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Corruzione, lady Sánchez a processo

La moglie del premier rinviata a giudizio: tolto il passaporto, non potrà espatriare

Corruzione, lady Sánchez a processo
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A processo e senza più il passaporto, per via del rischio latitanza. Peggiora sensibilmente la situazione a carico di Begona Gomez, moglie del premier spagnolo Pedro Sanchez (che non si dimetterà neanche stavolta, ha assicurato) rinviata a giudizio per quattro reati e con l'obbligo di comparire in tribunale ogni 15 giorni. Il magistrato ha inoltre disposto l'apertura di un procedimento nei confronti della sua consulente alla Moncloa, Cristina Álvarez, e dell'imprenditore Juan Carlos Barrabés che secondo le accuse l'avrebbero aiutata a istituire la sua cattedra all'Università Complutense e per il quale lei ha scritto varie lettere di richieste di agevolazioni in appalti pubblici. Le accuse sono gravi: traffico di influenze, corruzione negli affari, appropriazione indebita e peculato, tutti reati commessi "sfruttando" la sua posizione di moglie del presidente.

La difesa della donna sostiene che non potrebbe fuggire, anche se volesse, dal momento che in quanto moglie del Primo Ministro è sempre circondata dgli agenti della sicurezza, ma il giudice Juan Carlos Peinado non le crede: "Ciò che è fuori di dubbio è che questi agenti, in un certo momento, possono, di propria iniziativa o su ordine dei loro superiori, essere proprio coloro che collaborano all'azione o alle azioni compiute per facilitare quella fuga, che rende impossibile per l'accusato essere a disposizione della giustizia", ha detto pubblicamente. Lo stesso pm che ha disposto ieri il rinvio a giudizio, nelle 84 pagine di ordinanza ha battuto molto sul tasto della fuga di Begona, che rischia una pena fino a sedici anni di carcere.

In quell'ordinanza non mancano i dettagli sui presunti reati: come la convocazione al Palazzo della Moncloa del rettore dell'università affinché Gómez potesse illustrare il suo progetto, fatto che avvalora la tesi di Peinado secondo cui la cattedra è servita all'imputata come mezzo di sviluppo professionale privato, per il quale ha anche ricevuto una remunerazione. L'accusa sostiene che la donna avrebbe approfittato del suo rapporto personale con il primo ministro e dei suoi legami con il resto dell'amministrazione al fine di ottenere interazioni istituzionali privilegiate. "Sin dall'arrivo del marito prima alla Segreteria Generale del Psoe e, soprattutto, alla Presidenza del Governo, sono state prese alcune decisioni pubbliche favorevoli alla presidenza e al progetto TSC, ottenute sfruttando in modo singolare la sua posizione relazionale", si legge. Una circostanza che si riflette anche sul marito-premier, sempre più politicamente nell'angolo ma determinato a non fare un passo indietro come qualsiasi altro suo parigrado europeo farebbe.

Netto il commento del leader di Vox, Santi Abascal: "Sánchez è il numero 1 della corruzione in tutta Europa. E per evitare i tribunali sta minacciando lo Stato di diritto, manipolando il censimento elettorale e favorendo un'invasione".

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