Whatsapp, ultimo Facebook che piace sempre meno. La privacy non sanno quasi cosa sia, anzi sei nella vita quello che appari, internet è la vetrina per accrescere la tua popolarità e la social reputation basata sull'impersonalità. Per una bella fetta della meglio gioventù di oggi conta essere conosciuti e essere riconosciuti anche se non conosci e non frequenti nessuno, pedine conformiste e fragili di un mondo abitato da selfie. Ma c'è un ma. Più frequentano i social, la conclusione, più si sentono soli. Come quelli di Orroli ma per la ragione opposta. Due Italie lontane una dall'altra me che in fondo si riconoscono. Non manca la comunicazione. Semmai la compagnia.

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