No a spostamenti tra Regioni: c'è una nuova data per il divieto

Il sì dei governatori alla proroga: l'idea di un decreto ponte fino al 22 febbraio o al 5 marzo. "Le varianti insidiosissime"

No a spostamenti tra Regioni: c'è una nuova data per il divieto

Le regioni chiedono al governo di prorogare il decreto legge che vieta gli spostamenti tra regioni, anche in zona gialla. L’orientamento è chiaro da parte dei governatori, i quali hanno comunicato l’intendimento venuto fuori dalla Conferenza delle Regioni sia al ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia sia al presidente del consiglio incaricato Mario Draghi. “Al nuovo governo – dichiara il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini – chiederemo poi un incontro per una discussione a 360 gradi sul nuovo Dpcm, per valutare le possibili graduali riaperture di alcune attività nel rispetto di tutti i protocolli di prevenzione". Positive le reazioni alla decisione assunta dalla Conferenza delle Regioni. Al vaglio due opzioni: un decreto ponte più soft, fino al 22 febbraio, o uno più lungo, che arrivi fino al 5 marzo, data in cui scadrà il Dpcm del 16 gennaio. Ed è questa l'ipotesi più accreditata, anche per uniformare le scadenze tra normative anti contagio.

"Apprezzo la posizione di prudenza espressa dalle regioni sulla proroga del divieto di spostamenti. Le varianti – dice il ministro della Salute Roberto Speranza – rendono il virus ancora più insidioso ed è importante mantenere alta l'attenzione". Dello stesso avviso il ministro Boccia. "La Conferenza delle Regioni – spiega – confermando ancora una volta leale collaborazione e grande senso di responsabilità, ha comunicato l'orientamento delle Regioni nel richiedere la proroga del decreto legge che vieta gli spostamenti anche per la zona gialla. Limite che potrebbe essere protratto alla data di scadenza del Dpcm in vigore fino al 5 marzo, allineando così tutte le scadenze relative alle misure restrittive per l'emergenza Covid-19". Boccia ringrazia il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini e tutti i presidenti di Regione, che "si sono espressi con tempestività e rapidità in una fase così critica dopo la richiesta del governo avvenuta nell'ultima Conferenza Stato-Regioni".

Soddisfazione anche nel mondo scientifico e medico. "Con i dati che abbiamo oggi – commenta Alberto Villani, presidente della società italiana di Pediatria e membro del Comitato tecnico scientifico – sarebbe pensabile un'apertura tra regioni sicure, però è tutto molto complesso, perché disciplinare i comportamenti dei singoli è molto difficile. L'invito è quello di essere in ogni caso prudenti: aperture o non aperture, vaccinazioni o no, tutti devono ricordare che è bene essere estremamente prudenti, usare sempre tutte le misure: mascherina, distanziamento e lavaggio delle mani". Villani aggiunge: "Le valutazioni vanno fatte, con dati alla mano, di volta in volta. É chiaro che la volontà è quella di aprire, ma deve essere un'apertura razionale, motivata, e soprattutto si deve avvalere di comportamenti che devono rimanere lo stesso prudenti. I dati che abbiamo adesso sono incoraggianti, nel senso che qualche risultato si è ottenuto, però basta veramente poco, l'illusione di pochi gruppi della popolazione che sia tutto finito e la settimana dopo ci ritroviamo nei pasticci".

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