Che il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, nelle settimane precedenti sia stato travolto da una imponente polarizzazione digitale, a dire il vero innescata anche da alcune sue dichiarazioni pubbliche, è a dir poco innegabile. Nessuno dato e nessuna ricerca credibili possono confutare il picco di post pubblicati nei giorni successivi alla tragica morte di Abderrahim Fakir e con esso i riferimenti diretti a Lepore. Come sempre poi più è estesa la polarizzazione social tanto più cresce il pericolo di disinformazione, di distorsione del racconto collettivo. Ma, da qui a sostenere, come ha fatto il primo cittadino del capoluogo emiliano in un’intervista rilasciata ieri mattina alla trasmissione Omnibus su la7, che “qualcuno ha messo in campo l’intelligenza artificiale per generare migliaia e migliaia di account che non solo commentano il mio profilo, ma in automatico intervengono anche contro chiunque mi esprima solidarietà” è una evidente forzatura, un tentativo di misinformazione, ma non per questo meno grave di quella potenzialmente denunciata proprio dal sindaco ai suoi danni.
Che ci possa esser stato uno sciame di interazioni e commenti generato da account BOT è assai probabile, ma che questo volume sia stato prodotto da “migliaia e migliaia” di account è un’affermazione decisamente priva di un riscontro documentale. Quindi, Lepore per mettersi al riparto dalla polarizzazione, finisce per alimentare la marea della disinformazione. Inoltre, a intorbidire ulteriormente le acque del dibattito pubblico e validare l’ipotesi, a dir poco fantasiosa, di un complotto che ha instillato un attacco social, addirittura di matrice MAGA, Lepore riprende i risultati di un’analisi pubblicata da Repubblica, e subito dopo anche da’ il Fatto Quotidiano, che ha analizzato le conversazioni digitali degli ultimi dieci giorni – ovviamente guardandosi bene dal precisare sia l’inizio e la fine della finestra temporale, le parole chiave scelte e i filtri utilizzati per il monitoraggio.
“Uno studio – scrive la Repubblica - ha analizzato i commenti web nei giorni dopo la morte di Fakir: la maggior parte arriva da profili fake degli Usa. Talkwalker ha registrato negli ultimi dieci giorni oltre 65 mila conversazioni sul sindaco provenienti dall’Europa e una quota definita “del tutto anomala” dagli Stati Uniti: più di 6 mila”. Adesso, considerato che che qualche ricerca social è possibile farla, utilizzando anche la medesima piattaforma citata per evitare di avere risultati divergenti, i risultati che emergono dalla verifica sono alquanto contradittori.
Intanto, il dato delle 6 mila interazioni registrate solo negli Stati Uniti è molto alto, perché nel censimento effettuato arriviamo al massimo alla metà, mettendo insieme le citazioni di “Matteo Lepore” e quelle ottenute solo con la parola “Lepore”. Inoltre, c’è da precisare che solo con Lepore vengono censite anche le menzioni relative alla Jill Lepore, giornalista e storica americana vincitrice proprio quest’anno del premio Pulitzer per la storia, quelle generate dallo chef Cristian Lepore che terrà una cena a tema cucina pugliese in una location all’interno del Byward Market. Parimenti, un migliaio di interazioni le ha raccolte anche Dovie Lepore-Currin, studentessa della Juilliard school. Queste sono alcune delle incongruenze facilmente riscontrabili e che lasciano pensare che più di un attacco MAGA, il sindaco Lepore abbiamo preso un abbaglio MAGA.
