Credit Suisse e S&P: "Nessuna apocalisse col no al referendum"

La banca esclude il rischio Italexit e di voto anticipato. Ma Renzi dovrebbe andare a casa

Volatilità elevata e storno dei mercati. Ma nessun rischio sistemico. Sono queste le probabili conseguenze di una vittoria del «no» al referendum del 4 dicembre. Lo scrivono gli economisti di Credit Suisse secondo cui la bocciatura della riforma costituzionale, scenario ritenuto possibile, non porterà all'«Exitaly» e neppure, probabilmente, a elezioni anticipate.

Sulla stessa linea anche Standard&Poor's, per cui «una vittoria del no non sarebbe significativa per il profilo di credito dell'Italia, a meno che ciò non porti a un ritiro delle riforme strutturali». Su questa base l'agenzia di rating ha confermato ieri la propria valutazione del debito sovrano italiano a BBB- con un outlook stabile. «Il rating dell'Italia è sostenuto da un'economia ricca e diversificata e riflette anche la nostra opinione sul fatto che il governo stia gradualmente attuando importanti riforme istituzionali» sostiene S&P, pur riconoscendo debolezze quali «la fragilità della domanda interna» e la «diminuita competitività» che hanno portato l'agenzia Usa a tagliare le stime di crescita del Pil sul 2016 (oggi stimato in aumento al +0,9% dal precedente +1,1%) e sul 2017 (atteso in aumento dello 0,8% rispetto al +1,3% calcolato in precedenza). In ogni caso, e comunque vada il referendum, l'agenzia di rating si attende che «la ripresa economica del Paese rimanga ampiamente in carreggiata».

Tornando allo studio della banca d'affari svizzera, «il timore principale dei mercati è che una vittoria del no porti a una nuova tornata elettorale con l'affermazione dei 5 Stelle e, da lì, a un referendum sulla permanenza dell'Italia nell'euro e, in conclusione, all'Exitaly», sintetizza Credit Suisse che già un mese fa aveva calcolato nell'1% la possibilità di un'uscita di Roma dall'euro e dall'Europa in seguito al referendum. Non sarà così, o almeno si tratta di un'eventualità decisamente molto remota, per cui occorrerebbe un vasto consenso intorno ai partiti euroscettici, tanto più che l'articolo 75 della Costituzione italiana esclude il voto popolare sui trattati internazionali. Una vittoria del «no», per il broker, porterà probabilmente alle dimissioni del premier Matteo Renzi, a maggiori difficoltà nella ricapitalizzazione delle banche (Mps e Unicredit prima di tutte), con possibili bail-in o bail out che potrebbe mettere sotto pressione la valutazione delle banche italiane, all'aumento dello spread e, in ultimo, a una frenata del programma di riforme. Niente che non si possa affrontare. Al contrario un «sì» rafforzerebbe il governo e i titoli italiani, ma nel lungo termine aumenterebbe le possibilità di un governo dei 5 Stelle con le elezioni del 2018, scenario invece ritenuto meno probabile con il mantenimento del sistema proporzionale che porterebbe a una situazione di stallo parlamentare.

Non solo. Credit Suisse, più che al referendum italiano, punta sulle elezioni presidenziali francesi. Nello studio divulgato ieri il broker ha preso in esame tutti gli appuntamenti politici cruciali per il Vecchio Continente da cui potrebbero emergere «sorprese per la tenuta dell'Unione Europea. Il broker parla apertamente di «rischio esistenziale» per l'eurozona in relazione alle elezioni presidenziali francesi previste per la prossima primavera. «Una vittoria del Fronte Nazionale di Marine Le Pen metterebbe in dubbio il futuro dell'Unione», sostiene la banca d'affari, pur ritenendo che si tratti di una eventualità molto bassa.

Anche sulla vittoria del «No» in Italia non è comunque detta l'ultima parola. Per gli analisti di Citi infatti un simile scenario è tutt'altro che scontato di fronte a una campagna che ha riportato in auge molti volti noti della prima Repubblica e su cui potrebbero, per la banca d'affari, crescere la perplessità da parte dei cittadini.

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Commenti

AH1A

Sab, 12/11/2016 - 08:13

Che Governo pensiamo nasca dalle dimissioni di Renzi? PS. la risposta qualsiasi Governo meno che Renzi non vale...

MauroDaMantova..

Sab, 12/11/2016 - 08:45

NO ALLE SCHIFORME DEI BURATTINI SERVI NEU

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elio2

Sab, 12/11/2016 - 09:15

Si stanno preparando all'inevitabile vittoria del NO, mollando il renzino. Chissà chi hanno intenzione di mettere al suo posto, perchè di farci votare nemmeno per idea, cascherebbe il palco e tutti coloro che ci stanno sopra.

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Leonida55

Sab, 12/11/2016 - 09:50

Poi dicono che gli altri fanno catastrofismo. Io sento sempre i sinistri terrorizzare la gente, attenzione se votano Trump c'è la fine del mondo (invece niente, anzi ci saranno cose positive), se vince il no ci sarà l'apocalisse (invece si rimane in democrazia, un pò storpiata da loro, ma va bene ugualmente). Loro fanno le porcherie e le addebitano sempre agli altri. Noi sappiamo invece quando governano loro, in Italia e nel mondo, quali disastri siano avvenuti, economici e sociali.

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stenos

Sab, 12/11/2016 - 10:51

Stanno gia' sfogliando la mergherita di traditori e servi per sostituirlo.

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nando49

Sab, 12/11/2016 - 11:46

L'apocalisse certo che NO, ma almeno le elezioni fatele fare. Mandiamo a casa un governo che ha permesso l'invasione del paese.

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bandog

Sab, 12/11/2016 - 11:48

..solo proteste e distruzioni dei csa,black ( nero de che??)bloc,antagonisti etc, cioè i can sciolti dei pidioti, che protesteranno "demokraticamente"...

pensaepoiagisci

Sab, 12/11/2016 - 11:49

nuovo governo con il 'NO'..che dia ascolto alla pancia del popolo..

compitese

Sab, 12/11/2016 - 11:52

Certo che portare un De Mita a sostenere il NO mette voglia di votare SIIII.

agosvac

Sab, 12/11/2016 - 12:01

Chiariamo una cosa definitivamente: anche se renzi si dimettesse, il Capo dello Stato gli ridarebbe l'incarico per verificare se sussiste una eventuale maggioranza di Governo. E questa maggioranza ci sarebbe perché molto difficilmente certa gente o, meglio, gentaglia rinuncerebbe alla sua bella e lautamente ricompensata poltroncina. Però renzi ne uscirebbe depotenziato e dovrebbe ripensare a tutto l'andamento passato del suo Governo barzelletta. Magari ci sarebbe una nuova formazione più equilibrata. Indubbiamente non potrà più sostenere il suo bel progetto di elezioni pro forma. I giochi si faranno nel 2018 con le elezioni politiche che neanche Mattarella potrà più negare agli italiani e da svolgere con una legge elettorale seria. Ci vuole solo un poco di pazienza!!!

Ritratto di stenos

Anonimo (non verificato)

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ohm

Sab, 12/11/2016 - 14:12

Forse non avete capito! Noi italiani non gradiamo assolutamente che le banche e esoprsttutto le agenize di rating ci vengano a fare le pulci a casa nostra....ognunO si lavi I panni sporchi a scasa sua. SANNO GLI ITALIANI CHE COSA SUCCEDE SE VINCESSE IL 'NO' ( E VINCERA'!) E CHI NON E' ITALIANO CHE NON ROMPA I TAZEBAU! BANCHE, POTERI FORTI,ASSICURAZIONI, BANCHIERI,MERKEL , JUNKER CI AVETE ROTTO ( a proposito...sig. renzi cominci a preparare il trolley....ah!ah!ah1ah!ah...il 5 Dicembre alle ore 14:30 non sarai sicuramnet in TV a giocare con la palystation con orfini ! ah!ah!ah!ah!.....gli italiani non dimenticano e sopattutto non sono scemi come tu credi, anzi!

geronimo1

Sab, 12/11/2016 - 15:11

Ma certo ...!! Ci volevano forse questi istituti per affermarlo..???? Gli unici che ipocritamente fanno terrorismo sono proprio i DEM, descrivendo scenari che non hanno alcun riscontro con la realta',minacciando eventi di instabilita', alto SPREAD (maddai, lo SPREAD e' servito solo per far fuori Berlusconi, la STORIA l'ha dimostrato...!!!).. Gli inglesi , nel DOPO BREXIT, stanno benissimo, piu' felici e "carichi" di prima.... Invece l' umore in ITAGLIA (g come conigli..) rammenta l' entusiasmo della BERLINO EST durante la guerra fredda...!!!!

Duka

Dom, 13/11/2016 - 07:50

Questa della APOCALISSE è la solita bufala del BOMBA . Sa fare solo questo : spararle grosse.

gpl_srl@yahoo.it

Lun, 14/11/2016 - 08:37

dai paesi EU non è solo Renzi che se ne dovrebbe andare ma praticamente tutto lo staff dirigente: dallo Strunz, alla Merkel, ai vari holland e Sarkozy, dai renzi ai suoi boschetti che di reale han ben poco, : La Merkel, travestita da piccola borghese di sinistra, non ha ancora capito che nessuno vuole la capitale dell' europa a berlino e nemmeno in lussemburgo: meglio dunque i terremoti appenninici che la pace distensiva che la Merkel vorrebbe organizzare per noi in una nuova Auschwitz: ci vada lei li con tutto il suo staff compreso il grande capo che con i debiti della sua banca crede di imporre primavere tedesche in tutta l' europa: i suoi debiti pero non dobbiamo pagarli noi ma loro che si ritengono assolutamente ed arianamente i migliori.

Duka

Mar, 15/11/2016 - 08:55

Il NO serve per mandare a casa il PEGGIOR GOVERNO DELLA STORIA D'ITALIA - Ringraziando l'ex presidente che non ostante ciò continua ad intascare una indecente, indecorosa, vergognosa busta paga.