È l'occasione giusta per mettere il sigillo a una questione che ha logorato il ministro negli ultimi giorni ben più del rischio bombe sopra la sua testa a Dubai. Guido Crosetto sceglie il momento solenne del giuramento degli allievi dell'Accademia militare di Modena per spiegare la sua difficile scelta durante il primo giorno di fuoco tra Iran e alleati Usa.
"Voglio regalarvi un'esperienza. Personale e difficile - esordisce il ministro della Difesa -. Pensate, cosa significa essere in un Paese lontano, quando scoppia una guerra e vi trovate lì con i vostri figli, vostra moglie, gli amici dei vostri figli. E qualcuno vi dice, sta arrivando un aereo a prenderla, signor ministro. E voi guardate i vostri figli, gli amici dei vostri figli. E siete combattuti tra l'essere l'uomo e il ministro, come lo sarete molte volte, uomini, donne o ufficiali. E rispondete a quel telefono, no. Adesso no". Nel suo discorso agli allievi ufficiali del 207° Corso "Fermezza" Crosetto sottolinea: "Pensate di trovarvi quella stessa sera a spiegare ai vostri bambini, come mai avete detto no, mentre attorno a loro esplodono le bombe, che non hanno mai sentito, perché sono nati in Italia per loro fortuna, non in Ucraina, e vedono cadere dei droni. E dovete spiegare che è stato giusto dire no". "Ma ancora più difficile - conclude -, pensate di spiegargli il giorno dopo, quando dopo sette ore di viaggio li avete messi al sicuro in un'altra nazione. E dovete dirgli che a quel punto non siete più il loro papà, come lo siete stati fino al giorno prima. Siete il ministro. E allora dovete andare via e abbandonarli lì. Perché l'aereo che sta arrivando è per il ministro, non per il loro papà. Spiegatelo - ha continuato - ai bambini di 10-12 anni. E trovate la forza di capire che è giusto farlo. E quando siete arrivati in Italia, cercate di tenervi tutto questo dentro, questa esplosione che avete, e di continuare a servire il vostro Paese come avete fatto". Il giuramento degli allievi diventa insomma per Crosetto l'occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe dopo le pungenti polemiche che ancora non si sono placate del tutto se ancora ieri dall'opposizione si sono levati dubbi sul viaggio a Dubai del ministro.
Il vicepresidente M5S, il senatore Mario Turco, annuncia infatti un'interrogazione in relazione a notizie di stampa secondo cui il titolare della Difesa che si trovava a Dubai potrebbe aver incontrato "l'imprenditore Sergio Cappelletti, presidente della società Drass spa, impegnata in una trattativa con l'Indonesia per la vendita di sei sommergibili per centinaia di milioni di euro".
Continua intanto lo sforzo della Farnesina per riportare in Italia tutti i connazionali presenti nelle aree del Golfo e non solo. Ieri sono partite complessivamente altre 2500 persone e salgono così a diecimila quelli tornati in patria. "Finché ci saranno italiani in pericolo non chiuderemo le ambasciate - assicura il ministro Antonio Tajani -: anzi, abbiamo mandato rinforzi dove c'è bisogno di aiutare". E precisa che nell'area restano ancora circa 90 mila concittadini, "ma non tutti vogliono rientrare perché alcuni sono residenti". Tajani poi aggiunge che tre voli charter partiranno tra oggi e domani dagli Emirati Arabi Uniti verso l'Italia.
Intanto molti italiani si stanno spostando in Oman dove ieri è partito un primo volo straordinario Ita per accompagnare i malati e disabili.
È finita anche l'odissea dei passeggeri italiani bloccati sulla nave Msc Euribia. Sono infatti partiti da Dubai grazie a due charter Fly Dubai e un volo Emirates. L'ambasciata ad Abu Dhabi e il consolato a Dubai hanno lavorato con i vertici di Msc e facilitato il contatto con le compagnie aeree per assicurare le partenze.
Gli italiani in Israele nei prossimi giorni andranno verso l'Egitto per imbarcarsi da lì.
Per quanto riguarda le Maldive, qualche italiano è già partito con un volo Neos e la Farnesina sta continuando ad assistere chi vuole tornare, circa 3300 persone. "Stiamo organizzando voli charter anche dalla Thailandia e dallo Sri Lanka - conclude Tajani - ma ci vorrà qualche giorno perché stiamo dando priorità ai voli delle aree di guerra".