Approda venerdì in Aula per la discussione generale lo "Stabilicum", la nuova legge elettorale voluta dal centrodestra. Domani si chiude l'iter in commissione Affari costituzionali alla Camera. In via della Scrofa, quartier generale di Fratelli d'Italia, si inizia a mettere a punto lo schema delle candidature per il Parlamento. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni non vuole ritardi. Nell'idea della premier, il discorso legge elettorale va chiuso entro settembre. Per poi aprire la sessione di bilancio, l'ultima della legislatura. E andare al voto per le Politiche entro primavera. Prima del voto nelle grandi città Milano, Roma, Napoli e Torino, Bologna.
Una road map stretta che si incrocia con la scelta delle candidature. Il Pd minaccia ostruzionismo a oltranza sulla legge elettorale. Nelle ultime ore si fa l'ipotesi di porre la fiducia per far decadere la pioggia di emendamenti fotocopia delle opposizioni.
Il Pd, attraverso Federico Fornaro, mette nel mirino Fratelli d'Italia: "Con l'attuale sistema elettorale, in caso di vittoria, il partito di Giorgia Meloni incasserebbe un surplus di parlamentari rispetto agli alleati", è l'accusa che arriva da sinistra. Il responsabile Organizzazione del partito Giovanni Donzelli in un'intervista a La Verità ricorda che con la nuova legge elettorale si pone fine all'epoca dei governi tecnici. Indubbiamente, lo Stabilicum pone un problema di abbondanza per le truppe parlamentari di Fdi. Gli uscenti, con il nuovo sistema elettorale, avrebbero in tasca la garanzia della ricandidatura. Anzi, in caso di vittoria, Fdi incasserebbe più seggi degli attuali.
Dunque, si dovrebbe ipotizzare nomi nuovi per coprire i posti. Si parte dai parlamentari uscenti il cui lavoro è considerato soddisfacente dalla leader Giorgia Meloni. Mentre quasi tutti i partiti potrebbero esser chiamati a fare i conti con tagli, Fdi ha il problema opposto: allargare le liste. Un primo innesto arriverebbe con la candidatura dei ministri (Alessandro Giuli, Elvira Calderone, Orazio Schillaci) non eletti. Meloni vuole "pesare" elettoralmente il lavoro della sua squadra. Non si esclude che i governatori a fine mandato come Francesco Aquaroli e Marco Marsilio possano traslocare a Roma. L'intenzione è quella di pescare nomi nel mondo dello sport, stampa e società civile. Il dossier candidature è in mano ad Arianna Meloni che ha già avviato una prima scrematura di profili. Si ipotizza la discesa in campo del generale e Capo di Stato maggiore Carmine Masiello. Il grande serbatoio dell'allargamento del gruppo parlamentare riguarderà Gioventù Nazionale. La base di partenza è la riconferma degli uscenti di Grazia Di Maggio, Chiara La Porta (passata al Consiglio regionale in Toscana) e Fabio Roscani.
Scatta l'ora x per i nuovi volti come Domenico Carbone, presidente di Anci Giovani, Riccardo Ponzio di Viterbo e presidente di Azione Studentesca e Paolo Inselvini, già parlamentare europeo. Altro profilo che interessa ai piani alti di via della Scrofa è Gabriele Sgueglia, presidente regionale Gioventù Nazionale Toscana e ex vicesindaco di Pistoia.