Coppie gay, Bologna sfida lo stop del prefetto

Coppie gay, Bologna sfida lo stop del prefetto

Bologna Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, agita le acque in un Pd già abbastanza provato, in Emilia, dai «casini» delle primarie (parole di Matteo Renzi) e questa volta si schiera a muso duro direttamente contro la prefettura. Oggetto del contendere, la decisione di dare il via libera alla trascrizione delle nozze omosessuali contratte all'estero nonostante una lettera firmata direttamente dal prefetto, Ennio Mario Sodano, nella quale si dichiara l'inammissibilità del provvedimento. Tutto è cominciato il 21 luglio scorso quando Merola ha firmato una disposizione organizzativa che ordinava agli ufficiali dell'anagrafe di registrare la trascrizione degli atti relativi alle nozze contratte all'estero presentati da cittadini dello stesso sesso, residenti a Bologna, nell'archivio di stato civile del Comune. «Una chiara violazione delle regole» aveva subito tuonato la consigliera comunale Ncd Valentina Castaldini che, senza perdere tempo, aveva presentato un esposto al ministro dell'Interno Angelino Alfano e al prefetto di Bologna. Era il 24 luglio. La reazione del Viminale è arrivata per mano della prefettura con poche righe nelle quali si invitava il sindaco a fermarsi: «Con riferimento alla nota del 16 luglio, si chiede di procedere alla revoca della disposizione, atteso che il nostro ordinamento non ammette tale trascrizioni». Punto. Da qui, il blitz messo in atto da Merola che, stando a quanto riferito dalla stessa Castaldini, avrebbe ricevuto lo scritto venerdì 12 settembre, ma lasciandolo nel cassetto, ieri mattina avrebbe comunque dato il via libera alla procedura. Così, le prime tre coppie gay si sono presentate a Palazzo di primo mattino armate di tutti i documenti necessari e di tutti i sorrisi migliori a favore dei flash. Tra queste anche il senatore del Pd Sergio Lo Giudice accompagnato dal consorte, sposato in Norvegia nel 2001 e dal figlioletto Luca avuto da una madre surrogata: baci e soddisfazione in piazza Maggiore mentre il sindaco, di fronte alla stampa, rivendicava la sua scelta ma che di fronte alle pressioni dell'opposizione si vedeva costretto a dare conto della lettera ricevuta dal prefetto. «È una presa in giro» ha insistito la consigliera Ncd che ha anche ricordato come Merola avesse promesso di firmare lui stesso quei documenti che a questo punto, spiega, «rischiano di far prendere dei rischi ai suoi stessi dipendenti che, di fatto, hanno disubbidito al prefetto».

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