Espulsi, ma il volo resta a terra. E i tunisini tornano in "libertà"

Niente rimpatrio, ai clandestini il foglio di via. Il Viminale: "Solo un problema tecnico". E oggi è partito un altro charter

Foto di repertorio
Foto di repertorio

Un guasto. Un contrattempo, che ha costretto il questore a “rilasciare” alcuni tunisini che sarebbero dovuti salire su un charter diretti in Tunisia.

I fatti risalgono a mercoledì scorso, quando 18 poliziotti hanno prelevato 7 immigrati dal Centro di permanenza e rimpatrio di corso Brunelleschi a Torino e li hanno accompagnati in autobus fino a Fiumicino. Dieci ore di viaggio, quasi tutto in notturna. Lo stesso è avvenuto per altri immigrati, scortati dai centri di permanenza di Bari, Brindisi, Potenza, Torino e Trapani. In totale una sessantina di clandestini. Da Fiumicino sarebbe dovuto partire il volo attrezzato per il loro rimpatrio. Dopo il viaggio verso la Capitale, però, le cose non sono andate come previsto: il charter della compagnia aerea maltese Air Horizont, che avrebbe dovuto raggiungere Hammamet facendo scalo a Palermo, a causa di un guasto, non è partito e così l’accompagnamento forzato fino in Tunisia si è tramutato in un normale foglio di via.

Agli immigrati è dunque stato notificato l'ordine del questore di lasciare il Belpaese entro 7 giorni. Ed è probabile, come spesso accade, che questo non avverrà mai. Il motivo? "Non potendo gli agenti trattenerli in aeroporto -scrive il Tempo - e mancando i posti nei centri di permanenza dai quali erano stati presi e caricati sui pullman, sono stati tutti rilasciati".

Il contrattempo è bastato a Repubblica per parlare di "caso imbarazzante" per il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Ma fonti del Viminale ridimensionano l’accaduto: "Èstato un problema tecnico – fanno sapere dal ministero dell'Interno - già oggi parte un volo charter per rimpatriare dei tunisini. Un altro volo è in calendario giovedì, come da accordi. Domani ci sarà una riunione tecnica con i tunisini per rafforzare l’intesa sulle espulsioni. E col decreto immigrazione tapperemo i buchi della norma attuale per evitare intoppi e scappatoie per i clandestini". Per Stefano Paoloni, segretario generale del Sap, c'è anche dell'altro: "Nonostante i costi dei biglietti siano comunque molto elevati - ha detto al Tempo - le compagnie minori a cui vengono affidati questi voli (perché ormai si procede solo con quelle più o meno sconosciute) mettono a disposizione velivoli apparentemente in cattivo stato di manutenzione".

Insomma: quello di ieri è stato solo un inciampo. Da cui non si potrebbe scappare a causa della legge. "Il rientro nei centri di identificazione - spiega Paoloni - non è possibile perché nel frattempo i posti lasciati liberi da questi vengono occupati da altri e il tanto lavoro fatto è sprecato". Se mai dovessero essere ripresi in futuro, allora verranno subito rimpatriati senza passare dal Cie.

Invece di urlare allo scandalo, forse sarebbe bastato considerare che 50 dei 184 immigrati sbarcati a Lampedusa e arrivati su 7 barchini veloci, oggi stesso sono già stati spediti con un aereo in Tunisia.