"Servite l'Islam". "Preparate l'esplosivo". "Combattete i nemici dei musulmani". La cyber Jihad arriva dritta sul telefonino, con facilità sorprendente. Come un corso intensivo di indottrinamento islamico. Ma non ci sono attestati di presenza, alla fine della lezione. Ci sono le mappe degli obbiettivi da colpire, italiani ed europei, le istruzioni per eludere i controlli, e i sistemi di rivendicazione.
Siamo entrati nelle chat segrete di propaganda che la Jihad online rivolge ai giovani, spesso fin dalle scuole medie. Grazie all'aiuto di Red hot cyber, società di cybersicurezza che si occupa di dark lab, intelligence e geopolitica, abbiamo simulato il percorso di un potenziale lupo solitario e scoperto che il proselitismo è martellante e il reclutamento è rapido. Bastano quattro passaggi per poter ricevere il manuale con cui costruire ordigni e progettare attentati, ottenere supporto logistico e caricare i proclami in video subito dopo l'attacco.
1. IL CONTATTO
Il primo passaggio è l'"aggancio". Una vera e propria gamification del terrore. Per incuriosire i giovani più isolati e manipolabili, per soffiare sul loro odio e tentare di incanalarlo nella Jihad, l'indottrinamento passa dalle piattaforme dei videogiochi, servito direttamente in cameretta. Nelle chat di Roblox e Discorded (quelle di videogame "spara-spara" e giochi di ruolo) vengono fatti circolare Meme con contenuti pro Islam (Sinwar, capo di Hamas a Gaza, in versione eroe da videogioco con citazioni del tipo: "Per chi cerca una morte onorevole, eccola") e nomi di gruppi attivi su Telegram o Signal.
2. LE CHAT E IL "FACILITATORE"
Una volta su una delle due piattaforme social, si può accedere ai gruppi a tema in cui circola materiale pro Islam. Il sito-community di riferimento del momento (da marzo) è CJM, Cyber Jihad Movement, braccio cyber sotto l'egida al-Qaeda. Ma i gruppi sono tanti e cambiano spesso nome. Solitamente hanno 200 iscritti o poco più. Li coordina un "facilitatore della Jihad" che, come primo passaggio, chiede in che lingua sei interessato a chattare (inglese o arabo?) e poi ti scrive, ogni due o tre giorni: "Come va? Tutto bene?". Si tratta di una procedura finalizzata a verificare se si è attivi o meno.
3. LA SELEZIONE
Se si risponde e si dimostra quindi di essere realmente interessati ai contenuti, si viene invitati in un sottogruppo, più ristretto. È il livello dei "prescelti". E qui l'operazione inizia a farsi più concreta. Gli argomenti sono più specifici: si ricevono messaggi anti-Occidente, offerte di corsi di penetration test di siti filo sionisti (da pagare rigorosamente in criptovalute), annunci "di lavoro". Ci si imbatte in messaggi in arabo espliciti. Tanto che l'IA non traduce: si tratta di un "contenuto pericoloso", riguarda la ricerca di volontari per la fabbricazione di armi per la guerra santa. La chat offre dozzine di link che rimandano a siti ancora più radicali (lo scorso anno Polizia postale italiana, nelle operazioni contro il cyberterrorismo, lo scorso anno ha monitorato quasi 230mila contenuti web e oscurato 533 siti che diffondevano contenuti violenti): su LulzSec Black, canale ufficiale del battaglione Da'wah Jihadista Islamico Palestinese, si può leggere un vero e proprio appello ai giovani: "Vi chiedo di costruire per questa religione e di servire l'Islam. La vostra scienza e le vostre invenzioni siano usate come armi a servizio di Allah e dei credenti, siate i mujaheddin che combattono i nemici dei musulmani". Il link al canale Al-Mahdawi porta dritto all'elenco dei nemici del popolo musulmano, con la cripto-taglia per chi li scova e li colpisce. Keymous plus è invece un sito di arruolamento contro Gerusalemme (definita "entità sionista assassina di bambini") e fornisce il contatto diretto del tutor a cui scrivere per partecipare.
Molti teen-ager si fermano qui. Per la maggior parte questo fanatismo virtuale è "solo" una forma di collante identitario, un modo per sentirsi parte di una comunità. Ma per qualcuno può sfociare in altro. È l'ultimo step per diventare lupi solitari.
4. IL MATERIALE CRIPTATO
Se il "candidato" è arrivato a questa fase vuol dire che l'indottrinamento è riuscito. L'odio sociale è diventato rabbia contro l'Occidente. E la rete si occupa di armare questa rabbia. A questo punto del percorso, il contatto con il facilitatore non avviene più nei gruppi ma è personalizzato in una chat privata. Qui vengono inviati manuali da scaricare per mettere in atto i cyber attacchi: vademecum per i blitz informatici in DDos ed elenchi di portali istituzionali di ministeri italiani, siti web di aeroporti, reti di trasporto locale, sistemi di pagamento online e piattaforme di telecomunicazione.
Il manuale operativo è cifrato (sfruttando le tecniche di offuscamento multilivello), così come lo sono le mappe satellitari del bersaglio - "sul suolo italiano o europeo", spiegano da Red Hot Cyber -, le istruzioni in tempo reale su come eludere i controlli di polizia e come condurre l'attacco, il supporto logistico virtuale per registrare la rivendicazione video e caricarla in rete immediatamente dopo l'azione (ci sono siti che spiegano come fare). Come una post produzione del terrore.