Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 20:18
Quirinale

Chi è Giudo Gianni e come mai è stato graziato

L’uomo ha scontato buona parte della sua pena e grazie all’intervento del presidente della Repubblica può avere l’affidamento in prova

Nella combo il luogo dove � avvenuta la tentata rapina al gioielliere, Guido Gianni (nella foto in alto a sinistra), che per difenersi uccise due banditi e ne fer� un terzo. Nicolosi, 7 ottobre 2026. ANSA/ORIETTA SCARDINO

Tra le grazie concesse in questi giorni da Sergio Mattarella c’è anche quella a Guido Gianni. Era il 18 febbraio 2008 quando il commerciante subì una rapina nella propria gioielleria a Nicolosi, in Sicilia. In quella occasione, tre uomini presero d’assalto il suo negozio e aggredirono lui e la moglie ed erano armati di pistole che solo dopo si scoprì fossero finte, perché venne levato il tappino rosso.

Gianni sparò prima due colpi in aria quando il gruppo ha provato a scappare, il gioielliere ha fatto di nuovo fuoco, raggiungendo alla schiena e uccidendo due dei tre malviventi: per i giudici, però, la sua non fu legittima difesa ed è per questo che è stato condannato a 12 anni e 4 mesi di carcere. La grazia parziale ha estinto tre anni e due mesi di reclusione, dopo una pena già espiata di cinque anni e tre mesi. Gianni ora dovrà espiare un residuo di pena detentiva, inferiore a quattro anni, che consente al Tribunale di sorveglianza l’eventuale applicazione dell’istituto dell’affidamento in prova al servizio sociale.

“Ha difeso me, la sua vita, quella di un cliente e la nostra attività commerciale. Ed è per questo che ritengo che non possa pagare per la malvagità dei suoi assalitori”, ha dichiarato la moglie, che nel 2018 ha lanciato una petizione per chiedere la grazia per il marito. Facile fare oggi il parallelo con Mario Roggero, anche lui finito in carcere dopo la condanna definitiva per aver ucciso con la sua pistola due dei tre malviventi che nel 2021 hanno fatto irruzione nella sua gioielleria. Anche loro sono stati freddati mentre scappavano.

A far pendere la bilancia verso la grazia parziale da parte di Sergio Mattarella nei confronti di Gianni sono stati due fattori chiave: in primis il fatto che l’uomo ha già scontato una parte importante della sua pena detentiva, la seconda sono le sue condizioni di salute deteriorate nel corso del tempo. La grazia del presidente della Repubblica, infatti, non va a valutare nel merito la sentenza di condanna ma incide solo sull’applicazione della pena.

Commenti