Famiglia, il ministro Fontana: "Servono la mamma e il papà"

Lo strappo del grillino Spadafora a favore dei diritti gay. Ma il ministro Fontana lo zittisce: "Un bimbo ha diritto di avere una mamma e un papà"

Famiglia, il ministro Fontana: "Servono la mamma e il papà"

"Al governo abbiamo cercato di portare un pò di buon senso". All'indomani del passo in avanti del sottosegratrio Vincenzo Spadafora sui diritti alle coppie omosessuali, il ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, torna a mettere i puntini sulle "i". Lo fa da Pontida rivendicando la linea a favore della famiglia naturale. "Abbiamo detto cose banali, che un bimbo ha diritto di avere una mamma e un papà - dice - ci hanno detto che siamo retrogradi, clericali". Poi, citando San Pio X, rilancia: "Quando vi dicono queste cose siatene fieri. E noi siamo fieri di dire che ci devono essere una mamma e un papà".

A sollevare la polemica è stato ieri il grillino Spadafora che, partecipando al Gay Pride di Pompei, lancia un messaggio politico forte che cozza con la linea del ministro Fontana sulle coppie omosessuali. Il sottosegretario alle Pari opportunità del governo Conte si è mostrato ottimista e fiducioso che i diritti civili saranno sempre al centro dell'attenzione del governo. "Ho parlato con il ministro Fontana e credo che sia una persona con cui si potrà dialogare anche su questi temi - spiega Spadafora - per arrivare ad una sintesi. Ha espresso legittimamente le sue opinioni e io rispetto le idee di tutti, quindi anche le sue posizioni. Ora siamo una forza di governo - sottolinea - e dobbiamo trovare una sintesi tra le due forze che lavorano per il governo di questo Paese nell'interesse dei cittadini. Di tutti i cittadini". Una posizione che ha creato non pochi dissapori con gli esponenti della Lega che siedono nell'esecutivo. A partire da Matteo Salvini che ha subito bollato come "personali" le opinioni del grillino.

Già ieri sera Fontana ha messo nell'angolo Spadafora. "Con tutto il rispetto, il sottosegretario Spadafora parla a titolo personale, e non a nome del governo, né tantomeno della Lega - ha rimarcato su facebook - per quanto ci riguarda, la famiglia che riconosciamo e che sosterremo, anche economicamente, è quella sancita e tutelata dalla Costituzione". Oggi, dal pratone di Pontida, il ministro ha ribadito la propria posizione: "Ci hanno detto oscurantisti, retrogradi, san Pio X diceva 'siatene fieri', e noi siamo fieri di essere madri e padri". E, poi, ha concluso: "Attraverseremo molte prove, più ci insultano, più la Lega cresce, i popoli stanno riscoprendo le loro nazionalità". Anche Salvini, dal palco di Pontida, ha assicurato di non aver alcuna intenzione di portare via diritti a nessuno. "Se lo Stato non entra nei negozi con gli studi di settore figurarsi se entra nelle camera da letto - ha assicurato - ognuno a casa sua fa quello che vuole". Ma, poi, ha anche avvertito: "Finché avrò voce e sangue nelle vene, difenderò, fino alla vita, il diritto dei più deboli: il diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà e il diritto delle donne e non aver un utero in affitto".

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