Ci sarà un processo d'Appello bis per Alessandro Impagnatiello, reo confesso dell'omicidio della compagna Giulia Tramontano, allora incinta di sette mesi. Ieri la Corte di cassazione ha disposto un nuovo processo di secondo grado, limitatamente al riconoscimento della premeditazione. Nei primi due gradi di giudizio a Milano l'imputato è stato condannato all'ergastolo.
I giudici della Prima sezione penale della Suprema corte hanno accolto il ricorso della Procura generale di Milano, come chiesto in udienza dalla Procura generale della Cassazione, sul ripristino dell'aggravante della premeditazione nel reato di omicidio volontario. Aggravante che lo scorso giugno la Corte d'assise d'appello di Milano, pur nel comminare il carcere a vita, aveva escluso. "Quello di Giulia Tramontano fu un agguato, un omicidio premeditato", ha sostenuto ieri la Procura generale della Cassazione nella requisitoria. La 29enne in gravidanza fu colpita con 37 coltellate la sera del 27 maggio 2023 mentre si trovava nell'appartamento della coppia a Senago, non lontano da Milano. Le indagini coordinate dal pm Alessia Menegazzo e dell'aggiunto Letizia Mannella aveva dimostrato, tra le altre cose, che Impagnatiello aveva somministrato per mesi alla vittima veleno per topi. "La Procura generale non può comprendere perché la Corte d'assise d'appello abbia svilito il concetto dell'agguato - ha sottolineato il sostituto procuratore generale Elisabetta Ceniccola in aula -, dall'arma già scelta, alla rimozione del tappeto (prima di colpire la donna, ndr), elementi valorizzati nella sentenza di primo grado. Tra il progetto e il compimento dell'omicidio c'è stato tutto il tempo per riflettere. Impagnatiello era arrivato alla conclusione di quella che sarebbe stata la propria azione".
Con la sentenza di ieri i giudici hanno invece rigettato il ricorso della difesa di Impagnatiello, rappresentata dall'avvocato Giulia Geradini, che chiedeva di escludere l'aggravante della crudeltà e di concedere all'imputato le attenuanti generiche. "Con un bilanciamento di questo genere - sosteneva la difesa prima del verdetto - la pena cambierebbe notevolmente". Mentre Ceniccola: "Molti punti della confessione contrastano con gli elementi di fatto acquisiti. La Corte d'assise d'appello sull'aggravante della crudeltà ha argomentato con coerenza".
Sarà la Presidenza della Corte d'appello di Milano a fissare la data del nuovo processo. "Una decisione che dal punto di vista tecnico va accolta con favore perché l'imputato è un uomo privo di empatia, caratterizzato da un evidente gelo interiore. Ha ucciso per spirito punitivo: nessun impeto, nessuna reazione improvvisa, ma una decisione maturata con fredda determinazione", ha commentato l'avvocato Nicodemo Gentile, legale di Franco Tramontano, padre di Giulia. "Una eliminazione lucidamente pianificata della compagna e del bambino che portava in grembo". Per il penalista, si è trattato di "un gesto concepito come una crudele rivalsa nei confronti di Giulia, colpevole, ai suoi occhi, di non rispondere più alle sue aspettative e di aver incrinato l'immagine rispettabile che egli ostentava nel luogo di lavoro e nella vita sociale".
E l'avvocato Geradini: "Non me lo aspettavo e sinceramente non condivido la decisione della Cassazione. Vediamo la motivazione e torneremo a discutere". Impagnatiello "sta facendo un percorso personale", anche se "il carcere dove si trova (Pavia, ndr) non offre grandi possibilità".