Ditta tedesca, isolati sette dipendenti

Ma nelle sedi italiane di Webasto non è passato il «paziente 1» bavarese

Allarme coronavirus in Webasto Italia, anzi no. La situazione, come spiegano all'interno, risulta sotto controllo e vige la massima trasparenza. Sedi e uffici nel nostro Paese del gruppo tedesco, specializzato in componenti per il settore automotive e sistemi di condizionamento (12 i siti in Cina, un giro d'affari di 3,5 miliardi, quasi la metà grazie al business nel Paese asiatico) si trovano a Venaria Reale, alle porte di Torino, e a Molinella, in provincia di Bologna.

Perché il coronavirus è stato associato alla presenza italiana di Webasto? A Stockdorf, in Baviera, lavora il «paziente 1» originario di Kaufering, il quale è stato contagiato da una collega di Shanghai, arrivata in Germamia dalla Cina, per prendere parte a una serie di riunioni. La donna, inoltre, era reduce da una visita ai propri familiari residenti a Wuhan, metropoli che ha scatenato l'epidemia. Il periodo di riferimento è tra il 19 e il 26 gennaio scorsi. A essere infettati, oltre a quello che risulterà poi essere il «paziente 1», saranno altri colleghi. E si arriva all'ultima parte di febbraio, quando emerge il primo caso italiano: il «paziente 1» è di Codogno, nel Lodigiano. Il resto è storia di queste ore.

E Webasto Italia cosa c'entra? Esce la notizia che a una cinquantina di chilometri da Codogno c'è una delle sedi di Webasto. Ed ecco il collegamento con il caso tedesco. Peccato, però, che la sede di Culturano, nel Milanese, al confine con la provincia di Lodi, è stata chiusa anni fa nel momento in cui il gruppo si è spostato a Molinella.

Anche in Italia l'azienda corre comunque ai ripari. E nel caso di Venaria Reale, risulta che sette suoi dipendenti, a fine gennaio, sono stati in missione al quartier generale in Baviera. La direzione del personale informa del fatto l'assessorato regionale del Piemonte alla Salute e lo stesso ministero. In quei giorni, però, non c'era ancora la possibilità di eseguire i cosiddetti tamponi.

Da qui la decisione aziendale di mettere i sette dipendenti in quarantena e ogni giorno l'Asl provvede a monitorali. In pratica, viene chieso loro se hanno la febbre o avvertono altri sintomi allarmanti. Così procede per tutti i 14 giorni e, alla fine, i sette impiegati tornano regolarmente alle proprie scrivanie. In azienda si osservano tutte le regole sanitarie di prevenzione e precauzione: le distanze tra una persona e l'altra, l'igiene personale e l'obbligo, da parte di tutti, di comunicare situazioni personali o familiari a rischio. Gli incontri di lavoro avvengono attraverso conference call.

Webasto di Venaria Reale produce capote e tetti apribili per automobili, e tra i clienti annovera anche Fca (Fiat 500 esclusa) e Ferrari. In Emilia-Romagna si producono invece i sistemi di condizionamento.

Dalla Baviera, intanto, fanno sapere che «tutti i dipendenti tedeschi e cinesi che erano stati infettati dal coronavirus sono stati dimessi dagli ospedali». E che «la chiusura di 14 giorni del nostro quartier generale a Stockdorf - scrive il presidente Holger Engelmann - ha funzionato molto bene: siamo riusciti a impedire che il virus si diffondesse ulteriormente».

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Commenti
Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Sab, 07/03/2020 - 21:16

LEGGETE BENE E GUARDATE CHI è STATO IL PRIMO A PORTARLO IN EUROPA