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Droni, telecamere e Ia: sprint sulla sicurezza

Dalla Calabria al Piemonte, gli investimenti delle Regioni di centrodestra per frenare l'emergenza

Droni, telecamere e Ia: sprint sulla sicurezza
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Mentre l'aumento degli episodi di violenza alimenta la preoccupazione dei cittadini, le Regioni governate dal centrodestra accelerano sulla sicurezza. Ma ci si scontra con un limite: l'ordine pubblico è competenza dello Stato e i governi regionali possono intervenire solo fino a un certo punto.

Dopo le immagini dei gruppi di maranza che aggrediscono i vigili nel cuore della capitale, l'assessore alla Sicurezza della Regione Lazio Luisa Regimenti non usa mezzi termini: "Quanto accaduto al Colosseo è inaccettabile". Da qui l'avvio del progetto Lazio Sentinel 2030, finanziato con 2 milioni di euro per rafforzare la sicurezza urbana. "A Roma si mettono a disposizione delle polizie locali sistemi dotati di intelligenza artificiale. Bisogna, però, lavorare sulla devianza giovanile", sottolinea l'assessore. Nelle Marche il presidente Francesco Acquaroli ha appena varato l'operazione "Marche Sicure", un "provvedimento strutturale che dà seguito a una strategia intrapresa per rafforzare la sicurezza sul territorio, anche a supporto di quanto sta facendo il governo", spiega. E aggiunge: "I nostri cittadini quando escono non devono sentirsi in pericolo". La Regione precisa che ogni intervento avviene "nel pieno rispetto delle competenze esclusive dello Stato".

Lo stesso ragionamento arriva dalla Lombardia. Gli ultimi episodi di violenza a Milano, secondo l'assessore Romano La Russa, "sono la dimostrazione di una città con enormi problemi di sicurezza", aggravati dall'aumento delle baby gang e dell'uso di armi bianche. La Lombardia ha messo in campo: 15,8 milioni dal 2023 per dotare le Polizie locali di strumenti tecnologici, oltre a 4,2 milioni destinati alle operazioni Smart e agli accordi di collaborazione sul territorio. In Piemonte l'assessore Enrico Bussalino lega la necessità di rafforzare gli strumenti delle Forze dell'ordine alla recrudescenza degli episodi di violenza di Torino. "Stiamo affiancando il lavoro che sta facendo il Governo nell'ambito della sicurezza con iniziative concrete sul territorio", afferma, ricordando i 2,3 milioni di euro destinati al Patto per la Sicurezza Urbana del capoluogo piemontese. Videosorveglianza, nuovi mezzi e tecnologie sono i pilastri del progetto, che la Regione punta a estendere anche alle altre province. Bussalino è consapevole, però, che il coordinamento della sicurezza debba rimanere in capo alle Prefetture.

Anche la Calabria rivendica una svolta. "Non può esserci sviluppo senza città sicure, illuminate e pienamente fruibili", afferma l'assessore Antonio Montuoro. La Regione ha destinato risorse alla videosorveglianza urbana, al rafforzamento dei presidi di legalità, ai droni per il monitoraggio del territorio, all'illuminazione e al sostegno della Polizia locale. "Vogliamo che i cittadini avvertano una presenza costante delle istituzioni sui territori", sottolinea Montuoro. Il vicepresidente del Veneto Lucas Pavanetto sintetizza così la linea della Regione: "La sicurezza è la prima libertà dei cittadini". Palazzo Balbi finanzierà fino al 70% degli investimenti dei Comuni per videosorveglianza, sistemi interoperabili, mezzi, apparati radio e nuove dotazioni per la Polizia locale. "Parliamo di investimenti che consentiranno ai Comuni di acquistare nuove telecamere e strumenti avanzati per la sicurezza", evidenzia.

Tutti interventi incoraggiati dal governo.

Ad agosto verranno assunti "3mila poliziotti, di cui più di 180 in Lombardia", sostiene il sottosegretario al ministero dell'Interno Nicola Molteni. Duro il governatore lombardo Attilio Fontana, che sostiene che 180 agenti siano una "sottovalutazione" del problema.

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