Finita la supremazia tedesca: i compiti a casa toccano a loro

Per anni Berlino ha imposto all'Ue regole e trattati cuciti su misura per la propria economia. Il caso Volkswagen ha scoperchiato il calderone: adesso la storia va riletta

Può capitare che un singolo episodio possa determinare un cambiamento repentino nel giudizio storico di avvenimenti molto più complessi. La crisi della Lehman Brothers del settembre 2008, ad esempio, comportò una drastica rivisitazione del ruolo avuto da Alan Greenspan, nella sua lunga gestione della Fed: la banca centrale degli Stati Uniti. Era considerato l'artefice del grande successo americano degli inizi del Terzo millennio. Il grande guru dell'economia, capace di scongiurare lo spettro di un declino annunciato da altri autorevoli storici come Kindleberger, fu, invece, rapidamente disarcionato. Ritenuto uno dei principali responsabili del moral hazard (l'azzardo morale), per l'eccesso di liquidità prodotta sui mercati internazionali, cadde rapidamente dalle stelle alle stalle. Qualcosa del genere sta avvenendo in Germania dopo lo scandalo Volkswagen. L'imbroglio sofisticato del dieselgate ha imposto una rivisitazione dolorosa della più recente storia tedesca. Costringendo analisti e ricercatori a spulciare in archivi polverosi alla ricerca delle ragioni più profonde, che avevano reso possibile il grande inganno.

Ed ecco allora scoprire la determinazione, tutta teutonica, nell'imporre al resto dell'Europa regole tecniche che si conformassero al proprio modello industriale, anche quando esse contraddicevano le best practices internazionali. Dall'uso dei gas refrigeranti dei condizionatori, al riciclo degli apparecchi medicali. Dall'utilizzo disinvolto del carbone, per produrre energia; alle norme sulla liberalizzazione del trasporto ferroviario. Per terminare con la zona franca, richiesta ed ottenuta, per le Landesbank - le banche regionali - sottratte alla vigilanza unica europea. Insomma: ciò che andava bene alla Germania doveva andar bene all'Europa. Ma ciò che potesse limitare, in qualche modo, l'economia tedesca non aveva diritto di cittadinanza. Nonostante l'esistenza di questo privilegio, il caso VW ha dimostrato che l'ingordigia non ha mai fine. Fino ad un punto limite oltre quale si manifesta il crollo.

Bisogna risalire fin dai tempi della sua riunificazione, per capire il dipanarsi di una vicenda più complessiva. Fin da allora prevalse il sacro egoismo di una scelta, motivato da nobili sentimenti. Ma con il conto fatto pagare soprattutto agli altri. Una politica economica, esclusivamente attenta ai problemi degli equilibri interni - essenzialmente preoccupata di garantire un cambio one to one tra le due vecchie Repubbliche - ebbe come conseguenza la crisi dello Sme: con il crollo della lira e della sterlina, fin troppo sopravalutate. E l'avvio in Italia di quel processo di decomposizione politica, che portò, nel 1992, alla fine della Prima Repubblica. Obiettivi che condizionarono gli anni immediatamente successivi, quando le attenzioni dell'establishment tedesco furono tutte concentrate sulla necessità di una riconversione produttiva interna, che unificasse il Paese sui nuovi standard produttivi dell'Occidente.

Fu soprattutto Gerard Schröder a realizzare quel piccolo miracolo, con la sua Neue Mitte : la Terza via che cambiò volto all'Spd. Gli ingredienti di quella politica furono, da un lato, l'introduzione di maggiori elementi di flessibilità e precarizzazione nel mercato del lavoro; dall'altro, una politica di bilancio espansiva, caratterizzata da ingenti trasferimenti ai lander orientali. Tali da far impallidire, in un solo anno, l'intero intervento italiano per il suo Mezzogiorno. Fu soprattutto Peter Hartz, non a caso alto dirigente di Volkswagen, ad incaricarsi della prima bisogna. Misure rivolte ad accrescere la produttività, un salario sempre più agganciato ai risultati conseguiti ed, inevitabilmente, tanti disoccupati. Una parte dei quali furono riassorbiti nei settori meno efficienti dell'economia con i mini-jobs: un salario di 400 euro mensile, part-time e servizi gratuiti offerti dalle strutture pubbliche, il cui costo fu posto a carico dello Stato. L'alternativa a quello che poteva essere il salario minimo garantito. Il Piano si articolò in quattro successivi interventi. Poi lo stesso Hartz, travolto da uno scandalo finanziario, fu costretto alle dimissioni.

Gli anni dell'incertezza durarono dal 2001 al 2005. Durante questo periodo il mito della stabilità finanziaria fu messo tra parentesi e la stessa virtuosa Germania decisa a non rispettare la rigida regola del 3 per cento, prevista dai parametri di Maastricht. Ma nessuno sollevò obiezioni. Intanto l'industria macinava profitti. La bilancia dei pagamenti raggiungeva rapidamente il pareggio (2001). Quindi si trasformava in un surplus sempre più consistente. Fino a raggiungere quasi l'80 per cento di quello dell'intera Eurozona. Una piccola Cina, nonostante i Trattati avessero indicato vincoli precisi, che venivano regolarmente superati. Ma quel surplus serviva per consolidare ulteriormente le basi produttive del Paese. Per foraggiare un sistema finanziario che, grazie a quelle risorse, poteva muoversi con grande libertà lungo le rotte del mercato internazionale. Shopping di aziende estere, delocalizzazione verso i territori dell'ex Unione sovietica, semplici impieghi speculativi, come quelli a favore della Grecia, già allora ad un passo dal default.

Quel circolo virtuoso avrebbe, ben presto, contribuito a ridurre il peso del debito sovrano in relazione al Pil, creando nuove occasioni per attirare capitali dall'estero. Con il Bund - il titolo di Stato - divenuto ormai il parametro di riferimento, con cui misurare il grado di solvibilità (virtù) degli altri Paesi membri, segno premonitore della conquista di un primato. La premessa per consentire alla Germania il passaggio alla fase due: l'esercizio effettivo di supremazia, sempre più solitaria ed egoistica, sui destini dell'intera Europa. Il miracolo tedesco diventava così la stella polare delle nuove regole comunitarie.

Silvio Berlusconi, che non accetta questo stato di cose e minaccia di porre veti è rapidamente isolato. Gli rimproverano oltretutto quella politica estera autonoma di cui Pratica di Mare (maggio 2002), con la congiunta presenza di Putin e Bush, fu un piccolo capolavoro. Complice Giorgio Napolitano, inizia la caccia: il dipanarsi di quel complotto che, a partire dal 2010, utilizzerà mezzi diversi per giungere alle dimissioni dell'ultimo presidente del Consiglio eletto dal popolo. Le grandi manovre finali iniziano nell'estate del 2011 e si concludono il 12 novembre con le dimissioni di Silvio Berlusconi. Il resto è cronaca recente. Mario Monti accetta l'incarico a presidente del Consiglio. La sua adesione alla religione tedesca è totale. La sua politica economica è orientata solo in senso deflazionistico, nell'illusione che i «compiti a casa» possano far fronte ad errori - il cambio euro-lira - che da anni travagliano l'economia italiana.

Oggi si scopre invece che il simbolo stesso dell'industria tedesca, la «macchina del popolo», era solo taroccata. Che l'uso di un sofisticato software non era rivolto a migliorare la sicurezza del veicolo, ma solo a turlupinare gli acquirenti. Che il rispetto dell'ambiente, come del resto tutta la retorica sul primato morale dei tedeschi, era solo un esercizio retorico, con cui condire puri interessi di bottega. Per difendere quella politica mercantilistica, segnata dal prevalere di un surplus che rappresentava il motore effettivo della sua forza economica e finanziaria. Sull'altare del quale sacrificare ogni principio. Questa oggi è la prospettiva più inquietante, che può trascinare l'intera Europa nel baratro. Europa che ancora può salvarsi. Ma a condizione che questa volta sia la Germania a ravvedersi, che faccia lei i «compiti a casa» dando sostanza reale a quell'economia «sociale di mercato» che fu il sogno dei suoi padri fondatori. Le ricette sono note da tempo: si chiamano reflazione e si fondano sul rilancio della sua domanda interna. Come elemento indispensabile per un riequilibrio europeo, che la crisi indotta da VW renderà ancora più difficile da perseguire. Una prospettiva sulla quale insistiamo da tempo, sperando che lo stesso Matteo Renzi, alla fine, possa prestare orecchio.

La crisi della Volkswagen segna comunque la fine di una supremazia che non ha avuto la forza di trasformarsi in reale egemonia, tanto responsabile quanto generosa, avendo scaricato sugli altri Paesi il costo delle proprie interne contraddizioni. Di tutto ciò, Angela Merkel e gli altri dirigenti tedeschi devono prendere atto al più presto. E comportarsi di conseguenza. Nessuna previsione, ma forse è iniziato un conto alla rovescia che potrebbe cambiare il volto della Germania che finora abbiamo conosciuto. Noi speriamo che questo avvenga nel più breve tempo possibile. Niente di personale: per carità. È il patologico organicismo tra potere politico e potere economico che preoccupa: quell'intreccio tra industria, finanza e politica che nella tradizione tedesca è stata una costante. Ma una costante che non ha mai prodotto alcunché di buono e che la «ragazza venuta dall'Est» ha voluto istintivamente riprodurre. Ma la storia, almeno questa storia, sembra ormai finita.

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Commenti
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alejob

Dom, 27/09/2015 - 12:25

Non diciamo cretinate, in tutto il mondo le auto della Volkswagen sono state sottoposte ai PERIODICI controlli dei GAS di SCARICO e cosa USCIVA dai loro TUBI, GRAPPA, VINO o COGNAC. Sui CONTROLLI in Italia cosa scrivevano sul TAGLIANDO, Quantità di EMISSIONI e VALORI o BISTECCHE. Se le emissioni ERANO nella NORMA, quale è l'INFRAZIONE?. A quanto dicono SPECIALISTI del SETTORE la BENZINA anche filtrata dalle ULTIME CREATURE (EURO 6) sono più dannose del GASOLIO. TUTTA questa NUMERAZIONE, 1,2,3,4,5,6, SONO solo una scusa per ROTTAMARE il più possibile macchine e cosi il mercato è sempre FIORENTE.

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100-%-ITALIANA

Dom, 27/09/2015 - 18:20

Si direbbe che i "primi della classe" sempre pronti a fare la punta alle matite non sono migliori di tutti i comuni mortali

rino biricchino

Dom, 27/09/2015 - 18:23

Se poi la storia la rilegge Brunetta siamo a posto!

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mortimermouse

Dom, 27/09/2015 - 18:23

alla merkel ora si sarà pentita di non aver fatto nulla per berlusconi? :-)

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pinox

Dom, 27/09/2015 - 18:26

solo un ingenuo come prodi ha potuto pensare che i tedeschi con la moneta comune avrebbero fatto i nostri interessi. questa della wolkswagen è solo l'ennesima conferma del loro egoismo e della loro arroganza. siamo loro sudditi da 13 anni ormai, altro che unione monetaria e politica econominca comunitaria, si fanno e impongono i loro porci interessi e nient'altro!!!!

fgerna

Dom, 27/09/2015 - 18:27

alejob, probabilmente ti sei fatto inchiappetare anche tu dalla VW e ti brucia. La realtà dei fatti è che li hanno scoperti con le mani nella marmellata con una truffa bella e buona. Hanno truffato i consumatori con vetture non conformi, gli italioti tedescoiti minimizzano ma gli americani che rispettano il consumatore gli faranno un paiolo come una portaaerei

francesbona

Dom, 27/09/2015 - 18:30

Sto pensando che quello che è avvenuto con la volkswagen non è altro che la rappresentazione in piccolo e verso i propri clienti della sodomizzazione che la germania ha perpetrato e stà perpetrando verso gli Stati membri della UE, ITALIA inclusa. Certo che essere UBER ALLES in questo modo non è certo edificante!!!!!

giovaneitalia

Dom, 27/09/2015 - 18:38

Cara Merkel, é ora di raccogliere le tue cianfrusaglie e levarti dai c@gli@ni...di danni a questa Europa e alla tua Germania ne hai fatto parecchio.

antiom

Dom, 27/09/2015 - 19:17

Dopo la lettura di questo interessante articolo del valente e forbito Brunetta, ne deduco, ancora più convintamente, che al posto di privilegio economico della Germania ci sarebbe dovuto essere l'Italia. Questo non si è realizzato per la persistente egemonia sinistra, il cui apice è rappresentato dal schifoso napolitano. Per quanto concerne la Volkswagen condivido la denuncia della tracotanza dei suoi dirigenti determinata dall'eccessiva espansione di vendita, assolutamente non meritata, perché il mercato, già all'interno della stessa Germania, con Opel e Ford, offre modelli migliori! Quindi la multa ci sta veramente tutta, perché non si tratta di un difetto di fabbricazione, ma di una reale truffa.

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tulapadula

Dom, 27/09/2015 - 19:24

Ogni volta che quest'uomo apre bocca e' uno sproloquio di sciocchezze. Arridateci Tremonti!!!

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perSilvio46

Dom, 27/09/2015 - 19:32

Gli articoli del Nobel Renato Brunetta sono per me fonte inesauribile di sapere, il suo acume politico è tale che li apprezzo e condivido a prescindere dall'argomento trattato. Stavolta, però, temo sia troppo ottimista: la supremazia germanica è oramai consolidata e la nostra sudditanza sarà assoluta fino a che non avremo al governo uno statista come SILVIO BERLUSCONI. Solo Lui riuscì, con efficace battuta, a demolire la cancelliera: "una Kul....inch...". Dopo solo buio, diktat tedeschi e umiliazioni italiane.

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H2SO4

Dom, 27/09/2015 - 19:36

Da adesso quando i tedeschi parlerànno di rigore sorrideremo

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BIASINI

Dom, 27/09/2015 - 19:36

Una scemenza firmata Brunetta. Una delle tante.

Ritratto di Farusman

Farusman

Dom, 27/09/2015 - 19:43

Limitare la supremazia tedesca? Chi ne ha la forza? Occorrerebbero attributi taurini. E noi in Italia non abbiamo nessuno con tali caratteristiche: non Renzi, che è un burattino, non Di Maio che è incompetente, non Berlusconi, anziano e senza più nerbo. Forse Salvini, ma gli manca il consenso. E in Europa c'è nebbia e fango. Ormai sembra che l'unica cosa che conti in politica è la ricerca del favore della lobbie omosessuale con i suoi pseudo diritti. Non vedo vie d'uscita: chiniamo la schiena.

Ritratto di H2SO4

H2SO4

Dom, 27/09/2015 - 19:44

Il colpo più duro alla politica tedesca viene dalla Germania stessa

fgerna

Dom, 27/09/2015 - 19:48

chiedo a chi commenta questo articolo, se fosse successo a fiat che succedeva in Italia e in Europa? Minimo Ilva 2.0 oltre che parlarci addosso all'infinito, invece ho letto un articolo sul corriere che minimizzava il fatto e con basta andare dal concessionario a ripulire la centralina. Alcuni giornalisti incompetenti non capiscono che ripulire la centralina dal software tarocco le immissioni irregolari rimangono e al cliente è stato venduto un prodotto non conforme al contratto stipulato. IN PAROLE POVERE TRUFFATO

roberto zanella

Dom, 27/09/2015 - 19:51

Renzi non avrà nessun coraggio come neppure Berlusconi,saranno solo gli inglesi euroscettici e quelli contro il PPE germanico..per quanto riguarda Tajani,Ronzulli e Comi...meglio stendere un velo pietoso...Berlusconi avrebbe da togliersi tanti sassolini dalle scarpe per come la Merkel ha inciso e da cui tutti i nostri impoverimenti via Monti-Napolitano-Letta e ora Renzi...spero in Salvini,Le Pen & C

Ritratto di Jiusmel

Jiusmel

Dom, 27/09/2015 - 19:53

Suona strano che la forte economia tedesca abbia imposto, o cercato di imporre, ai paesi membri dell’area UE il loro standard economico industriale, ambientale e alimentare. Basti pensare alle ultime regole sulla produzione dei prodotti di orto frutta o di quelli ittici che impongono metodi produttivi e dimensioni sui prodotti da commercializzare. La storia della VW è emblematica perché mostra la concorrenza industriale sleale nei confronti delle altre aziende europee e mondiali. Il fatto è ancora più grave di quello che possa sembrare perché, a mio modesto parere da incompetente in materia economico-finanziaria, il trucco è stato applicato nel periodo in cui la Germania, facendosi forte ella propria potenza economica, imponeva le proprie regole a tutti i paesi UE. I paesi più deboli, inoltre, venivano ricattati su un possibile rischio di default utilizzando, come il gioco delle tre carte, l’altro trucco dello spread. (parte 1)

Ritratto di Jiusmel

Jiusmel

Dom, 27/09/2015 - 19:54

(parte 2) L’UE ha bisogno di una nuova leadership politica che sappia darsi nuove regole, poche ma chiare, per il bene di tutti. Una UE che si interessi meno delle dimensioni dei prodotti tipici di ciascuna regione, che tipici di ciascuna regione devono restare. Una UE che si interessi di più per darsi un vero governo politico al quale la BCE sia di supporto, non viceversa. Che si dia una forza militare di unione al pari dei caschi blu pronta a intervenire in qualsiasi situazione e nelle emergenze (come ISIS) al fine di eludere interventi di singoli paesi come GB o Francia che non portano a nessuna conclusione e per contro aumentano il caos esistente. Non si può andare avanti con la dittatura Franco-Tedesca (succubi degli USA) e della BCE. Politici come Schulz, Juncker e la nostra Mogherini, seppur brave persone, sono fuori luogo e non all’altezza di svolgere il loro compito.

abacon

Dom, 27/09/2015 - 19:56

Il primo articolo scritto con logica pura e coerente . Gli altri due che ho letto nel primo Feltri diceva che si godeva la sua Audi A8 perchè assomigliava a un salotto,avrebbe dovuto parlare di etica e non di qualità.Nell'altro articolo Porro ammira i tedeschi e parla di lezione tedesche, quale lezione? forze a imparare come si fa la mozzarella blu?. Meno male che Brunetta c'è.

Rinaldo Sorgenti

Dom, 27/09/2015 - 19:56

Molto concreto ed interessante questo articolo di Renato Brunetta. E' ora che si modifichino le cose e che i privilegi dei tedeschi siano ricondotti a regole uguali per tutti, se davvero la Ue deve continuare ad esistere, come pure la moneta unica che, peraltro, riguarda solo una parte dei Paesi U228. Già, perché importanti Stati non l'hanno mai adottata e non risulta che siano capitolati: tra questi la Gran Bretagna, la Svezia, ecc. ecc.. Quello che è stato fatto nei confronti dell'Italia grida vendetta ed il ripristino della democrazia che soldatini hanno stravolto.

nunavut

Dom, 27/09/2015 - 20:00

posso permettermi un paragone ? la germania si comporta come la gente di sinistra italiana sempre più bianchi del bianco, am ogni tanto si trovanoa guazare enlla me@@a ma llora le regole che hanno applicato agli altri non sono più valide,vedesi:Winterkorb LUI non sapeva (tutti ci credone visto la liquidazione) e non come Berlusconi NON poteva non sapere. Tanti auguri per poter avere una giustizia UGUALE per tutti.Condannato il B. condanniamo anche Winterkorb (cesto dell'inverno = cesto per la neve)

giovanni951

Dom, 27/09/2015 - 20:05

la supremazia non finirá perché nessun leader ( si fa per dire) eurabico ha le palle per contrastarla. E non pensate nemmeno che qualcuno in Italia non comprerâ auto tedesche....vedi le "lettere" di Feltri e Ostellino.

Luigi Farinelli

Dom, 27/09/2015 - 20:39

alejob h12.25: sono d'accordo che con l'ecologismo ideologico (ma non con l'ecologia quale scienza governata da scienziati veri, per i quali non ha passaporto, per esempio, la bufala del riscaldamento globale antropico da CO2) sono state imposte al mondo bufale pazzesche fatte passare per comandamenti. Le truffe ecologiste sono anche state smascherate ma non bisogna parlarne: c'è chi censura chi si oppone al pensiero omologato, fosse pure di un vero scienziato con tanto di dati oggettivi in mano. Ma qui il problema di fondo è un altro: ci sono maestrini e maestrine che arrivano ad insultare gli scolari indisciplinati perché non seguono le regole "buone e giuste" ma che poi tali regole "buone e giuste" essi(e) regolarmente snobbano: l'elenco ormai è troppo lungo, un po' in tutti i campi anche per una nazione che non è la solita, bistrattata (a volte a torto) italietta.

cangurino

Dom, 27/09/2015 - 21:15

Brunetta: uno dei pochi politici di FI che ammiro. Spero che possa nascere una buona collaborazione con la Lega, che su certi argomenti (macro economia in primis), spesso, prende abbagli o derive populiste. Vedo anche con piacere che le critiche a Brunetta provengono da commentatori che, nel sostenere le proprie "idee", denotano una capacità di analisi piuttosto elementare, forse da asilo. Ci manca solo uno scherno sull'altezza e il quadro sarebbe completo.

Ritratto di Chichi

Chichi

Dom, 27/09/2015 - 21:22

Ben vi sta dico, ma mi resta l’amaro in bocca con tanti punti interrogativi. Penso ai risolini di Merkel e Sarkozy e allo stracciar di vesti e le urla della sinistra, dei loro salotti buoni, di Re pubblica & Co: «l’Italia ha perso ogni credibilità in Europa e nel mondo»… Penso allo scherno per i rapporti di collaborazione intessuti da Berlusconi con Gheddafi… Penso a Berlusconi azzoppato da infiniti procedimenti giudiziari, alla procedura «ad personam», valida solo per lui, con cui sono riusciti finalmente a condannarlo almeno una volta, alla violenza fatta alle norme giuridiche e ai regolamenti parlamentari per estrometterlo dal senato. Quanto zelo da parte di Napolitano, delle sinistre dei loro utili idioti per compiacere soprattutto la merkel e i burocrati europei… Mi domando non è che anche la moneta unica è stata costruita con lo stesso metodo truffaldino? In fin dei conti sono sempre stati i tedeschi a dettare legge.

Ritratto di Chichi

Chichi

Dom, 27/09/2015 - 21:24

Se Berlusconi non fosse stato tolto di mezzo con un meschino colpo di stato voluto soprattutto dai tedeschi, l’Italia sarebbe ancora in questo spaventoso baratro in cui è precipitata?

Ritratto di SAXO

SAXO

Dom, 27/09/2015 - 21:33

Hanno permesso per anni che la Germania potesse essere il centro economico e imprenditoriale nella zona UE, grazie alle politiche di pompaggio mirato eseguite dalle elite plutocratiche internazionali.Serviva e serve come un modello di esempio da seguire ,per gli altri paesi UE.Un catalizzatore a doppia funzione , uno truccato per nascondere i difetti , l altro virtuoso solo in apparenza per promulgare paura e ammonimenti a chi si ribella alle politiche di austerita e sottomissione dell Euro-usa-land.Inoltre una Germania vassalla e schiava cieca delle politiche fariseocratiche, permette una ampia possibilita di contrastare la Russia economicamente e strategicamente in campo militare, offrendo come una prostituta politica i suoi territori alla coalizione della confraternita internazionale.

dare 54

Dom, 27/09/2015 - 21:54

Splendida analisi. A proposito, abbiamo aperto un fascicolo?

Edmond Dantes

Dom, 27/09/2015 - 22:18

Non li ho mai amati, i tedeschi. Anzi mi stanno antipatici solo a sentirli parlare per la cacofonia della loro lingua. Da noi poi vengono per rimpinzarsi e ubriacarsi a buon mercato, sono mediamente rumorosi e .... sì, diciamolo, anche dei gran scorreg....i. E sono pure testardi fino all'autolesionismo, quindi per far loro cambiare comportamenti, non certo opinione, occorre solo una politica che usi un, naturalmente metaforico, bastone.

Kosimo

Dom, 27/09/2015 - 22:46

gli Usa spiano la Merkel, tutta la classe dirigente e le industrie tedesche, hanno sempre saputo quindi perché........?

Kosimo

Dom, 27/09/2015 - 22:47

gli Usa vincono la 3^ guerra mondiale contro la Germania e l'Europa ne esce con le ossa rotte

Asimov1973

Dom, 27/09/2015 - 22:53

@alejob i valori dei diversi gas che attraversano la catalittica li leggi con il computer connesso alla centralina la quale, taroccata, ti dice 1 anziché 3 ...hai capito adesso?

marcosabelli

Dom, 27/09/2015 - 23:17

Basta barzellette "Brunetta" la Germania è una superpotenza mondiale. col corollario dei suoi Stati satelliti è largamente la prima potenza mondiale, mentre noi siamo semplicemente III° mondo. ...E faremmmo fare i compiti a loro? ah ah faccia il bravo, stia tranquillo che se avranno dei costi per l'affare VW li faranno pagare a noi, raddoppiando i compiti a casa agli schiavi del sud Europa.

seccatissimo

Dom, 27/09/2015 - 23:50

Secondo me il buon Brunetta avrebbe bisogno di farsi una lunga doccia fredda per rinfrescarsi le idee ed il cervello, per poter poi rimettere in moto le sue rotelline per pensare meglio e soprattutto correttamente! La VW è "solo" il tredicesimo colosso industriale tedesco in ordine di grandezza e certamente un passo falso della VW non è certamente di poco conto, ma non può assolutamente intaccare più di tanto la attuale globale supremazia tedesca in tutti i campi, economico come industriale! Lo starnazzare godereccio e sciocco dei mass media italiani e degli italiani in genere, per l'inciampo della VW e per i relativi danni subiti o che subirà la VW è l'equivalente a quello degli allievi mediocri di una classe scolastica quando l'irraggiungibile, molto invidiato e solo per questo poco amato primo della classe commette finalmente un errore nel fare un compito e riceve anche lui eccezionalmente, come tutti gli altri mediocri normalmente, un brutto voto.

diwa130

Dom, 27/09/2015 - 23:56

Il suo articolo e' in tre parti incoerenti. La prima parte e' una critica socialista al liberismo tedesco (copiato da quello americano), la seconda e' un tributo a Berlusconi, per certi aspetti (col senno di poi) anche condivisibile, la terza parte e' una estrema esagerazione morale su questioni tecniche che lei dimostra di non capire (come molti). L'imbroglio c'e', ma e' figlio di regolamenti fumosi ed assurdi sulle prove di emissione. Le prove su strada tecnicamente più' difficili sono le uniche veritiere e sono state suggerire da molti operatori del settore. Ma la politica latita come sempre, quando non capisce o fa finta di non capire. Adesso e' capitata alla VW, potrebbe capitare qualcosa di simile in qualunque settore ove i regolamenti e le prove sono simili. E ci sono tante industrie ove questo può' accadere

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Lun, 28/09/2015 - 01:11

I motti GOTT MIT UNS e il pomposo UEBER ALLES dicono molto di quello che sanno fare i teutonici: dopo due guerre mondiali attizzate nella terza ci fanno soffocare tramite le marmitte delle auto ... vecchie reminiscenze dei gas di Ypres e delle camerette nei loro grandi "camping" con camino di corredo.

seccatissimo

Lun, 28/09/2015 - 03:52

Sono sconcertato per l'accanimento godurioso italiano nei confronti della Germania rispettivamente dei tedeschi per il cosiddetto scandalo Volkswagen. Mi chiedo con che faccia di tolla proprio l'Italia e gli italiani si permettono di criticare e giudicare così pesantemente un altro Paese ed un altro popolo, quando in Italia praticamente tutto ma proprio tutto risulta essere basato, in modo più o meno grave, sulla truffa, sulla corruzione, sul peculato, sul non rispettare le regole e le leggi, a cominciare dallo Stato con le sue istituzioni, per passare a buona parte delle aziende, degli operatori economici in tutti i campi, a terminare con i normali cittadini che a loro volta truffano lo Stato e le aziende, e si truffano con piacere a vicenda con inaspettata frequenza e direi pure soddisfazione, e quando come mi confessò, anni fa, un alto funzionario della G.F., la truffa in Italia è la norma e purtroppo rimane per quasi la totalità impunita ma paga sempre?

Ritratto di Tipperary

Tipperary

Lun, 28/09/2015 - 07:01

Ancora ve la prendete con Brunetta tafazzisti del cacchio? Vi hanno venduto auto manomesse , hanno inquinato l'Italia e mezzo mondo , ve le fanno pagare stracare, fanno quello che vogliono in europa riducendo alla servitu' economica e comprando per 4 soldi le nostre aziende e ancora ve la prendete con Brunetta? Ha detto quello che e' , la verita'. E' una tedesca dice la pubblicita'. Esatto sono tedeschi, non cambiano mai. Co@@@@ ni !

Ritratto di pasquale.esposito

pasquale.esposito

Lun, 28/09/2015 - 07:23

LA; FORZA DELLA GERMANIA É BASATA SULLE DEBOLEZZA DELL;ITALIA; É INFATTI PER 25 ANNI IL PARTITO KOMUNISTA DEL PDPCI HA FATTO UNA POLITICA ANTIITALIANA DA FAR IMPALLIDIRE LA NEVE. É; QUESTO PARTITO É ANDATO IN GIRO PER IL MONDO AD INFANGARE É CALLUNNIARE IL PROPRIO PAESE IN MODO VERGOGNOSO; PER SCONFIGGERE IL LORO NEMICO N.1 SILVIO BERLUSCONI CON OGNI MEZZO; QUESTA POLITICA HA PORTATO L;ITALIA HA PERDERE QUASI 2MILIONI DI POSTI DI LAVORO É L;AUMENTO DELLA DISOCCUPAZIONE DEL 5% PER NON PARLARE DEI 437 MILIARDI DI POTERE D;AQUISTO PERSI DALLE FAMIGLIE ITALIANE GRAZIE ALLA POLITICA IDIOTA FATTA DA TRADITORI DEL PAESE COME napolitano, bersani, dipietro É OGNI POLITICO DEL PDPCI. LA, GERMANIA HA COME BASE DELLA SUA FORZA L;ECONOMIA; É I KOMUNISTI ITALIANI HANNO MINATO L;ECONOMIA ITALIANA É INDEBOLITO IL NOSTRO PAESE!.

patrenius

Lun, 28/09/2015 - 08:27

Ho vissuto 20 anni in Germania partendo dagli anni '60. Allora i tedeschi divisi e bastonati erano esseri umani. Ma poi travolti dalla ricchezza non hanno metabolizzato la sconfitta del '44 (a differenza del Giappone!!) e sono tornati alla solita prepotenza. Non contenti di aver distrutto 2 volte l'Europa materialmente, ora l'hanno distrutta politicamente. Perchè se l'UE è un'ammucchiata in sgretolamento il"merito" è tutto tedesco, della loro prepotenza e della loro stupidità. Se io trucco 10 vetture posso farla franca ma se ne trucco 10-20 milioni mi beccano di sicuro. Ecco stupidi e basta.

Prameri

Lun, 28/09/2015 - 08:58

La costituzione Europea, quando arriverà, potrà essere un punto di partenza per L'Europa. Chi vuole uscire dall'Europa lo vuole perché si sente maltrattato, oppresso. Vorrebbe resettare l'Europa: uscire per costruire una Europa migliore e non schiava della Germania. Sarebbe un percorso più arduo. La Germania schiaccia chi si ribella (esempio Berlusconi) facendolo eliminare dai suoi avversari in un paese sempre dilaniato dalle divisioni. Se fossimo un paese unito ci rispetterebbero. Ma se continuiamo a non aver rispetto di noi stessi...