Il compagno Della Valle benedice lo sciopero

"Se apre la porta a un dialogo proficuo, immediato e positivo, allora ben venga". Poi attacca Marchionne: "Di macchine non capisce nulla"

Il compagno Della Valle benedice lo sciopero

Il compagno Diego Della Valle benedice lo sciopero generale e sta coi sindacati. Ospite di Porta a Porta, l'imprenditore marchigiano sostiene l'utilità dello sciopero sindacale nella speranza che serva ad aprire un dialogo con il governo. "Lo sciopero è una cosa forte, ma se apre la porta a un dialogo proficuo, immediato e positivo, allora ben venga; se lo sciopero dovesse servire a mettere in condizione le parti a mettersi attorno a un tavolo, consideriamolo un fatto positivo. Oggi siamo in una situazione complicata, dobbiamo fare in modo che ci sia un momento di sostegno e unità tra tutti", dice Della Valle. Che poi spera nel ritorno alle urne: "Io sono per andare a elezioni il prima possibile. Molti amici mi dicono che questo non è il momento, perché siamo in una fase difficile. Ma il Paese è incartato tra una politica che ha le sue idee e cerca di autoconservarsi e una leadership che ne ha altre. È una situazione che non consente di andare avanti. Se fanno una legge elettorale che ce lo consente, potremmo sceglierci noi chi ci governa. Io spero che a quel punto qualcuno vinca bene, in maniera netta, e abbia la forza per governare".

Infine una bacchettata a Sergio Marchionne, definito come "un signore che di macchine non capisce nulla, se no ne avrebbe fatta qualcuna”. Per Della Valle, l’amministratore delegato di Fca “non è un produttore, è un finanziere. Marchionne è un finanziere e ha fatto bene solo alla famiglia Agnelli, citarlo come esempio a chi lavora in Italia è sbagliato. È un signore svizzero che qualche volta viene in Italia per lavoro. Marchionne ha sbagliato l'approccio con il Paese, ha messo in piedi un referendum e ha costretto gli operai a scegliere. Imprenditori come me non avrebbero mai fatto così, una cosa simile ai propri dipendenti. Marchionne è a capo di un'azienda che per cinquant'anni ha avuto tutto e oggi che il Paese ha bisogno questi se ne vanno alla chetichella: se ne vadano pure ma almeno che non giudichino".

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