De Laurentiis positivo in Lega I big del calcio ora a rischio

Il patron del Napoli all'assemblea con febbre: "Colpa delle ostriche". Da Cairo ad Agnelli, test e isolamento

De Laurentiis positivo in Lega I big del calcio ora a rischio

«Aurelio è positivo al Covid-19!». Alle 20 in punto di mercoledì 9 settembre, giornata di grande soddisfazione per Paolo Dal Pino, presidente da pochi mesi della Lega di serie A, con in tasca l'approvazione della new com per gestire i diritti tv e commerciali con la collaborazione di fondi stranieri, è scattato il panico nel calcio italiano. La telefonata ricevuta dal numero uno dell'associazione dei club è stata un pugno nello stomaco. Da quel momento sono partite le chiamate per avvertire tutti i partecipanti all'assemblea svoltasi qualche ora prima, a Milano, nei locali dell'hotel Hilton, due passi dalla stazione centrale. Per molti colleghi di De Laurentiis, la notizia non è stata proprio una sorpresa clamorosa. Il presidente del Napoli, solitamente polemico e battagliero nel corso di quegli incontri, era apparso poco in forma. «Ho mal di pancia, devo aver fatto una indigestione da ostriche» ha raccontato a più di un collega. Di sicuro De Laurentiis è entrato in albergo al mattino e ne uscito verso le 15 del pomeriggio senza mai indossare la mascherina. Ai cronisti che lo hanno circondato per chiedergli commenti sui lavori della Lega, ha risposto con una battuta per poi replicare scuotendo la testa sugli altri quesiti. Si è infilato nell'auto blu ed è partito per l'aeroporto privato di Linate in compagnia di Oresta Vigorito, il presidente del Benevento al quale ha offerto un passaggio fino a Napoli.

Presto, dopo la nota ufficiale del Napoli calcio di ieri mattina, attorno al comportamento di De Laurentiis è nato una sorta di giallo poliziesco. La nota ufficiale del club ha certificato la seguente tesi: De Laurentiis aveva fatto il tampone venerdì scorso, a Castel di Sangro, insieme con la squadra; è ripartito da Milano senza avvertire sintomi, all'arrivo ha denunciato febbre a 38,5. Questa la comunicazione passata anche al presidente Dal Pino col quale aveva consumato una rapida colazione prima di volare a casa. Secondo un'altra ricostruzione, smentita dalla comunicazione del Napoli («Il presidente ha effettuato controlli della temperatura sei volte di seguito prima di rientrare a Napoli») il presidente napoletano avrebbe ricevuto comunicazione del tampone positivo al telefono intorno alle 14.30 e avrebbe perciò velocemente abbandonato l'albergo milanese. Altro dettaglio prezioso: allo scalo privato di Linate avrebbero dovuto misurargli la temperatura. «Ero sfebbrato», ha garantito l'interessato a Dal Pino. Di sicuro, arrivando in aeroporto, a De Laurentiis gli addetti hanno imposto d'indossare la mascherina. Il contagio ha colpito anche la moglie Jacqueline mentre ha risparmiato l'ad Chiavelli e l'avvocato Grassani che lo hanno scortato durante i lavori dell'assemblea.

Dal Pino e Vigorito, i due rimasti a lungo a contatto con De Laurentiis, si sono subito ritirati in isolamento volontario in attesa di verifiche (tampone). Così Agnelli, Scaroni, Lotito («sono stato a 30 metri da Aurelio» il chiarimento del presidente della Lazio) e Cairo, mentre i due dirigenti dell'Inter -mai vicini al collega napoletano- Marotta e Antonello, hanno usufruito del controllo già programmato per i dipendenti del club neroazzurro fissato per ieri mattina. Guido Fienga, ceo della Roma, per precauzione, ha cancellato il colloquio decisivo fissato con Dzeko, meglio evitare. Ai dipendenti della Lega di serie A è stato raccomandato di restare a casa nei prossimi giorni. A questo punto anche l'assemblea fissata già per fine settembre, decisiva per scegliere quale delle due cordate di fondi sarà scelta come partner, rischia d'essere rinviata. Nella serata di ieri, infine, i medici hanno consigliato a De Laurentiis di trasferirsi da Capri a Roma per poter monitorare meglio le sue condizioni di salute.

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