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Effetto Vannacci al contrario più voti al centrodestra se corre in solitaria: spaventa l'ala moderata

Futuro nazionale stimato al 6% (4% con l'alleanza). Se resta autonomo, 3 punti in meno al Campo largo

Effetto Vannacci al contrario più voti al centrodestra se corre in solitaria: spaventa l'ala moderata
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Se ci si limitasse all'aritmetica, la presenza di Roberto Vannacci (nella foto) nel centrodestra dovrebbe rafforzare la coalizione. Il sondaggio dimostra invece che accade il contrario. L'alleanza con Futuro Nazionale produce più perdite che guadagni per tutti i partiti della coalizione, FN compreso, e ci sarebbe una parità tra i due maggiori schieramenti. Invece, il "liberi tutti" risulta lo scenario più favorevole per il centrodestra.

Nel caso in cui Futuro Nazionale entri formalmente nella coalizione, il centrodestra e il campo largo si troverebbero sostanzialmente appaiati: 45% contro 45%. Se invece Vannacci corresse autonomamente, pur ottenendo un significativo boom del 6%, il centrodestra senza di lui salirebbe al 45,5%, mentre il campo largo si fermerebbe al 42%. In questo scenario il vantaggio sarebbe di 3,5 punti percentuali.

Il centrodestra ottiene, quindi, un risultato migliore con un Vannacci autonomo piuttosto che all'interno alla coalizione. La spiegazione è meno complessa di quanto possa sembrare. L'eventuale presenza del generale all'interno dello schieramento produce infatti una reazione negativa in una parte dell'elettorato moderato e centrista che oggi sostiene i partiti della coalizione.

L'effetto è evidente. Fratelli d'Italia passa dal 29% al 27%, perdendo due punti percentuali. Forza Italia scende dal 7,5% al 6,5%, mentre Noi Moderati dimezza sostanzialmente la propria consistenza passando dall'1,5% allo 0,5%. Persino la Lega arretra, seppure in misura più contenuta, dal 6,5% al 6%. Quest'ultimo dato è particolarmente interessante perché suggerisce che gran parte dell'elettorato leghista maggiormente sensibile ai messaggi di Vannacci abbia già compiuto il proprio spostamento politico.

Ma il dato più sorprendente riguarda proprio Futuro Nazionale. Quando corre autonomamente raggiunge il consenso boom del 6%; quando entra nel centrodestra si ferma al 4%. In altre parole perde circa un terzo dei propri consensi. È la dimostrazione che una parte significativa del suo elettorato lo sostiene proprio perché percepito come soggetto politico alternativo.

Dove finiscono allora i voti persi dal centrodestra nel caso di alleanza con FN? L'analisi mostra che una quota si sposta verso le forze centriste e moderate. Crescono infatti Azione, che passa dal 2,5% al 3,5%, così anche il Partito Liberaldemocratico e Sud Chiama Nord. Aumentano anche Progetto Civico e Italia Viva nell'area del campo largo. Si tratta di elettori che non si riconoscono nella prospettiva di una coalizione in cui il ruolo di Vannacci diventi strutturale.

L'impatto non riguarda però soltanto gli equilibri tra i partiti. La presenza di Futuro Nazionale nel centrodestra determina anche una riduzione della partecipazione elettorale. L'affluenza stimata scenderebbe infatti dal 61% al 59%. Anche questo è un elemento che penalizza la coalizione, perché una parte di elettori preferirebbe non votare piuttosto che sostenere una proposta politica percepita come troppo distante dalle proprie sensibilità.

Sarebbe tuttavia un errore ritenere che Vannacci rappresenti un problema esclusivamente per il centrodestra. I dati mostrano infatti effetti rilevanti anche nel centrosinistra. Quando Futuro Nazionale corre autonomamente, il Movimento 5 Stelle scende dall'attuale 13% all'11,5%, perdendo un punto e mezzo. Una parte del consenso raccolto dal generale proviene dunque anche da aree tradizionalmente estranee al centrodestra, confermando la sua capacità di attrarre elettori provenienti dall'astensione, dal voto di protesta e da percorsi politici molto differenti.

Il vero insegnamento di questa simulazione è che le coalizioni non possono essere valutate esclusivamente sommando le percentuali dei singoli partiti. In politica contano anche le percezioni e le compatibilità. Il caso Vannacci dimostra che un'alleanza può produrre effetti controintuitivi.

L'ingresso di un soggetto che vale il 6% non necessariamente aumenta il peso della coalizione, ma può addirittura ridurlo. È la conferma di una regola antica ma sempre attuale: in politica due più due non fa quattro, ma meno.

*direttore Noto Sondaggi

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