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Politica

“È un’arma di distrazione”. Ma per difendere Bonaccini il Pd va in cortocircuito

Secondo gli esponenti dem la replica di Meloni sarebbe “una polemica” inventata. Ma se gli italiani fossero stati davvero “strumentalizzati” non continuerebbero a votare a destra

Sinistra a pezzi tra mandati e Regioni

Il voto a destra, in Europa, arriva da “chi ha poco studiato”, da chi “vive nelle aree interne delle città” e da chi “sta peggio economicamente”. È questa la finissima analisi di Stefano Bonaccini, presidente di quel Partito democratico che dovrebbe ipoteticamente stare con la classe operaia e popolare del Paese e, invece, quasi la disprezza. Quel Pd che dice di voler recuperare il voto del popolo ma lo descrive come ignorante nel più classico classismo di un partito che è diventato espressione delle élite da ztl e non riesce più a intercettare gli operai, che fino a qualche decennio fa erano lo zoccolo duro della sinistra. Chissà come mai. Certo poi Bonaccini ha provato a metterci la pezza, ma il concetto resta, e i “compagni” hanno fatto quadrato per difenderlo e appoggiarne la teoria. Perché la colpa, come sempre, è della destra di governo e di Giorgia Meloni, non della sinistra che è incapace di guardare davvero oltre il proprio circolino.

Il senatore dem Dario Parrini, vicepresidente della commissione Affari costituzionali, ha provato a mettere un’altra pezza sottolineando “la difficoltà della sinistra, non solo in Italia, a risultare maggioritaria nelle fasce di popolazione meno istruite” e quindi, dice, “ricordarlo non significa in alcun modo mancare di rispetto a quelle persone, come in malafede, e nella più totale mancanza di argomenti, tenta di far credere Giorgia Meloni nel suo falso e scomposto attacco contro il presidente del Pd Stefano Bonaccini”. Tuttavia, difficilmente gli elettori amano sentirsi dare dell’ignorante dai politici che vengono stipendiati con i soldi che vengono versati dal loro lavoro, anche quello dei “meno istruiti”. Ma secondo Parrini “il governo Meloni ha saputo solo illuderli e strumentalizzarli”.

Dello stesso tenore le dichiarazioni di Piero De Luca, segretario del Pd Campania e deputato, nonché figlio di Vincenzo De Luca, secondo il quale “Giorgia Meloni preferisce fare la vittima e creare ad arte una polemica inventata piuttosto che parlare delle mancate risposte ai problemi degli italiani”. Eppure, è stato Bonaccini a dire che quella parte di popolazione in tutta Europa vota a destra: se fossero realmente stati ignorati e strumentalizzati, non continuerebbero a scartare l’idea di votare a sinistra. Perché “poco studiati” va bene, ma masochisti no. E l’elemento più interessante di questa polemica deriva dal fatto che la sinistra senza nemmeno accorgersi continua a insultare la classe popolare senza rendersene conto. Perché se da una parte il presidente del Pd dice che il ceto basso vota a destra, dall’altra lo stesso Pd non può dire che la premier “sceglie di trasformare tutto in una polemica sul ‘radical chic’. Un’ennesima arma di distrazione, una scorciatoia utile per continuare a non parlare del fallimento del suo governo e dell’incapacità di dare risposte ai problemi reali degli italiani”. Nel tentativo di correre in soccorso del proprio presidente, nel Pd hanno creato l’ennesimo cortocircuito nella comunicazione.

Di tutt’altra postura il commento di Roberto Vannacci di Futuro Nazionale per il quale, secondo Bonaccini, “figlio di un operaio e di un camionista che si è a malapena diplomato, chi vota a destra, Le Pen, Trump o Vannacci sarebbe soprattutto chi ha studiato poco, chi vive nelle periferie, nelle aree interne e chi sta peggio economicamente. E io sono orgoglioso e fiero di quel voto. Del voto degli operai, degli agricoltori, dei muratori, dei pescatori, degli artigiani, degli autotrasportatori. Di chi si alza presto la mattina sapendo che una dura e faticosa giornata lo aspetta. Di chi lavora con le proprie mani, magari sporcandosele. Di chi rientra a casa e puzza di sudore. Di chi produce, rischia, costruisce e manda avanti questa Nazione. Per troppo tempo una certa sinistra ha parlato del popolo. Adesso, quando il popolo non la vota più, lo guarda dall’alto in basso. Noi no. Noi quella gente la ascoltiamo, la rispettiamo e la rappresentiamo. Perché il futuro dell’Italia non lo costruiscono i salotti. Lo costruiscono gli italiani, con le loro mani. E noi saremo sempre orgogliosamente dalla loro parte”. Carlo Calenda di Azione, invece, polemizza con destra e sinistra: “Bella questa polemica Meloni-Bonaccini. Degna conclusione del nulla agostano. Potrebbe sostituire qualche pagina dedicata a Ranucci o al woke. Avanti così lancia in resta, destra e sinistra come Brancaleone alle crociate. Solo meno divertenti”.

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