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Smania centro: sono più volti che voti veri

Un grande centro - che poi non sarebbe nemmeno grande, perché la somma non fa mai il totale - così da potere contare dopo le elezioni politiche

Calenda: "L'unico modo per gestire i 5 Stelle è cancellarli"

Riunificare tutti i centristi d’Italia è il sogno proibito degli eredi della Democrazia Cristiana. Dal ’94 a oggi tutti i tentativi sono però falliti. In vista delle politiche del prossimo anno tanti vorrebbero riprovarci. Ieri Carlo Calenda, che non è di formazione diccì, ha fatto sapere che da parte sua le porte sono aperte per chi volesse stare assieme a lui in posizione centrale. Fuori dai due poli. Un grande centro - che poi non sarebbe nemmeno grande, perché la somma non fa mai il totale - così da potere contare dopo le elezioni politiche. I centrini tifano per il pareggio, per lo stallo. Calenda non lo nasconde: «Oggi i miei interlocutori naturali sono il Partito Democratico, che dopo il pareggio non avrà più Schlein come segretaria. E Forza Italia». Resta da capire se gli altri centristi condividono questo disegno. E se sono disponibili a confrontarsi con il leader di Azione.

Ad esempio, Calenda nutre «grande stima», per Ernesto Maria Ruffini, l’ex numero uno dell’Agenzia delle Entrate, oggi alla guida dei comitati civici Più Uno. Ruffini però è un centrista che guarda sicuramente a sinistra. E dovrebbe scoprire le carte fra qualche settimana quando uscirà il libro che sarà una sorta di manifesto politico. Come dire, Ruffini federerà a sua volta altri centristi. Provando a coinvolgere l’ex capo della polizia, Franco Gabrielli e il sindaco di Milano, Beppe Sala. Nell’attesa Matteo Renzi, che fa il centrista del centrosinistra ma non desidera morire contiano, lancia Silvia Salis come candidata del campo moderato alle primarie del campo largo. E poi ecco ancora gli altri centrini. Luigi Marattin del partito liberal-democratico dovrebbe federarsi con Calenda. Vincenzo Spadafora, ex ministro del governo Conte, oggi capo dell’associazione Primavera, strizza l’occhio a Matteo Renzi. Mentre Alessandro Onorato, alla guida di Progetto civico, l’altra gamba centrista, lavora sotto traccia per Giuseppe Conte. Già, l’avvocato del popolo. Secondo il rapporto Spin Factor per Adnkronos il presidente del M5S è il leader del campo largo più amato sui social. Il camaleonte Conte può sempre riciclarsi al centro. D’altro canto, ha dichiarato che in passato votava De Mita.

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